Il Tirreno

Lucca

LUCCA

«Ero una maschera di sangue»

Domenico Tani
<strong>MASSACRO A PIEVE S. PAOLO.</strong> Il cadavere di Azzarri portato fuori dalla casa colonica di corte Martinelli
◗
MASSACRO A PIEVE S. PAOLO. Il cadavere di Azzarri portato fuori dalla casa colonica di corte Martinelli

«Sono stati minuti di interminabile terrore. Ho ancora negli occhi i fendenti che l'uomo vibrava con la mannaia contro le vittime inermi. Il sangue che schizzava sui muri, le grida i colpi di pistola e, finalmente, l'arrivo dei soccorritori. Quando sono corsa ad aiutare Maria Rosa, l'aggressore mi ha colpito alla testa con la mannaia. Mi sono trasformata in una maschera di sangue». È concitato il racconto di Maria Carmela Rugani.

4 MINUTI DI LETTURA





LUCCA. «Sono stati minuti di interminabile terrore. Ho ancora negli occhi i fendenti che l'uomo vibrava con la mannaia contro le vittime inermi. Il sangue che schizzava sui muri, le grida i colpi di pistola e, finalmente, l'arrivo dei soccorritori. Quando sono corsa ad aiutare Maria Rosa, l'aggressore mi ha colpito alla testa con la mannaia. Mi sono trasformata in una maschera di sangue». È concitato il racconto di Maria Carmela Rugani.

La badante di Maria Esterina Franceschi, la zia più vecchia di Andrea Azzarri, è sopravvissuta all'aggressione folle dell'elettricista disoccupato di Pieve San Paolo. Lei nella casa colonica di corte Martinelli, in via della Repubblica, non ci vive, ma ci va tutti i giorni per seguire l'anziana di 85 anni.

Lo stesso ha fatto ieri. Solo che ha dovuto fronteggiare Andrea Azzarri che «in preda a un raptus ha continuato a colpire Maria Rosa Franceschi (la sorella di Esterina) con la stessa roncola una, dieci, forse cinquanta volte e più. E ogni volta, il sangue schizzava via sempre più copioso insieme a brandelli di carne». Nel pomeriggio, Maria Concetta Rugani, 46 anni - gli stessi di Azzarri, ucciso dopo l'aggressione multipla in uno scontro a fuoco con i carabinieri - ricorda con orrore i fatti del mattino. Medicata - ha 9 punti in testa, per un colpo di roncola - è ormai a casa, in via Bocciani a Tassignano, dove vive con il marito Enrico Martinelli (che lavora da Rossi autoricambi) e il figlio Sasha di 19 anni. «Il dramma - racconta la donna ancora terrorizzata - è iniziato intorno alle 8,30. Avevo appena finito di fare il bagno e vestire la signora Ester e mi apprestavo a darle la colazione. Ho sentito la sorella della signora Ester, Maria Rosa che abita al secondo piano della casa colonica, che stava scendendo le scale per andare al lavoro. Di colpo mi sono arrivate le sue grida di aiuto. Ho pensato che Maria Rosa fosse scivolata dalle scale e sono uscita a vedere. Ho notato la donna in piedi sul pianerottolo che stava barcollando. Sono accorsa per impedire che cadesse quando è spuntato Andrea Azzarri armato di una roncola. Mi ha colpito di striscio alla testa. Ho sentito il caldo del sangue che mi colava sul viso, ma non ho perso i sensi».

Così - prosegue la badante - «sono riuscita a sorreggere Maria Rosa, mentre il nipote continuava a colpirla in tutte le parti del corpo. Un colpo dietro l'altro. Una scena dell'orrore con la roncola che affondava nelle carni della poveretta, mutilandola. Con tutte le mie forze sono riuscita a trascinarla al piano inferiore, urlando disperatamente e chiedendo aiuto. Purtroppo in corte non c'era nessuno». Tuttavia, ricostruisce Maria Concetta Rugani - «le mie grida sono state udite dal marito di Maria Rosa, Franco Sbrana, che ha cercato di disarmare la furia omicida dell'uomo. Anche lui è stato colpito di striscio ed è rotolato a terra. Intanto anche Ester richiamata dalle grida è uscita di casa ed è stata a sua volta colpita da un fendente ad una mano».

Comunque, la badante è riuscita a raggiungere il telefonino ed ha digitato il 118: «Aiuto c'è un uomo che ci sta massacrando. Inviate alcune ambulanze e avvertite i carabinieri». Il messaggio era inequivocabile. Nel frattempo, però, Azzarri si è rifugiato nel suo appartamento e ha cominciato a sparare ai carabinieri intervenuti in soccorso.
«Quando sono arrivate le prime ambulanze - continua Maria Concetta Rugani - il personale del 118 non si è potuto avvicinare alla casa perché l'uomo dalla finestra della sua stanza continuava a sparare. Nessuno poteva immaginare che l'arma che impugnava fosse una pistola giocattolo e tutti sono rimasti al riparo.»

Anche i militari della Guadia di finanza, arrivati per primi, si sono dovuti riparare perché l'uomo continuava a sparare. Poi sul posto sono giunti anche i carabinieri della compagnia di Cortile degli Svizzeri e quelli della stazione di Capannari. Nonostante l'arrivo dei militari - riprende la badante - «ero spaventatissima - racconta la badante - il sangue continuava a uscire copioso dalla ferita alla testa. Maria Rosa era a terra vicina a me e continuava dire che stava morendo, poco più in là il marito ferito e la signora Ester. I soccorritori non riuscivano ad avvicinarsi perché l'uomo continuava a sparare. Solo intorno alle 10 siamo stati raggiunti dai soccorritori del 118 e dai carabinieri che ci hanno prestato i primi soccorsi e successivamente trasferiti al pronto soccorso dell'ospedale».

Nella concitazione del momento, la sorella di Azzarri, Antonella, di ritorno dalla scuola dove aveva accompagnato il bimbo più piccolo, è stata colta da malore ed è stata trasferita con un'ambulanza all'ospedale.
(ha collaborato Arianna Bottari)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Proteste

Sciopero della scuola e dei trasporti venerdì 16 ottobre: le fasce garantite e i motivi della protesta

di Redazione web