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Anche il Machiavelli in occupazione

Nadia Davini
Sotto l’occupazione al Machiavelli l’anno scorso a destra una manifestazione studentesca in città nei giorni scorsi
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Sotto l’occupazione al Machiavelli l’anno scorso a destra una manifestazione studentesca in città nei giorni scorsi

"Noi ci preOccupiamo del nostro futuro". È lo slogan utilizzato dagli studenti del liceo classico e delle ex magistrali, in occupazione da ieri mattina per dire no alla riforma Gelmini e per proporre un nuovo modello di scuola e di istruzione pubblica. Sono le 7,30. Un gruppo di studenti liceali entra nei due istituti, quello di via San Nicolao e di via degli Asili.

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LUCCA. "Noi ci preOccupiamo del nostro futuro". È lo slogan utilizzato dagli studenti del liceo classico e delle ex magistrali, in occupazione da ieri mattina per dire no alla riforma Gelmini e per proporre un nuovo modello di scuola e di istruzione pubblica. Sono le 7,30. Un gruppo di studenti liceali entra nei due istituti, quello di via San Nicolao e di via degli Asili.

Subito si mettono a barricare porte e finestre con sedie, banchini e catene. Poi di corsa vanno ad aprire il portone d'ingresso per far entrare i compagni di scuola. L'atmosfera si scalda velocemente: nel giro di una mezz'ora tutto l'istituto è informato su quello che sta avvenendo.
Qualcuno torna a casa, ma la maggioranza decide di restare e di diventare parte attiva dell'occupazione. I lavori possono partire. Intanto il gruppo degli organizzatori sorveglia l'intero edificio, presidiando le uscite e attaccando numerosi striscioni: "Cogito ergo occupo" (ovvero: penso quindi occupo), "Ci occupiamo dei nostri diritti", si legge tra gli altri.

I professori sono invitati a partecipare all'assemblea, mentre non mancano minacce di denunce e di 5 in condotta da parte del preside e vice preside. Ma i ragazzi non si tirano indietro. Che qualcosa di nuovo stava accadendo al "Machiavelli" era chiaro già da due giorni: i ragazzi di AltaTensione, il collettivo delle Scienze Sociali, e del Classico hanno infatti organizzato assemblee ripetute per convincere gli altri studenti della validità dell'occupazione.
«C'è esigenza di informare - dicono gli occupanti -. Non tutti conoscono i contenuti e le conseguenze delle leggi Tremonti-Gelmini. L'idea è quella di volantinare il più possibile, spiegare la riforma durante le assemblee e poi dare una prospettiva concreta al movimento, affinché continui a lavorare anche dopo la fine delle occupazioni».

Ragazzi, spaventati dal futuro ("Non vogliamo essere precari"), ma allo stesso tempo pieni di speranze e di motivazioni: così si raccontano gli occupanti dell'Isi "Machiavelli", che cercheranno di portare avanti l'occupazione fino a sabato.
Intanto partono i gruppi studio e di confronto: c'è quello che si occupa dei rapporti con la stampa, quello delle università, quello di riforma Gelmini, edilizia scolastica e quello che vuole affrontare i motivi per cui l'attenzione mediatica nei confronti dell'Onda è calata con il passare dei mesi.

Nei corridoi del liceo si parla di tutto: politica, sport, impegni per la serata e programmi per i giorni futuri. L'occupazione è un modo per stare insieme, per ritrovarsi. Per protestare, sicuramente. Ma quest'anno soprattutto per proporre. «I motivi di dissenso nei confronti della riforma Gelmini, dai tagli alla mancanza di fondi, restano - spiegano gli studenti -. Quest'anno però il movimento studentesco sta crescendo. Ci stiamo coordinando con le altre scuole. Vogliamo essere propositivi, sfruttare l'occupazione per proporre un nuovo modello di istruzione, per spiegare come deve essere la scuola pubblica in cui vogliamo studiare. Lavorare per la creazione di un grande collettivo studentesco che affronti le problematiche scolastiche, elaborando percorsi alternativi di studio, di confronto e di socializzazione».

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