Proteste
I commercianti boccianol'aumento del ticket per i bus
Francesca Gori
La proposta di Confesercenti: investire nei servizi che possono attirare più viaggiatori in città
3 MINUTI DI LETTURA
LUCCA. Ticket più alto per gli autobus turistici che si fermano soltanto un giorno in città? No, grazie. Gli operatori economici rimandano al mittente la proposta dell'assessore al Turismo Moreno Bruni. Confesercenti in testa. Una scelta sbagliata, per molti; dannosa, addirittura per altri. Perché la competitivà, almeno sul fronte del turismo, va salvaguardata.
«La nostra associazione esprime da tempo posizioni contrarie alla politica dei ticket - dice Emanuele Pasquini, direttore di Confesercenti - e parlare di aumenti è pertanto a nostro avviso pericoloso. Lo sguardo "locale" fa perdere di vista il cumulo di ticket che il turismo di gruppo è costretto a pagare per un tour delle città toscane. E così finisce che i tour operator spostano gruppi dalla Toscana alle Marche o dalle città maggiori a quelle minori».
Confesercenti sottolinea come anche il turismo "mordi e fuggi" porta anche qualche beneficio alla città. «Questo tipo di flusso - prosegue Pasquini - non è tutto uguale. Tassando i bus mettiamo sullo stesso piano i gruppi che non spendono con quelli che spendono, le scuole con le crociere, i pellegrini con i tour di chi viene appositamente per shopping».
Insomma c'è chi spende nella rete commerciale, chi nella ristorazione, chi nelle guide turistiche, chi anche nella ricettività.
E poi c'è chi non spende nulla, ma non è vera l'equazione "bus uguale mordi e fuggi". «Se vogliamo usare i ticket come strumento di incentivo/disincentivo dobbiamo ripartire da una proposta in cui parlare di aumenti dell'attuale tariffa - prosegue Pasquini - ma anche di sconti e azzeramenti della stessa per alcune tipologie di attività». Alla Confesercenti comunque, non ci sono certo signorno. E le proposte dell'associazioni sono tante e varie. «Si potrebbe azzerare il ticket per i bus che utilizzano servizi locali, per chi quindi pernotta a Lucca, mangia in un ristorante lucchese, utilizza le nostre guide autorizzate in qualsiasi stagione - aggiunge Pasquini - o ancora ridurre il ticket per tutte le tipologie di turismo in bassa stagione. Prevedere un ticket solo per chi non utilizza servizi della città e solo per l'alta stagione, dove i flussi merita che siano sotto controllo. E prevedere che il ticket c'è se stai due o tre ore, mentre arriva fino a zero se sosti un'intera giornata. Un gruppo che sta un giorno intero a Lucca è una grande risorsa, da non penalizzare».
C'è poi il tema di come si usano i soldi che arrivano dai ticket. «L'assessore ha specificato che non si aumenta il ticket per sostenere i costi di Itinera - dicono in Confesercenti - ma questa dichiarazione lascia pensare, a chi non l'aveva fatto, che quel motivo sia una delle componenti. Per quanto ci riguarda, crediamo che le risorse che arrivano dai turisti dovrebbero essere investite per servizi ai turisti stessi: da quelli igienici, assolutamente inesistenti, alla cartellonistica, dal sistema della mobilità turistica alla realizzazione e al coordinamento degli eventi».
«La nostra associazione esprime da tempo posizioni contrarie alla politica dei ticket - dice Emanuele Pasquini, direttore di Confesercenti - e parlare di aumenti è pertanto a nostro avviso pericoloso. Lo sguardo "locale" fa perdere di vista il cumulo di ticket che il turismo di gruppo è costretto a pagare per un tour delle città toscane. E così finisce che i tour operator spostano gruppi dalla Toscana alle Marche o dalle città maggiori a quelle minori».
Confesercenti sottolinea come anche il turismo "mordi e fuggi" porta anche qualche beneficio alla città. «Questo tipo di flusso - prosegue Pasquini - non è tutto uguale. Tassando i bus mettiamo sullo stesso piano i gruppi che non spendono con quelli che spendono, le scuole con le crociere, i pellegrini con i tour di chi viene appositamente per shopping».
Insomma c'è chi spende nella rete commerciale, chi nella ristorazione, chi nelle guide turistiche, chi anche nella ricettività.
E poi c'è chi non spende nulla, ma non è vera l'equazione "bus uguale mordi e fuggi". «Se vogliamo usare i ticket come strumento di incentivo/disincentivo dobbiamo ripartire da una proposta in cui parlare di aumenti dell'attuale tariffa - prosegue Pasquini - ma anche di sconti e azzeramenti della stessa per alcune tipologie di attività». Alla Confesercenti comunque, non ci sono certo signorno. E le proposte dell'associazioni sono tante e varie. «Si potrebbe azzerare il ticket per i bus che utilizzano servizi locali, per chi quindi pernotta a Lucca, mangia in un ristorante lucchese, utilizza le nostre guide autorizzate in qualsiasi stagione - aggiunge Pasquini - o ancora ridurre il ticket per tutte le tipologie di turismo in bassa stagione. Prevedere un ticket solo per chi non utilizza servizi della città e solo per l'alta stagione, dove i flussi merita che siano sotto controllo. E prevedere che il ticket c'è se stai due o tre ore, mentre arriva fino a zero se sosti un'intera giornata. Un gruppo che sta un giorno intero a Lucca è una grande risorsa, da non penalizzare».
C'è poi il tema di come si usano i soldi che arrivano dai ticket. «L'assessore ha specificato che non si aumenta il ticket per sostenere i costi di Itinera - dicono in Confesercenti - ma questa dichiarazione lascia pensare, a chi non l'aveva fatto, che quel motivo sia una delle componenti. Per quanto ci riguarda, crediamo che le risorse che arrivano dai turisti dovrebbero essere investite per servizi ai turisti stessi: da quelli igienici, assolutamente inesistenti, alla cartellonistica, dal sistema della mobilità turistica alla realizzazione e al coordinamento degli eventi».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
