Il Tirreno

Lucca

Colpo in villa

Arrestati dopo il colpo in villa

L’attrezzatura dei malviventi recuperata dalla polizia (vip)
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L’attrezzatura dei malviventi recuperata dalla polizia (vip)

A S. Maria a Colle una pattuglia della polizia sorprende i malviventi e li insegue Refurtiva nascosta all'interno dell'auto

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LUCCA. Stavolta li hanno presi. E occultata dietro a un pannello nel sedile posteriore dell'auto hanno trovato una borsa contenente la refurtiva e gli attrezzi del mestiere. Da una piccola mola con tanto di dischetti per tagliare il ferro alla schiuma ritardante per impedire alle sirene degli antifurti di entrare in funzione. La terza sezione della squadra mobile - specializzata in materia di furti - ha arrestato per furto aggravato quattro nomadi.
Sono stati presi - al termine di un breve inseguimento - poco prima delle 22,30. Avevano appena finito di svaligiare una villetta in via di Mezzo a S. Maria a Colle approfittando dell'assenza dei padroni di casa. Adesso si trovano rinchiusi nel carcere di San Giorgio i fratelli Patrick ed Emanuele Cavazza, rispettivamente di 30 e 27 anni, residenti a Torre del Lago e i cugini Cesare e Marco Satori, di 31 e 29 anni, abitanti a Forte dei Marmi e Pietrasanta. Si tratta di nomadi con recidiva specifica il cui arresto verrà sottoposto all'udienza di convalida dal gip probabilmente domani.
I FATTI Per una volta la buona sorte ha assistito le forte dell'ordine. Il questore Francesco Santoro infatti aveva predisposto per la notte di venerdì un servizio specifico contro i furti in abitazione e nei locali che imperversano in queste settimane. Erano le 22 quando un'auto civetta ha intercettato una Toyota Yaris ferma a fari spenti al bordo della carreggiata nella zona di S. Maria a Colle. Gli agenti - diretti dall'ispettore Stefani e con la supervisione del dottor Russo - hanno notato che un individuo entrare nell'utilitaria che poi ripartiva a forte velocità. Uno dei poliziotti è sceso mentre la volante si è messa all'inseguimento della Yaris. L'operatore della questura si è subito accorto che l'uomo salito sulla macchina sospetta era passato da una rete appena tagliata che portava a una villetta isolata. Il poliziotto ha fatto il percorso a ritroso ed è arrivato alla porta d'ingresso dell'abitazione che era stata scardinata. All'interno le stanze erano state messe a soqquadro alla ricerca di soldi e gioielli.
ATTREZZI DA SCASSO. Nel frattempo l'auto della polizia - dopo aver avvertito l'altra pattuglia in perlustrazione in un'altra zona della città - ha proseguito l'inseguimento della Yaris. Che è stata bloccata dalle due auto della questura in via di Poggio a Nozzano. All'interno c'erano i quattro nomadi di etnia sinti. L'auto, appartenente a uno di loro, è stata perquisita. E nell'intercapedine dietro al sedile posteriore gli agenti hanno rinvenuto la borsa con la refurtiva e il «fai da te» del perfetto scassinatore. C'erano sei paia di guanti da lavoro, due walkie tolkie, una pinza, una mola con sette dischetti in ferro, due mini pile elettriche e un cacciavite oltre a una confezione di schiuma per bloccare la sirena degli allarmi.
LA REFURTIVA Nella borsa dei malviventi recuperati anche 20 monili riconosciuti dalla coppia proprietaria della villa svaligiata avvertita dalla polizia subito dopo la scoperta del colpo. Si tratta di cinque paia di orecchini (tre con zircone, due con oro giallo e bianco), due braccialetti da bimbo, una catenina con croce e un'altra con la figura della Madonna, una spilla in oro e corallo, un braccialetto da uomo in oro giallo, due da donna in oro giallo e bianco, catenine, ciondoli e braccialetti. Refurtiva rubata dalle camere da letto, dal bagno e da altre stanze messe completamente a soqquadro con cassetti e biancheria gettati a terra alla rinfusa. Unica oggetto non riconosciuto dai coniugi derubati un piccolo orologio Rolex con cinturino metallico che è stato sequestrato dalla polizia assieme alla Yaris e all'attrezzatura del perfetto mariuolo.
L.T.

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