Il dolore
Ambiente
Un traliccio davanti alla scuola
Barbara Antoni
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Il traliccio di Terna vicino alla elementareLa scuola a mattoni rossi di Sant'Alessio è di recente costruzione. È circondata da un prato verde; fra le sue mura, divisi in sette classi, ogni mattina studiano e giocano 110 bambini
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LUCCA. La scuola a mattoni rossi di Sant'Alessio è di recente costruzione. È circondata da un prato verde; fra le sue mura, divisi in sette classi, ogni mattina studiano e giocano 110 bambini.
Da pochi giorni i giovani alunni (la scuola comprende una sezione completa di elementari più due classi doppie) hanno un nuovo vicino, di cui si sono accorti guardando dalla finestra. È un traliccio alto oltre venti metri, che dista dalle aule solo poche decine. Una torre imponente di acciaio, che brilla sotto il sole, emana onde elettromagnetiche e attraverso la quale presto passerà anche l'alta tensione, visto che i cavi sono già stati calati, due giorni fa dal cielo, utilizzanto direttamente degli elicotteri.
Le frasche degli alberi, i campi di mais, il rintocco della campana: questi sono gli altri vicini di scuola dei bambini di Sant'Alessio. Quelli che hanno sempre avuto, prima che arrivasse il traliccio.
Tra gli abitanti, chi lo ha guardato con indignazione, chi come un disturbatore necessario o comunque tollerato. Chi forse l'ha persino ignorato, o si è rassegnato alla sua presenza.
L'insegnante Tiziana Lazzerini, capoplesso della scuola elementare guarda con sconforto il traliccio dalla finestra. «È proprio qui davanti a noi - indica -, a 50-60 metri dalla rete di recinzione della scuola. Da qualche settimana qui i tralicci crescono come funghi. Qui non ho sentito nessuno lamentarsi, nemmeno dei genitori. A Mutigliano invece, dove abito, la gente si è mobilitata. Certo è - dice la capoplesso - che nessuno ci ha mai informato dell'arrivo dei tralicci. Finora, questo anno scolastico non abbiamo avuto incontri con i genitori dei bambini. A breve avremo il primo, penso che durante l'incontro parleremo dei tralicci. Bisognerà attivarsi in qualche maniera».
Da Sant'Alessio a Mutigliano - colline pregiate sulle quali si sono ritagliati un buen retiro personaggi di spicco come l'attore Abatantuono, il regista Salvatores, l'editore Zanichelli, in passato anche Marcello Mastroianni -, la catena ininterrotta dei nuovi tralicci, che in alcuni punti incrocia la traiettoria dei pali della vecchia linea elettrica, raccatta intorno a sé una rabbia feroce.
È la rabbia degli abitanti, che si sono sentiti presi in giro, snobbati.
La risposta più frequente che danno a domanda sull'elettrodotto è che si sono sentiti messi davanti a un fatto compiuto, che influiva sulle loro vite ma che causa forza maggiore dovevano subire.
In questi giorni si sono visti e sentiti volare sul capo gli elicotteri che agganciavano i fili alla sommità delle torri di acciaio. Da giorni, affacciandosi alla finestra, vedono operai che come equilibristi si arrampicano in cima ai tralicci e si sperticano per fissare i fili dell'alta tensione.
La signora Antonella, dalla finestra della sua casa in via di Mutigliano - ora affiancata dalla catena di tralicci che da San'Alessio va verso la montagna - dice che «solo da pochi giorni gli operai hanno le protezioni e i cantieri la rete intorno. Prima non avevano niente. E anche ieri (l'altroieri per chi legge, ndr) li guardavo dalla finestra lavorare con il vento forte. Ho temuto davvero per la loro incolumità».
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