Il Tirreno

Lucca

IN PIAZZA SAN MICHELE

Il fico rimosso dal campanile

Barbara Antoni
Un vigile del fuoco mentre si cala per rimuovere la pianta
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Un vigile del fuoco mentre si cala per rimuovere la pianta

Hanno scalato le pietre bianche del campanile di San Michele come fossero il calanco di una montagna. Si sono arrampicati con tanto di casco, scarponi, guanti e tiranti come si fa per salvare una vita ad alta quota

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LUCCA. Hanno scalato le pietre bianche del campanile di San Michele come fossero il calanco di una montagna. Si sono arrampicati con tanto di casco, scarponi, guanti e tiranti come si fa per salvare una vita ad alta quota.

Invece dovevano estirpare dalla sommità della torre campanaria della chiesa nel centro di Lucca un albero di fico, cresciuto lì spontaneamente. Ieri mattina, ha impiegato sei ore una squadra dei vigili del fuoco per rimuovere da sotto la grondaia del campanile un albero di fico sviluppatosi al punto da rappresentare una minaccia per la stabilità della torre. Le radici dentro le pietre e i rami che le abitavano stavano mettendo in serio pericolo l'edificio. Un intervento programmato, richiesto dalla curia, eseguito in compresenza con il personale della Sovrintendenza ai Beni artistici e culturali.

Le manovre sono iniziate ieri mattina alle 8 e si sono protratte fino alle 14. Hanno avuto il successo sperato: il fico che chissà come e quando aveva deciso di prendere dimora fra le pietre antiche non ci spunterà più, perché oltre a tagliare la pianta (i rami avevano raggiunto una lunghezza fra 80 centimetri e un metro), i vigili del fuoco hanno iniettato negli interstizi delle pietre una sostanza che impedisce agli arbusti di ricrescere.

Intorno alla chiesa, decine di persone sono rimaste con il naso all'insù e le macchine fotografiche pronte a scattare per tutto il tempo che l'intervento è durato. Lo ha eseguito una squadra speciale di vigili del fuoco del gruppo Saf (speleologo, alpinista, fluviale), addestrati per i salvataggi in montagna e in tutti gli altri luoghi impervi. I vigili del fuoco si sono arrampicati sulle pareti esterne del campanile, hanno fatto l'ancoraggio e raggiunto il tetto.

La pianta si era insediata in un punto circa ottanta centimetri sotto la grondaia. Un uomo della squadra specializzata si è calato in quel punto. Era agganciato a una corda e grazie alla sua agilità ha raggiunto l'arbusto, il cui fusto, nato da una fessura in alto, aveva raggiunto il diametro di circa 5-6 centimetri. I rami, numerosi, erano uno accanto all'altro, lunghi fino a un metro. Tutte le parti della pianta sono state recise. Poi è stata iniettata la sostanza anti ricrescita.

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