Sicurezza
alta tensione
Tralicci, una guerra infinita
Barbara Antoni
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Uno dei tralicci già costruiti da TernaRiparte la raccolta di firme anti tralicci. Promossa dalla circoscrizione 6 per contrastare la costruzione della linea di alta tensione fra Mutigliano, Sant'Alessio e Cappella, va di pari passo con l'altro provvedimento messo appena in atto dalla circoscrizione
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LUCCA. Riparte la raccolta di firme anti tralicci. Promossa dalla circoscrizione 6 per contrastare la costruzione della linea di alta tensione fra Mutigliano, Sant'Alessio e Cappella, va di pari passo con l'altro provvedimento messo appena in atto dalla circoscrizione.
Vale a dire la richiesta formale a governo e altri enti interessati di riprendere in esame il progetto dell'elettrodotto e di prevedere l'interramento dei tralicci nei punti di maggior impatto ambientale.
Non si dà per vinto nemmeno il comitato di Sant'Alessio: "zittito" dal rifiuto del Tar a cui era ricorso per strappare la sospensiva ai lavori di Terna spa (l'azienda che realizza l'impianto), sta preparando la sua controffensiva silenziosa. Quello che si prospetta, una volta che la linea sarà ultimata, è una serie di ricorsi da parte dei residenti sulle colline attraversate dai tralicci. «Ognuno di noi - fanno sapere dal comitato - chiederà un risarcimento per i danni subiti dall'arrivo dell'elettrodotto».
Vicenda annosa che torna in primo piano. Va avanti dal 2001, raccontano dal comitato (all'inizio era guidato da Angelo Lorenzetti, proprietario anche di un agriturismo oggi contornato dai tralicci), quando fu annunciata la nascita dell'elettrodotto. Il comitato si costituì immediatamente, raccolse centinaia di firme e inviò un esposto al Comune.
«Documento ricevuto e protocollato - sottolineano ancora oggi gli estensori - a cui non è mai giunta risposta». Fin dall'inizio fu sollevata anche la questione delle emissioni radioattive provenienti dai tralicci. «Ma pur di andare avanti - si spiega - il percorso dei tralicci ha zigzagato fra gli abitati per osservare le distanze minime di sicurezza. È finita però che in più zone di minor pregio di queste colline, come il tratto da Borgo Giannotti a San Piero a Vico, lungo l'autostrada a Meati e alla golena del fiume, i tralicci sono stati interrati e qui no».
Poi ci sono stati gli anni in cui Terna ha assolto tutte le fasi dell'iter per avere il via libera all'elettrodotto. L'autorizzazione è arrivata nel 2008; con il decreto attuativo, sono partiti subito gli esprori e anche il ricorso al Tar per chiedere la sospensiva dei lavori. Negata, appunto, perché il Tar ha ravvisato che Terna aveva ottenuto tutte le autorizzazioni necessarie ad attuare il suo progetto.
La vicenda è finita anche all'attenzione del Capo dello Stato. Dal quale è giunta al comitato risposta attraverso il Prefetto: Napolitano fece sapere, rammentano dal comitato, che la società costruttrice aveva rispettato tutti i termini di legge.
E oggi si prepara la riscossa: le cause per risarcimento danni dei singoli cittadini.
Sulla guerra dei tralicci interviene anche Raffaella Mariani, parlamentare del Pd, che già in passato si è interessata al caso. «Sulla vicenda dell'elettrodotto i cittadini meritano trasparenza e informazione - dice Mariani -. Una questione delicata che riguarda da vicino la qualità della vita e la salute delle persone e anche la tutela paesaggistica e ambientale di alcune aree di pregio. Per questi motivi, se i cittadini non avranno le risposte che meritano, sottoporrò nuovamente la questione al Governo per sapere quali iniziative intenda prendere su una materia così importante».
«Abbiamo chiesto più volte - conclude - lo spostamento dei tralicci o l'interramento della linea. Siamo ancora in attesa di avere risposte chiare sia da parte della società Terna sia da parte dell'amministrazione comunale di Lucca».
Vale a dire la richiesta formale a governo e altri enti interessati di riprendere in esame il progetto dell'elettrodotto e di prevedere l'interramento dei tralicci nei punti di maggior impatto ambientale.
Non si dà per vinto nemmeno il comitato di Sant'Alessio: "zittito" dal rifiuto del Tar a cui era ricorso per strappare la sospensiva ai lavori di Terna spa (l'azienda che realizza l'impianto), sta preparando la sua controffensiva silenziosa. Quello che si prospetta, una volta che la linea sarà ultimata, è una serie di ricorsi da parte dei residenti sulle colline attraversate dai tralicci. «Ognuno di noi - fanno sapere dal comitato - chiederà un risarcimento per i danni subiti dall'arrivo dell'elettrodotto».
Vicenda annosa che torna in primo piano. Va avanti dal 2001, raccontano dal comitato (all'inizio era guidato da Angelo Lorenzetti, proprietario anche di un agriturismo oggi contornato dai tralicci), quando fu annunciata la nascita dell'elettrodotto. Il comitato si costituì immediatamente, raccolse centinaia di firme e inviò un esposto al Comune.
«Documento ricevuto e protocollato - sottolineano ancora oggi gli estensori - a cui non è mai giunta risposta». Fin dall'inizio fu sollevata anche la questione delle emissioni radioattive provenienti dai tralicci. «Ma pur di andare avanti - si spiega - il percorso dei tralicci ha zigzagato fra gli abitati per osservare le distanze minime di sicurezza. È finita però che in più zone di minor pregio di queste colline, come il tratto da Borgo Giannotti a San Piero a Vico, lungo l'autostrada a Meati e alla golena del fiume, i tralicci sono stati interrati e qui no».
Poi ci sono stati gli anni in cui Terna ha assolto tutte le fasi dell'iter per avere il via libera all'elettrodotto. L'autorizzazione è arrivata nel 2008; con il decreto attuativo, sono partiti subito gli esprori e anche il ricorso al Tar per chiedere la sospensiva dei lavori. Negata, appunto, perché il Tar ha ravvisato che Terna aveva ottenuto tutte le autorizzazioni necessarie ad attuare il suo progetto.
La vicenda è finita anche all'attenzione del Capo dello Stato. Dal quale è giunta al comitato risposta attraverso il Prefetto: Napolitano fece sapere, rammentano dal comitato, che la società costruttrice aveva rispettato tutti i termini di legge.
E oggi si prepara la riscossa: le cause per risarcimento danni dei singoli cittadini.
Sulla guerra dei tralicci interviene anche Raffaella Mariani, parlamentare del Pd, che già in passato si è interessata al caso. «Sulla vicenda dell'elettrodotto i cittadini meritano trasparenza e informazione - dice Mariani -. Una questione delicata che riguarda da vicino la qualità della vita e la salute delle persone e anche la tutela paesaggistica e ambientale di alcune aree di pregio. Per questi motivi, se i cittadini non avranno le risposte che meritano, sottoporrò nuovamente la questione al Governo per sapere quali iniziative intenda prendere su una materia così importante».
«Abbiamo chiesto più volte - conclude - lo spostamento dei tralicci o l'interramento della linea. Siamo ancora in attesa di avere risposte chiare sia da parte della società Terna sia da parte dell'amministrazione comunale di Lucca».
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