Attenzione
Lucca
No ai tralicci, scoppia la protesta
Barbara Antoni
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Il presidente Nardi e alcuni dei tralicci già innalzati a MutiglianoDa quasi dieci anni la gente si batte per salvare il paesaggio ma Terna non ha mai ceduto
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LUCCA. Il responso dell'assemblea è stato unanime: riesame del progetto dell'elettrodotto e interramento dei tralicci nei punti dove l'impatto ambientale è più forte. Sono ancora sul piede di guerra gli abitanti di Mutigliano, Cappella e Sant'Alessio, le frazioni dove Terna spa sta realizzando un impianto ad alta tensione.
L'opera in corso di costruzione (Terna spa è una società nata nel '99 in seno all'Enel che progetta, realizza e sviluppa il sistema elettrico nazionale) trasferirà l'alta tensione da Borgo a Mozzano a Sant'Anna.
L'altra sera, nel salone del foro Boario in via di Camaiore a Ponte San Quirico, oltre settanta persone sono intervenute per protestare - per l'ennesima volta - contro la dorsale di tralicci che sta deturpando il loro territorio.
«Saranno tanti i tralicci dell'elettrodotto (il progetto ne prevede 42, che andranno a sostituire la linea di alta tensione esistente, ndr) - dice il presidente della circoscrizione 6 Giuseppe Nardi -. E a vedere da quelli già innalzati, sono enormi e provocano un impatto ambientale devastante. Gli abitanti di Mutigliano, ad esempio, se li ritroveranno a ridosso del vecchio centro storico».
Tutti i partecipanti all'assemblea - continua il racconto di Nardi - sono stati concordi nel chiedere che il progetto di Terna venga riconsiderato, in modo che almeno per alcuni tratti l'elettrodotto possa essere interrato, come del resto è stato fatto in altre zone del territorio. «Sappiamo che l'energia serve e non ci opponiamo al progetto, che ha ottenuto tutte le autorizzazioni necessarie - prosegue la riflessione del presidente della circoscrizione 6 -.
Ma tralicci come questi non si potranno mai integrare con l'ambiente circostante: sono veri e propri mostri - conclude -, assai diversi da quelli che venivano costruiti anni fa».
Si batte da anni la circoscrizione 6 per impedire che la nuova linea da 132 kilowatt Diecimo-Lucca-Ronco tagli con i suoi giganti di acciaio una zona di elevatissimo pregio ambientale e culturale: il parco naturalistico e archeologico di Monte Catino, gli abitati e le colline di Cappella, Mutigliano, Pieve Santo Stefano e Sant'Alessio, per poi attraversare il parco fluviale del Serchio. Oltretutto nell''area si sono sviluppate molte imprese agrituristiche.
Già nel 2001 molti residenti si mobilitarono contro il progetto di Terna spa; negli anni sono state inoltrate petizioni con centinaia di firme raccolte, e all'epoca anche l'allora ministro per l'Ambiente Altero Matteoli fu mobilitato e sembrava che davvero il numero di tralicci sarebbe stato ridotto o che parte di essi sarebbe stato interrato.
Niente da fare: il progetto ad oggi procede e l'unica risposta che Terna ha dato alle proteste di abitanti e comitato è stato che una volta completati i 42 tralicci, verranno demoliti 72 sostegni esistenti. Intervento che però, tuonano i cittadini, non attenuerà l'impatto ambientale dell'opera.
L'opera in corso di costruzione (Terna spa è una società nata nel '99 in seno all'Enel che progetta, realizza e sviluppa il sistema elettrico nazionale) trasferirà l'alta tensione da Borgo a Mozzano a Sant'Anna.
L'altra sera, nel salone del foro Boario in via di Camaiore a Ponte San Quirico, oltre settanta persone sono intervenute per protestare - per l'ennesima volta - contro la dorsale di tralicci che sta deturpando il loro territorio.
«Saranno tanti i tralicci dell'elettrodotto (il progetto ne prevede 42, che andranno a sostituire la linea di alta tensione esistente, ndr) - dice il presidente della circoscrizione 6 Giuseppe Nardi -. E a vedere da quelli già innalzati, sono enormi e provocano un impatto ambientale devastante. Gli abitanti di Mutigliano, ad esempio, se li ritroveranno a ridosso del vecchio centro storico».
Tutti i partecipanti all'assemblea - continua il racconto di Nardi - sono stati concordi nel chiedere che il progetto di Terna venga riconsiderato, in modo che almeno per alcuni tratti l'elettrodotto possa essere interrato, come del resto è stato fatto in altre zone del territorio. «Sappiamo che l'energia serve e non ci opponiamo al progetto, che ha ottenuto tutte le autorizzazioni necessarie - prosegue la riflessione del presidente della circoscrizione 6 -.
Ma tralicci come questi non si potranno mai integrare con l'ambiente circostante: sono veri e propri mostri - conclude -, assai diversi da quelli che venivano costruiti anni fa».
Si batte da anni la circoscrizione 6 per impedire che la nuova linea da 132 kilowatt Diecimo-Lucca-Ronco tagli con i suoi giganti di acciaio una zona di elevatissimo pregio ambientale e culturale: il parco naturalistico e archeologico di Monte Catino, gli abitati e le colline di Cappella, Mutigliano, Pieve Santo Stefano e Sant'Alessio, per poi attraversare il parco fluviale del Serchio. Oltretutto nell''area si sono sviluppate molte imprese agrituristiche.
Già nel 2001 molti residenti si mobilitarono contro il progetto di Terna spa; negli anni sono state inoltrate petizioni con centinaia di firme raccolte, e all'epoca anche l'allora ministro per l'Ambiente Altero Matteoli fu mobilitato e sembrava che davvero il numero di tralicci sarebbe stato ridotto o che parte di essi sarebbe stato interrato.
Niente da fare: il progetto ad oggi procede e l'unica risposta che Terna ha dato alle proteste di abitanti e comitato è stato che una volta completati i 42 tralicci, verranno demoliti 72 sostegni esistenti. Intervento che però, tuonano i cittadini, non attenuerà l'impatto ambientale dell'opera.
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