Finanza
L’assassinio di Lunata
«Non volevo ucciderla»l'omicida non dice altro
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Nelle foto sopra e a sinistra due immagini dell’omicidio di LunataFrancesco Sabbatino aveva scritto alcune lettere probabilmente indirizzate all'ex compagna Nella sua casa trovati e sequestrati psicofarmaci
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LUCCA. Lo hanno trovato disteso nel suo letto, nel reparto di pneumologia dell'ospedale Campo di Marte. Francesco Sabbatino ha seguito il consiglio del suo avvocato. Si è avvalso della facoltà di non rispondere. Ma prima di chiudersi nel suo silenzio, durante l'interrogatorio di garanzia, qualcosa ha detto. Poche parole. «Non volevo farlo, non volevo ucciderla». Sabbatino, che lunedì scorso ha pugnalato al cuore la sua ex compagna Loretta Salemme nel piazzale dietro la farmacia Giannini a Lunata, non ha voluto aggiungere altro al suo pentimento.
Ieri mattina alle 11, nella camera del Campo di Marte dove Sabbatino è piantonato, sono arrivati il capo dei gip Marcella Spada Ricci e l'avvocato Francesco Frezza, legale dell'omicida. Sabbatino era a letto. Ha detto soltanto di essersi pentito, ha detto che non avrebbe voluto ucciderla. Parole che hanno un senso, ma che poco dopo si sono perse in un mare di pensieri confusi. Di flash. Sabbatino infatti avrebbe anche detto al suo avvocato che di quello che è successo lunedì a Lunata ricorda soltanto pochissime immagini. Immagini confuse, che non possono ancora essere messe in fila. Fotogrammi sparsi di un film dell'orrore e della disperazione che è finito con il cadavere di Loretta Salemme coperto da un telo bianco. E la difesa, che già aveva suggerito all'omicida di avvalersi della facoltà di non rispondere, chiederà ora una perizia psichiatrica, così come hanno già fatto anche i medici del reaparto di pneumologia, e il ricovero in una struttura specializzata come misura cautelare. Perchè nella casa dell'uomo che proprio lo scorso 30 settembre era uscito dall'ospedale dopo un ricovero in psichiatria, oltre al suo cellulare, sono state sequestrate dalla procura sia la cartella clinica dell'ultimo ricovero nel reparto di salute mentale sia diverse confezioni di psicofarmaci, insieme ad alcune lettere che Sabbatino potrebbe aver indirizzato proprio a quella donna che era diventata la sua ossessione. E che ha ucciso con un colpo di marrancio dritto al cuore. Francesco Sabbatino non ha ricevuto altre visite, all'ospedale, tranne quelle del capo dei gip e del suo legale. Nessuno dei parenti si è ancora presentato. Gli investigatori ora hanno altro materiale sul quale lavorare. Quelle lettere, scritte da Sabbatino, quella cartella clinica. Per decidere se davvero l'uomo, al momento dell'omicio, fosse consapevole di ciò che stava facendo.
Ieri mattina alle 11, nella camera del Campo di Marte dove Sabbatino è piantonato, sono arrivati il capo dei gip Marcella Spada Ricci e l'avvocato Francesco Frezza, legale dell'omicida. Sabbatino era a letto. Ha detto soltanto di essersi pentito, ha detto che non avrebbe voluto ucciderla. Parole che hanno un senso, ma che poco dopo si sono perse in un mare di pensieri confusi. Di flash. Sabbatino infatti avrebbe anche detto al suo avvocato che di quello che è successo lunedì a Lunata ricorda soltanto pochissime immagini. Immagini confuse, che non possono ancora essere messe in fila. Fotogrammi sparsi di un film dell'orrore e della disperazione che è finito con il cadavere di Loretta Salemme coperto da un telo bianco. E la difesa, che già aveva suggerito all'omicida di avvalersi della facoltà di non rispondere, chiederà ora una perizia psichiatrica, così come hanno già fatto anche i medici del reaparto di pneumologia, e il ricovero in una struttura specializzata come misura cautelare. Perchè nella casa dell'uomo che proprio lo scorso 30 settembre era uscito dall'ospedale dopo un ricovero in psichiatria, oltre al suo cellulare, sono state sequestrate dalla procura sia la cartella clinica dell'ultimo ricovero nel reparto di salute mentale sia diverse confezioni di psicofarmaci, insieme ad alcune lettere che Sabbatino potrebbe aver indirizzato proprio a quella donna che era diventata la sua ossessione. E che ha ucciso con un colpo di marrancio dritto al cuore. Francesco Sabbatino non ha ricevuto altre visite, all'ospedale, tranne quelle del capo dei gip e del suo legale. Nessuno dei parenti si è ancora presentato. Gli investigatori ora hanno altro materiale sul quale lavorare. Quelle lettere, scritte da Sabbatino, quella cartella clinica. Per decidere se davvero l'uomo, al momento dell'omicio, fosse consapevole di ciò che stava facendo.
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