Italia
TRAGEDIA A LUNATA
Uccide la compagna a coltellate
Luca Tronchetti e Duccio Casini
◗
In alto da sinistra i testimoni sul luogo del delitto e gli agenti della scientifica al lavoro (sullo sfondo il corpo); qui a fianco il corpo di Loretta Salemme coperto dal lenzuolo Ha ucciso la compagna con quattro coltellate sul piazzale nel retro della farmacia di Lunata, davanti all'ingresso di alcuni studi medici. È lì che, alle 17, l'aspettava da almeno dieci minuti, accecato dalla gelosia perché pensava che stesse per lasciarlo
4 MINUTI DI LETTURA
LUCCA. Ha ucciso la compagna con quattro coltellate sul piazzale nel retro della farmacia di Lunata, davanti all'ingresso di alcuni studi medici. È lì che, alle 17, l'aspettava da almeno dieci minuti, accecato dalla gelosia perché pensava che stesse per lasciarlo. Probabilmente l'aggressore temeva ci fosse una relazione con la persona che aveva accompagnato la donna dal dottore. Due dei colpi hanno raggiunto al cuore (gli altri l'hanno ferita al seno destro e al fianco) Loretta Salemme di 46 anni, originaria di Napoli, dipendente di un calzaturificio, rendendo vano ogni tentativo di difesa dall'aggressione del convivente.
L'omicida è Francesco Sabbatino, di 59 anni, anche lui originario di Napoli, con pensione di invalidità, residente in via del Pelo a Lunata. Ha continuato a colpire la donna, che abita a Pieve S. Paolo, anche quando era a terra e stavano accorrendo persone richiamate dalle urla. «Devi essere solo mia», gridava l'aggressore. Il sangue della vittima ha raggiunto e sporcato anche due medici corsi fuori dagli studi. Dopo aver ammazzato la convivente, l'assalitore ha per diversi minuti minacciato i soccorritori. Ne ha ferito uno, Elia Antonucci di Lunata, ad un braccio, continuando a roteare il coltello contro gli altri: qualcuno si è difeso parandosi con una bicicletta lasciata accanto all'ingresso degli studi, qualcun'altro gli ha lanciato contro un estintore preso da una stanza dei medici.
Nel frattempo qualcuno aveva avvertito i carabinieri e quando Sabbatino ha sentito la sirena attraverso una corte interna è corso verso la via Pesciatina, sempre brandendo il coltello. Ha attraversato la strada sulle strisce pedonali davanti alla farmacia Giannini, ma si è trovato di fronte l'auto del nucleo radiomobile dei carabinieri. Un militare è uscito e, puntando la pistola, gli ha intimato di fermarsi.
A quel punto l'aggressore ha girato verso di sé il coltello e si è sferrato un colpo sul fianco sinistro. È crollato per terra sulle strisce, con l'arma conficcata nel costato.
I carabinieri l'hanno bloccato, chiamando l'ambulanza che ha portato Sabbatino all'ospedale. Qui i medici hanno provveduto a rimuovere il coltello e a curare la ferita.
Francesco Sabbatino è cosciente e non è in pericolo di vita. È stato arrestato per omicidio volontario ed è piantonato all'ospedale Campo di Marte, dove il magistrato lo ascolterà appena le condizioni del ferito lo permetteranno.
Sabbatino e la vittima avevano convissuto per qualche tempo poi erano andati a stare ciascuno per conto proprio dopo che il marito della donna, con il figlio più grande (20 anni), saputo della relazione, erano venuti da Napoli per regolare la questione. I due, Rosario e Ciro Palumbo, volevano portare a termine la spedizione punitiva per vendicare l'onore offeso e, arrivati alla casa di Pieve S. Paolo, avevano sfondato la porta dove vivevano Loretta e Francesco.
Erano riusciti a bloccare Sabbatino, che avevano ferito alla testa con il calcio di una pistola, poi risultata un'arma giocattolo. Anche la donna aveva ricevuto qualche schiaffo. I carabinieri avevano poi individuato gli aggressori, arrestandoli.
Dopo l'episodio, i rapporti tra Sabbatino e la donna erano cambiati. Si prendevano e si lasciavano, vivevano ciascuno a casa propria.
Una situazione di cui lui, sconvolto, non riusciva a capacitarsi. Dieci giorni fa era stato anche ricoverato nel reparto di psichiatria. Lei era seguita dagli assistenti sociali, come la figlia di 6 anni. Un altro figlio, 14 anni, è assistito in un centro minorile.
Ieri la tragedia, a pochi giorni dalle dimissioni dell'omicida dall'ospedale.
Gli inquirenti ritengono che il sospetto del tradimento potesse essere diventata un'ossessione per Sabbatino che ha seguito, come forse altre volte, la compagna uscita dal lavoro.
La donna è arrivata sulla sua Clio ed è scesa dopo aver parcheggiato nel cortile tra la farmacia e gli studi medici di Lunata. È scesa dall'auto per recarsi dal suo dottore, Attilio Favilla, per ritirare una ricetta che le serviva per acquistare delle medicine.
La prescrizione non era pronta e allora l'assistente del medico si è offerta di andare insieme alla paziente in farmacia per farle avere comunque il farmaco. Ma Loretta ha deciso di andare da sola. Ha ringraziato ed è uscita.
Ma fuori, ad attenderla, c'era Sabbatino.
La procura ha disposto l'autopsia.
Oggi il medico legale Stefano Pierotti riceverà ufficialmente l'incarico.
L'omicida è Francesco Sabbatino, di 59 anni, anche lui originario di Napoli, con pensione di invalidità, residente in via del Pelo a Lunata. Ha continuato a colpire la donna, che abita a Pieve S. Paolo, anche quando era a terra e stavano accorrendo persone richiamate dalle urla. «Devi essere solo mia», gridava l'aggressore. Il sangue della vittima ha raggiunto e sporcato anche due medici corsi fuori dagli studi. Dopo aver ammazzato la convivente, l'assalitore ha per diversi minuti minacciato i soccorritori. Ne ha ferito uno, Elia Antonucci di Lunata, ad un braccio, continuando a roteare il coltello contro gli altri: qualcuno si è difeso parandosi con una bicicletta lasciata accanto all'ingresso degli studi, qualcun'altro gli ha lanciato contro un estintore preso da una stanza dei medici.
Nel frattempo qualcuno aveva avvertito i carabinieri e quando Sabbatino ha sentito la sirena attraverso una corte interna è corso verso la via Pesciatina, sempre brandendo il coltello. Ha attraversato la strada sulle strisce pedonali davanti alla farmacia Giannini, ma si è trovato di fronte l'auto del nucleo radiomobile dei carabinieri. Un militare è uscito e, puntando la pistola, gli ha intimato di fermarsi.
A quel punto l'aggressore ha girato verso di sé il coltello e si è sferrato un colpo sul fianco sinistro. È crollato per terra sulle strisce, con l'arma conficcata nel costato.
I carabinieri l'hanno bloccato, chiamando l'ambulanza che ha portato Sabbatino all'ospedale. Qui i medici hanno provveduto a rimuovere il coltello e a curare la ferita.
Francesco Sabbatino è cosciente e non è in pericolo di vita. È stato arrestato per omicidio volontario ed è piantonato all'ospedale Campo di Marte, dove il magistrato lo ascolterà appena le condizioni del ferito lo permetteranno.
Sabbatino e la vittima avevano convissuto per qualche tempo poi erano andati a stare ciascuno per conto proprio dopo che il marito della donna, con il figlio più grande (20 anni), saputo della relazione, erano venuti da Napoli per regolare la questione. I due, Rosario e Ciro Palumbo, volevano portare a termine la spedizione punitiva per vendicare l'onore offeso e, arrivati alla casa di Pieve S. Paolo, avevano sfondato la porta dove vivevano Loretta e Francesco.
Erano riusciti a bloccare Sabbatino, che avevano ferito alla testa con il calcio di una pistola, poi risultata un'arma giocattolo. Anche la donna aveva ricevuto qualche schiaffo. I carabinieri avevano poi individuato gli aggressori, arrestandoli.
Dopo l'episodio, i rapporti tra Sabbatino e la donna erano cambiati. Si prendevano e si lasciavano, vivevano ciascuno a casa propria.
Una situazione di cui lui, sconvolto, non riusciva a capacitarsi. Dieci giorni fa era stato anche ricoverato nel reparto di psichiatria. Lei era seguita dagli assistenti sociali, come la figlia di 6 anni. Un altro figlio, 14 anni, è assistito in un centro minorile.
Ieri la tragedia, a pochi giorni dalle dimissioni dell'omicida dall'ospedale.
Gli inquirenti ritengono che il sospetto del tradimento potesse essere diventata un'ossessione per Sabbatino che ha seguito, come forse altre volte, la compagna uscita dal lavoro.
La donna è arrivata sulla sua Clio ed è scesa dopo aver parcheggiato nel cortile tra la farmacia e gli studi medici di Lunata. È scesa dall'auto per recarsi dal suo dottore, Attilio Favilla, per ritirare una ricetta che le serviva per acquistare delle medicine.
La prescrizione non era pronta e allora l'assistente del medico si è offerta di andare insieme alla paziente in farmacia per farle avere comunque il farmaco. Ma Loretta ha deciso di andare da sola. Ha ringraziato ed è uscita.
Ma fuori, ad attenderla, c'era Sabbatino.
La procura ha disposto l'autopsia.
Oggi il medico legale Stefano Pierotti riceverà ufficialmente l'incarico.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
