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Esce dal carcere l'assassinodi S. Maria a Colle

Il tribunale del Riesame ha concesso i domiciliari a Pasquale Tavella l’assassino di Rossano Bastianelli
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Il tribunale del Riesame ha concesso i domiciliari a Pasquale Tavella l’assassino di Rossano Bastianelli

Pasquale Tavella, 71 anni, l'omicida dell'assistente capo della polizia penitenziaria al carcere di San Giorgio, dal tardo pomeriggio di ieri si trova agli arresti domiciliari in una delle sua abitazioni in Versilia. Lo ha deciso il tribunale della Libertà di Firenze che ha accolto l'istanza di riesame presentata dai legali dell'imprenditore, gli avvocati Gabriele e Nicola Zanobini di Firenze.

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LUCCA. Pasquale Tavella, 71 anni, l'omicida dell'assistente capo della polizia penitenziaria al carcere di San Giorgio, dal tardo pomeriggio di ieri si trova agli arresti domiciliari in una delle sua abitazioni in Versilia. Lo ha deciso il tribunale della Libertà di Firenze che ha accolto l'istanza di riesame presentata dai legali dell'imprenditore, gli avvocati Gabriele e Nicola Zanobini di Firenze.

Il tribunale del riesame non ha ritenuto necessario che l'ordinanza fosse eseguita dalle forze dell'ordine. E così ad attendere l'imprenditore fuori dal carcere c'erano la figlia e alcuni parenti dell'imputato. Dura un mese esatto la detenzione in carcere dell'assassino di S. Maria a Colle. I giudici fiorentini hanno accolto la tesi difensiva che evidenziava l'insussistenza del pericolo di fuga (Tavella si era costituito 18 ore dopo l'omicidio) e dell'inquinamento probatorio (l'imprenditore aveva fatto ritrovare la pistola Beretta calibro 9 corto usata per uccidere Rossano Bastianelli). Sulla possibilità di reiterare il reato da parte dell'omicida il codice penale - in base all'età di Tavella (quasi 71 anni) e all'inesistenza di ragioni di eccezionale rilevanza tali da giustificare la custodia cautelare - vieta il carcere per soggetti ultrasettantenni che, oltretutto, non hanno precedenti di polizia e carichi pendenti dal casellario giudiziario. L'unico precedente dell'imputato infatti risale al 20 luglio 1959 con l'accusa di minacce e lesioni. Precedente dal quale Tavella è stato riabilitato con sentenza della Corte d'Appello di Catanzaro datata 5 marzo 1980.

L'incensuratezza cinquantennale ha pesato sulla decisione del tribunale della Libertà ridimensionando anche la circostanza della detenzione della pistola sotto il sedile dell'Opel Astra station wagon dell'imprenditore. Un revolver che l'imprenditore ebbe una decina d'anni orsono dal carabiniere in pensione Antonio Romeo e che portava con sè quando tornava in Calabria per paura di qualche rappresaglia vista la sua agiata condizione economica. Adesso si attende il responso del Raciis dei carabinieri di Roma sulle tracce ematiche ritrovate sulla maglia e sui pantaloncini dell'omicida e sulla pala sequestrata accanto al corpo di Bastianelli che, stando all'imputato, la vittima stava brandendo contro di lui.

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