Finanza
LUCCA
Chi perde il lavoro non lo ritrova
◗
Il Centro per l’impiego della Provincia (Vip)Sono 13.772 le persone prese in carico dagli uffici della Provincia
4 MINUTI DI LETTURA
LUCCA. Rimane preoccupante il quadro generale della situazione del mercato del lavoro in provincia di Lucca. I dati relativi al report del mese di settembre effettuato dal servizio lavoro dell'amministrazione provinciale (che prende in esame le "movimentazioni" dei Centri per l'impiego) evidenziano, infatti, uno scenario piuttosto negativo, segno evidente del perdurare della crisi economica e occupazionale.
Il numero dei nuovi iscritti agli sportelli dei Centri per l'impiego è sensibilmente più alto di quello del settembre 2008 (quando la crisi era già iniziata); iscritti passati, su scala provinciale, da 1285 a 1442. Così come il numero degli avviamenti (da 8.372 del settembre 2008 ai 5.778 dello stesso mese di quest'anno) è sensibilmente più basso di quello degli anni precedenti con l'unica eccezione della Valle del Serchio. In questo caso si può supporre che le fonti di reddito "domestiche" e proprie (agricoltura, raccolta funghi e castagne) abbia ridotto la propensione all'iscrizione tra i disoccupati.
Le prese in carico restano molto alte (13.772). Un dato che, se si affianca al basso numero di avviamenti, conferma che le persone che hanno perso il lavoro non lo hanno ritrovato. Per quanto riguarda la mobilità nel 2009, è incrementata quella "non indennizzata" mentre quella "indennizzata" è calata perché le ditte che chiudono sono prevalentemente quelle piccole, ossia quelle con meno di 15 dipendenti.
Le offerte di lavoro pubblicizzate negli sportelli dei Centri per l'impiego della Provincia raggiungono i minimi storici in Versilia, mentre restano stabili in Valle del Serchio. Su scala provinciale, a questa voce, si registrano, a settembre, 299 offerte a fronte delle 529 dello stesso periodo del 2008.
Un altro aspetto evidenziato dal servizio lavoro di Palazzo Ducale (sulle cui ragioni sono in corso degli approfondimenti), nel 2009 gli avviamenti di minori di 18 anni sono più che raddoppiati; stabili gli avviamenti di 18-25enni e di 50-65enni, in calo gli avviamenti della fascia 25-50 anni.
«I segnali che i nostri uffici registrano sul mercato del lavoro - dichiara il presidente della Provincia Stefano Baccelli - continuano purtroppo ad essere negativi. Da un lato aumentano i contatti di chi si rivolge ai centri per l'impiego, dall'altro diminuiscono gli avviamenti e l'offerta. Una situazione difficile nella quale, ogni giorno - penso ai lavoratori della scuola che hanno perso il posto di lavoro o a quelli che rischiano di perderlo in diverse aziende del nostro territorio -, suona un altro campanello d'allarme. Per ora la ripresa, l'attesa inversione di tendenza, davvero non si vede. Un dato preoccupante, anche perché il sistema economico territoriale nel suo complesso - gli enti locali, la Camera di commercio, le rappresentanze sindacali - ha già fatto, e sta facendo, molto. Occorrerebbe ora che il governo liberasse ulteriori risorse o consentisse agli enti di sviluppare ancora di più la loro funzione anticiclica e di sostegno all'economia, ad esempio attraverso la revisione dei vincoli del Patto di stabilità, le cui maglie costituiscono una rete asfissiante che non permette neanche l'utilizzo dei fondi disponibili».
Nuovi iscritti. Il sistema rileva il numero di iscritti in un periodo dato. Quindi, laddove la rilevazione è mensile, i soggetti che si sono iscritti più di una volta in mesi diversi (perché assunti con contratti brevi) vengono conteggiati due volte. Laddove invece la rilevazione è riferita ad un periodo complessivo (per genere e classe di età), il numero di iscritti risulta più basso.
Avviamenti. Vale quanto detto per i nuovi iscritti sulla distinzione tra rilevazione mensile o per periodo complessivo.
Si rileva il dato esclusivamente a partire dal 2007 poiché da quell'anno le comunicazioni di avviamento sono divenute obbligatorie per tutte le tipologie contrattuali; il confronto con gli anni precedenti non sarebbe significativo poiché moltissime categorie/tipologie contrattuali erano escluse dall'obbligo.
Prese in carico. Il sistema rileva tutti gli accessi al Sistema provinciale per l'impiego, quindi non solo coloro che hanno diritto all'iscrizione nelle liste di collocamento, ma tutti coloro che richiedono ogni tipo di servizio (occupati alla ricerca di lavoro, giovani in obbligo formativo o bisognosi di orientamento universitario). In generale, l'indicatore misura il carico di lavoro che grava sui Centri per l'impiego. In particolare, si rilevano gli accessi e non gli utenti (quindi lo stesso utente può essere rilevato molte volte).
Il numero dei nuovi iscritti agli sportelli dei Centri per l'impiego è sensibilmente più alto di quello del settembre 2008 (quando la crisi era già iniziata); iscritti passati, su scala provinciale, da 1285 a 1442. Così come il numero degli avviamenti (da 8.372 del settembre 2008 ai 5.778 dello stesso mese di quest'anno) è sensibilmente più basso di quello degli anni precedenti con l'unica eccezione della Valle del Serchio. In questo caso si può supporre che le fonti di reddito "domestiche" e proprie (agricoltura, raccolta funghi e castagne) abbia ridotto la propensione all'iscrizione tra i disoccupati.
Le prese in carico restano molto alte (13.772). Un dato che, se si affianca al basso numero di avviamenti, conferma che le persone che hanno perso il lavoro non lo hanno ritrovato. Per quanto riguarda la mobilità nel 2009, è incrementata quella "non indennizzata" mentre quella "indennizzata" è calata perché le ditte che chiudono sono prevalentemente quelle piccole, ossia quelle con meno di 15 dipendenti.
Le offerte di lavoro pubblicizzate negli sportelli dei Centri per l'impiego della Provincia raggiungono i minimi storici in Versilia, mentre restano stabili in Valle del Serchio. Su scala provinciale, a questa voce, si registrano, a settembre, 299 offerte a fronte delle 529 dello stesso periodo del 2008.
Un altro aspetto evidenziato dal servizio lavoro di Palazzo Ducale (sulle cui ragioni sono in corso degli approfondimenti), nel 2009 gli avviamenti di minori di 18 anni sono più che raddoppiati; stabili gli avviamenti di 18-25enni e di 50-65enni, in calo gli avviamenti della fascia 25-50 anni.
«I segnali che i nostri uffici registrano sul mercato del lavoro - dichiara il presidente della Provincia Stefano Baccelli - continuano purtroppo ad essere negativi. Da un lato aumentano i contatti di chi si rivolge ai centri per l'impiego, dall'altro diminuiscono gli avviamenti e l'offerta. Una situazione difficile nella quale, ogni giorno - penso ai lavoratori della scuola che hanno perso il posto di lavoro o a quelli che rischiano di perderlo in diverse aziende del nostro territorio -, suona un altro campanello d'allarme. Per ora la ripresa, l'attesa inversione di tendenza, davvero non si vede. Un dato preoccupante, anche perché il sistema economico territoriale nel suo complesso - gli enti locali, la Camera di commercio, le rappresentanze sindacali - ha già fatto, e sta facendo, molto. Occorrerebbe ora che il governo liberasse ulteriori risorse o consentisse agli enti di sviluppare ancora di più la loro funzione anticiclica e di sostegno all'economia, ad esempio attraverso la revisione dei vincoli del Patto di stabilità, le cui maglie costituiscono una rete asfissiante che non permette neanche l'utilizzo dei fondi disponibili».
Nuovi iscritti. Il sistema rileva il numero di iscritti in un periodo dato. Quindi, laddove la rilevazione è mensile, i soggetti che si sono iscritti più di una volta in mesi diversi (perché assunti con contratti brevi) vengono conteggiati due volte. Laddove invece la rilevazione è riferita ad un periodo complessivo (per genere e classe di età), il numero di iscritti risulta più basso.
Avviamenti. Vale quanto detto per i nuovi iscritti sulla distinzione tra rilevazione mensile o per periodo complessivo.
Si rileva il dato esclusivamente a partire dal 2007 poiché da quell'anno le comunicazioni di avviamento sono divenute obbligatorie per tutte le tipologie contrattuali; il confronto con gli anni precedenti non sarebbe significativo poiché moltissime categorie/tipologie contrattuali erano escluse dall'obbligo.
Prese in carico. Il sistema rileva tutti gli accessi al Sistema provinciale per l'impiego, quindi non solo coloro che hanno diritto all'iscrizione nelle liste di collocamento, ma tutti coloro che richiedono ogni tipo di servizio (occupati alla ricerca di lavoro, giovani in obbligo formativo o bisognosi di orientamento universitario). In generale, l'indicatore misura il carico di lavoro che grava sui Centri per l'impiego. In particolare, si rilevano gli accessi e non gli utenti (quindi lo stesso utente può essere rilevato molte volte).
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
