Finanza
L’ISTRUZIONE PUBBLICA A RISCHIO
Scuole, 93 cattedre in meno
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Studenti delle scuole medie (foto d’archivio)Trentotto cattedre in meno nelle scuole elementari, 55 in meno alle medie inferiori e una serie di cambiamenti dal prossimo anno scolastico nei corsi delle superiori che comportano una mezza rivoluzione per gli istituti della Lucchesia. Sono alcuni degli aspetti delle ricadute in provincia della riforma Gelmini
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LUCCA. Trentotto cattedre in meno nelle scuole elementari, 55 in meno alle medie inferiori e una serie di cambiamenti dal prossimo anno scolastico nei corsi delle superiori che comportano una mezza rivoluzione per gli istituti della Lucchesia. Sono alcuni degli aspetti delle ricadute in provincia della riforma Gelmini, ma molte amministrazioni locali non sembrano ancora aver valutato a fondo i problemi che comporta.
Non è un caso che pochi rappresentanti dei Comuni interessati abbiano partecipato all'istituto Campedelli di Castelnuovo al primo degli incontri organizzati dalla Provincia per le tre macroaree (Lucca-Piana, Valle del Serchio e Versilia) in cui è diviso il territorio.
Oggi si terrà una nuova riunione a Palazzo Ducale, mentre per la Versilia l'appuntamento è per sabato al Principe di Piemonte.
I dati forniti dall'ufficio scolastico provinciale confermano le previsioni pessimistiche sulla formazioni delle classi e sull'organico di diritto delle scuole.
Per questo la Provincia ha avviato una riflessione che possa indicare strade da percorrere per cercare di ridurre al minimo, se non eliminare, gli effetti dei tagli, quest'anno solo apparentemente meno rilevanti per effetto della compensazione con i pensionamenti.
Le cifre parlano chiaro.
Le cattedre in provincia sono calate nella scuola primaria e ancora di più nella secondaria di primo grado, con una tendenza preoccupante.
Vediamo il quadro complessivo.
Scuola dell'infanzia. I bambini iscritti sono 8.185, le sezioni prevedono un numero di alunni non inferiore a 15 e non superiore a 26, elevabile però fino a 29.
Per quest'anno l'organico è identico grazie all'intervento straordinario della Regione che ha messo a disposizione due milioni di euro.
Primaria. Gli iscritti sono 15.557. I genitori potevano scegliere l'orario da 24/27/30 ore settimanali, anche se l'organico per le classi prime non a tempo pieno sarà di 27 ore. Tutte le famiglie hanno chiesto le 30 ore e 40 ore per il tempo pieno. Le classi possono essere con numero di bambini non inferiore a 15, non superiore a 26 elevabile fino a 27. Relativamente all'organico si registrano 38 cattedre in meno, con forte penalizzazione per la qualità della scuola e violazione del diritto all'istruzione proprio nella primaria, che ha sempre dato ottimi risultati.
Secondarie di primo grado. Gli alunni iscritti sono 10.023. I genitori potevano scegliere l'orario da 30 a 36 ore settimanali elevabili a 40 in via eccezionale su richiesta maggioritaria delle famiglie. Si registrano 55 cattedre in meno rispetto all'anno scolastico 2008/2009, soprattutto delle materie da "sacrificare" al nuovo orario ridotto a 30 ore, cioe lettere e tecnica. Le classi possono essere con numero di studenti non inferiore a 18, non superiore a 27 elevabile fino a 29.
Secondaria di secondo grado. Gli iscritti sono 15.962. Le classi iniziali prevedono un numero di studenti non inferiore a 27, elevabile fino a 30: ci saranno quindi accorpamenti di classi, con conseguente minor numero di indirizzi. Le cattedre costituite con orario inferiore all'obbligatorio sono ricondotte a 18 ore settimanali. Nelle scuole secondarie di secondo grado si registra un aumento di iscrizioni con 204 studenti in più, a fronte del quale l'organico aumento di 65 cattedre. L'incremento, però in relazione all'aumento della popolazione studentesca, è inferiore alle reali necessità.
Dal momento che per le secondarie di secondo grado i cambiamenti previsti dalla riforma partiranno dall'anno scolastico 2010/2011, le ripercussioni dei tagli saranno più evidenti dal prossimo settembre, quando le scuole dovranno adeguare i molteplici indirizzi e farli confluire nel numero ben più esiguo previsto.
Personale Ata. Non meno preoccupante la situazione del personale tecnico, che registra una diminuzione di 91 posti, con conseguenze notevoli anche relativamente alla insufficiente attivazione dei laboratori nelle scuole secondarie di secondo grado.
Elemento in contrasto con le direttive della riforma per gli istituti tecnici e professionali che prevedono lo sviluppo di metodologie innovative basate sulla didattica laboratoriale.
Non è un caso che pochi rappresentanti dei Comuni interessati abbiano partecipato all'istituto Campedelli di Castelnuovo al primo degli incontri organizzati dalla Provincia per le tre macroaree (Lucca-Piana, Valle del Serchio e Versilia) in cui è diviso il territorio.
Oggi si terrà una nuova riunione a Palazzo Ducale, mentre per la Versilia l'appuntamento è per sabato al Principe di Piemonte.
I dati forniti dall'ufficio scolastico provinciale confermano le previsioni pessimistiche sulla formazioni delle classi e sull'organico di diritto delle scuole.
Per questo la Provincia ha avviato una riflessione che possa indicare strade da percorrere per cercare di ridurre al minimo, se non eliminare, gli effetti dei tagli, quest'anno solo apparentemente meno rilevanti per effetto della compensazione con i pensionamenti.
Le cifre parlano chiaro.
Le cattedre in provincia sono calate nella scuola primaria e ancora di più nella secondaria di primo grado, con una tendenza preoccupante.
Vediamo il quadro complessivo.
Scuola dell'infanzia. I bambini iscritti sono 8.185, le sezioni prevedono un numero di alunni non inferiore a 15 e non superiore a 26, elevabile però fino a 29.
Per quest'anno l'organico è identico grazie all'intervento straordinario della Regione che ha messo a disposizione due milioni di euro.
Primaria. Gli iscritti sono 15.557. I genitori potevano scegliere l'orario da 24/27/30 ore settimanali, anche se l'organico per le classi prime non a tempo pieno sarà di 27 ore. Tutte le famiglie hanno chiesto le 30 ore e 40 ore per il tempo pieno. Le classi possono essere con numero di bambini non inferiore a 15, non superiore a 26 elevabile fino a 27. Relativamente all'organico si registrano 38 cattedre in meno, con forte penalizzazione per la qualità della scuola e violazione del diritto all'istruzione proprio nella primaria, che ha sempre dato ottimi risultati.
Secondarie di primo grado. Gli alunni iscritti sono 10.023. I genitori potevano scegliere l'orario da 30 a 36 ore settimanali elevabili a 40 in via eccezionale su richiesta maggioritaria delle famiglie. Si registrano 55 cattedre in meno rispetto all'anno scolastico 2008/2009, soprattutto delle materie da "sacrificare" al nuovo orario ridotto a 30 ore, cioe lettere e tecnica. Le classi possono essere con numero di studenti non inferiore a 18, non superiore a 27 elevabile fino a 29.
Secondaria di secondo grado. Gli iscritti sono 15.962. Le classi iniziali prevedono un numero di studenti non inferiore a 27, elevabile fino a 30: ci saranno quindi accorpamenti di classi, con conseguente minor numero di indirizzi. Le cattedre costituite con orario inferiore all'obbligatorio sono ricondotte a 18 ore settimanali. Nelle scuole secondarie di secondo grado si registra un aumento di iscrizioni con 204 studenti in più, a fronte del quale l'organico aumento di 65 cattedre. L'incremento, però in relazione all'aumento della popolazione studentesca, è inferiore alle reali necessità.
Dal momento che per le secondarie di secondo grado i cambiamenti previsti dalla riforma partiranno dall'anno scolastico 2010/2011, le ripercussioni dei tagli saranno più evidenti dal prossimo settembre, quando le scuole dovranno adeguare i molteplici indirizzi e farli confluire nel numero ben più esiguo previsto.
Personale Ata. Non meno preoccupante la situazione del personale tecnico, che registra una diminuzione di 91 posti, con conseguenze notevoli anche relativamente alla insufficiente attivazione dei laboratori nelle scuole secondarie di secondo grado.
Elemento in contrasto con le direttive della riforma per gli istituti tecnici e professionali che prevedono lo sviluppo di metodologie innovative basate sulla didattica laboratoriale.
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