Sicurezza
Deserte le aste
In bilancio buco di 485mila euro
Alessandro Petrini
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Deserta l’asta per l’ex Oleificio BorellaQuasi 485mila euro di debiti fuori bilancio e l'asta per la vendita dell'ex oleificio Borella costringono il Comune a mettere mano al programma triennale delle opere pubbliche e al bilancio pluriennale. Una scelta quasi obbligata da parte dell'amministrazione che in consiglio comunale è passata con i voti della maggioranza
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LUCCA. Quasi 485mila euro di debiti fuori bilancio e l'asta per la vendita dell'ex oleificio Borella costringono il Comune a mettere mano al programma triennale delle opere pubbliche e al bilancio pluriennale. Una scelta quasi obbligata da parte dell'amministrazione che in consiglio comunale è passata con i voti della maggioranza.
L'opposizione ha preferito uscire dall'aula al momento del riconoscimento dei debiti per poi votare contro la pratica sulla salvaguardia degli equilibri di bilancio.
Ma a complicare le condizioni di salute delle casse comunali c'è stata l'asta per la vendita dell'ex oleificio Borella e di un terreno all'Arancio che è andata deserta mentre l'amministrazione pensava di ricavarne circa 3 milioni di euro. Soldi che in larga parte sarebbero serviti a coprire la rata di 2,4 milioni del loro A&G per la quale bisogna rispettare i termini e che ora pende come una spada di Damocle sulle casse comunali. Per questo si è pensato di utilizzare una parte più consistente degli oneri di urbanizzazione passando dal 39% al 56%, inoltre si è intervenuti sul programma degli investimenti delle opere pubbliche.
«Abbiamo varato qualche voce - spiega l'assessore alle finanze Luca Leone - nella sostanza però le risorse non sono cambiate e siamo intervenuti coprendo le variazioni con l'avanzo di esercizio del 2008. Ci siamo trovati costretti a ridurre le previsioni dei mutui da stipulare per rispettare i parametri del patto di stabilità e abbiamo spostato al prossimo anno alcuni interventi previsti a mutuo per quest'anno».
Spostamenti in avanti che, come nei casi dei lavori per l'edilizia scolastica, non sono piaciuti ai consiglieri dell'opposizione. «Su 28 interventi previsti per la scuola - spiega Paolo Moriconi dell'Ulivo-Pd - solamente uno è un progetto esecutivo, due sono progetti preliminari e 25 sono invece studi di fattibilità. In più manca il parcheggio davanti alla scuola di San Pietro a Vico e il finanziamento per il tetto della scuola Dante Alighieri».
Per quest'ultimo intervento di consolidamento statico/sismico erano stati stanziati 260mila euro con una previsione di inizio dei lavori ai primi di giugno di quest'anno.
«I lavori però non sono mai iniziati - prosegue Maria Teresa Leone, sempre dell'Ulivo-Pd - alla fine d'agosto abbiamo appreso che i lavori erano posticipati a giugno 2010 ma nel consiglio comunale di martedì sera scopriamo che la spesa per il rifacimento del tetto è stata azzerata e non compare più. Mi chiedo quali criteri siano stati applicati per decidere di togliere il finanziamento. In più nel centro storico non c'è una scuola adeguata per alunni portatori di handicap e le barriere architettoniche sono ancora molte».
Proprio per questo Giorgio Mura dell'area di centro ha presentato al volo un ordine del giorno passato all'unanimità (si è astenuto solamente Raspini dell'Ulivo-Pd) per impegnare il sindaco a recuperare nel prossimo assestamento di bilancio i soldi necessari al superamento delle barriere architettoniche.
L'assessore Leone sottolinea però i 280mila euro di spesa in più per il sociale «che - dice - probabilmente non basteranno fino a fine anno ma servono a coprire parte dei 200mila euro non arrivati sotto forma di contributo per gli affidamenti da parte della Fondazione Cassa di Risparmio».
Un provvedimento che non soddisfa ancora Antonio Sichi di Rifondazione Comunista: «Si è chiusa la borsa dei contributi sociali mentre nel consiglio straordinario fatto sulla crisi ci eravamo presi l'impegno di farci carico di una parte delle emergenze delle famiglie».
L'opposizione ha preferito uscire dall'aula al momento del riconoscimento dei debiti per poi votare contro la pratica sulla salvaguardia degli equilibri di bilancio.
Ma a complicare le condizioni di salute delle casse comunali c'è stata l'asta per la vendita dell'ex oleificio Borella e di un terreno all'Arancio che è andata deserta mentre l'amministrazione pensava di ricavarne circa 3 milioni di euro. Soldi che in larga parte sarebbero serviti a coprire la rata di 2,4 milioni del loro A&G per la quale bisogna rispettare i termini e che ora pende come una spada di Damocle sulle casse comunali. Per questo si è pensato di utilizzare una parte più consistente degli oneri di urbanizzazione passando dal 39% al 56%, inoltre si è intervenuti sul programma degli investimenti delle opere pubbliche.
«Abbiamo varato qualche voce - spiega l'assessore alle finanze Luca Leone - nella sostanza però le risorse non sono cambiate e siamo intervenuti coprendo le variazioni con l'avanzo di esercizio del 2008. Ci siamo trovati costretti a ridurre le previsioni dei mutui da stipulare per rispettare i parametri del patto di stabilità e abbiamo spostato al prossimo anno alcuni interventi previsti a mutuo per quest'anno».
Spostamenti in avanti che, come nei casi dei lavori per l'edilizia scolastica, non sono piaciuti ai consiglieri dell'opposizione. «Su 28 interventi previsti per la scuola - spiega Paolo Moriconi dell'Ulivo-Pd - solamente uno è un progetto esecutivo, due sono progetti preliminari e 25 sono invece studi di fattibilità. In più manca il parcheggio davanti alla scuola di San Pietro a Vico e il finanziamento per il tetto della scuola Dante Alighieri».
Per quest'ultimo intervento di consolidamento statico/sismico erano stati stanziati 260mila euro con una previsione di inizio dei lavori ai primi di giugno di quest'anno.
«I lavori però non sono mai iniziati - prosegue Maria Teresa Leone, sempre dell'Ulivo-Pd - alla fine d'agosto abbiamo appreso che i lavori erano posticipati a giugno 2010 ma nel consiglio comunale di martedì sera scopriamo che la spesa per il rifacimento del tetto è stata azzerata e non compare più. Mi chiedo quali criteri siano stati applicati per decidere di togliere il finanziamento. In più nel centro storico non c'è una scuola adeguata per alunni portatori di handicap e le barriere architettoniche sono ancora molte».
Proprio per questo Giorgio Mura dell'area di centro ha presentato al volo un ordine del giorno passato all'unanimità (si è astenuto solamente Raspini dell'Ulivo-Pd) per impegnare il sindaco a recuperare nel prossimo assestamento di bilancio i soldi necessari al superamento delle barriere architettoniche.
L'assessore Leone sottolinea però i 280mila euro di spesa in più per il sociale «che - dice - probabilmente non basteranno fino a fine anno ma servono a coprire parte dei 200mila euro non arrivati sotto forma di contributo per gli affidamenti da parte della Fondazione Cassa di Risparmio».
Un provvedimento che non soddisfa ancora Antonio Sichi di Rifondazione Comunista: «Si è chiusa la borsa dei contributi sociali mentre nel consiglio straordinario fatto sulla crisi ci eravamo presi l'impegno di farci carico di una parte delle emergenze delle famiglie».
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