Il Tirreno

Lucca

DEGRADO AMBIENTALE

Cinque persone a giudizioper un disboscamento a Monte San Quirico

Luca Tronchetti
Un intervento sul territorio della polizia provinciale
◗
Un intervento sul territorio della polizia provinciale

Rifiuti provenienti da demolizioni edilizie interrati in una zona soggetta a vincolo paesaggistico attraverso un disboscamento e un riempimento di bozze in cemento, asfalto, calcestruzzo e altro materiale inerte. Una scoperta effettuata dalle guardie del wwf nel febbraio 2005 in seguito al ricevimento di una segnalazione

2 MINUTI DI LETTURA





LUCCA. Rifiuti provenienti da demolizioni edilizie interrati in una zona soggetta a vincolo paesaggistico attraverso un disboscamento e un riempimento di bozze in cemento, asfalto, calcestruzzo e altro materiale inerte. Una scoperta effettuata dalle guardie del wwf nel febbraio 2005 in seguito al ricevimento di una segnalazione.

Per questa vicenda - verificatasi nella zona di Monte S. Quirico - due indagati sono stati condannati con decreto penale al pagamento di 19.520 euro. Si tratta di Donatella Quintavalle, 53 anni, di Seravezza, amministratore della società «La Quintavalle» e di Aurelio Giannarini, 49 anni, di Porcari, amministratore della G.Co.Ss., aziende incaricate di effettuare i lavori. Gli altri cinque invece sono finiti sotto processo con l'accusa di aver modificato il profilo della collina di Monte S. Quirico - un'area di 3500 metri quadrati soggetta a vincolo paesaggistico - con disboscamento e riempimento di materiale da demolizione edilizia. Si tratta di Alessio Pollastri, 40 anni, di Firenze, amministratore dell'immobiliare San Quirico srl; Brunella Menicucci, 45 anni, di S. Anna, amministratore della Blueyes srl; Alfredo Susanna, 47 anni e Carla Giannelli, 44 anni, di Lucca, proprietari e committente di un dei lotti e Mario Malerbi, 59 anni, direttore dei lavori.

Per la procura nell'area in questione c'erano tre cantieri, per tre società diverse, utilizzati per la costruizione di nuove abitazioni residenziali dopo la demolizione di un fabbricato artigianale (autofficina). Sopra gli alberi tagliati un'enorme quantità di materiale edile e rocce di scavo oltre a pezzi di muri, calcinaccio, catrame, plastiche. Utilizzate - stando all'accusa - per poter costruire un piazzale senza che vi fosse il conferimento a ditte autorizzate al trattamento. Testimoni hanno riferito in aula - il processo proseguirà il 26 ottobre - di aver visto mezzi che portavano il materiale al cantiere.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa