Il Tirreno

Lucca

SOS OCCUPAZIONE

Operai, stipendi a rischio

Un’operaia al lavoro in un calzaturificio
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Un’operaia al lavoro in un calzaturificio

La crisi economica sconvolge anche il settore delle piccole imprese e dell'artigianato e si rischia una vera e propria emergenza sociale. Due terzi delle domande di cassa integrazione in deroga infatti non sono state accolte e molti lavoratori si ritrovano senza salario e senza sussidio

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LUCCA. La crisi economica sconvolge anche il settore delle piccole imprese e dell'artigianato e si rischia una vera e propria emergenza sociale. Due terzi delle domande di cassa integrazione in deroga infatti non sono state accolte e molti lavoratori si ritrovano senza salario e senza sussidio.

A lanciare questo nuovo allarme nel campo dell'occupazione è Umberto Franchi, responsabile del dipartimento piccole imprese e artigianato della Cgil. Il sindacato per sabato ha indetto un'assemblea dei lavoratori in cassa integrazione (in deroga) che negli ultimi 4 mesi, secondo i dati della Regione Toscana, sono 833. Ben 137 le ditte che hanno richiesto di fare ricorso a questo strumento. Le cifre, relative alla mostra provincia, parlano di oltre 482mila ore di cassa integrazione per riduzione o per sospensione delle attività con un costo di 4,7 milioni di euro.

Gli operai coinvolti sono. 637, gli impiegati 84, gli apprendisti 112. Per quanto riguarda l'età 3 sono tra i 15 ed i 18 anni, 136 tra i 19 e 25 anni; 235 tra i 26 ed i 34 anni; 248 tra i 35 ed i 44 anni; 157 tra i 45 ed i 54 anni, 54 oltre i 55 anni;

Il 74% dei lavoratori proviene da aziende del settore manifatturiero, il 7% dai servizi, il 7% dai trasporti, il 5% dal commercio, 4% costruzione, 3% settore alberghi e ristoranti.

In quattro mesi, sono pervenute alla Regione Toscana 4.343 richieste di autorizzazione alla cassa integrazione in deroga da parte di aziende con unità produttive in Toscana per un totale di 5.417.777 ore e per un costo complessivo di 53.094.214 euro.

I lavoratori coinvolti negli ultimi 4 mesi sono 11.182. Da rilevare che i fondi stanziati dal 30 aprile 2009 sono 50 milioni d euro.

A fronte delle 4.343 richieste di autorizzazione alla cassa integrazione in deroga, quelle autorizzate perché ritenute complete o congrue sono soltanto 1340.

I pagamenti a livello regionale direttamente dall'Inps su richiesta dell'azienda, sono stati 669, per un totale di 1.597 lavoratori.

«Dai dati - spiega Franchi - si evidenzia come a Lucca vi siano centinaia di lavoratori in cassa integrazione da maggio ed anche da prima senza percepire nessuna integrazione».

Come mai questi gravi ritardi?
«La motivazione principale - dice il sindacalista della Cgil - sta nel fatto che i consulenti del lavoro, che lavorano per le aziende, hanno effettuato le domande in modo errato, per cui esse sono ferme in Regione in attesa di ulteriore documentazione in grado di superare le inesattezze fatte nella prima compilazione. Inoltre - conclude Franchi - in Regione vi sono 1.000 domande per le quali va effettuata una nuova completa compilazione dei modelli, mentre a 45 aziende è stata rifiutata la cassa integrazione in deroga perché presentata fuori dai termini previsti dalla legge».
F.T.

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