Il Tirreno

Lucca

scuola

Disabili a rischio abbandono

L’esterno dell’istituto di Capannori
◗
L’esterno dell’istituto di Capannori

È un giorno speciale per Marco. Ha 10 anni, è in quinta elementare e per la prima volta ha fatto il dettato insieme ai suoi compagni di classe. Per Marco (il nome è di fantasia) è un grande risultato. Quando era arrivato, racconta la sua maestra, stava zitto accanto al muro

3 MINUTI DI LETTURA





LUCCA. È un giorno speciale per Marco. Ha 10 anni, è in quinta elementare e per la prima volta ha fatto il dettato insieme ai suoi compagni di classe. Per Marco (il nome è di fantasia) è un grande risultato. Quando era arrivato, racconta la sua maestra, stava zitto accanto al muro.

Piangeva e basta. Ora è integrato, coccolato dai compagni, fa progressi. Marco, un bel bimbo con lunghi capelli scuri e due occhi dolcissimi, è uno dei tanti disabili che frequentano l'istituto scolastico comprensivo di Capannori. Una punta di diamante nell'assistenza ai portatori di handicap, che però deve fare i conti con i tagli dei fondi. Che comportano gravissime conseguenze. La sparizione, almeno per ora, dell'operatrice Anffas e il drastico calo delle ore di utilizzo del personale con specializzazione ortofrenica. Tutto ciò ha la conseguenza di rendere sempre più difficile seguire i bimbi e bimbe affetti dalle più varie patologie.

«Siamo in piena emergenza», dice Tina Centoni, la dirigente scolastica. Una donna intelligente e caparbia. Che ha la fortuna di essere circondata da insegnanti e bidelli che lavorano senza risparmiarsi. Con sacrifici quotidiani. Per rendersene conto basta fare un giro nelle aule della primaria intitolata all'esploratore Carlo Piaggia. «Nelle quattro primarie (Capannori, Lunata, Tassignano e Pieve San Paolo) abbiamo 34 disabili, 6 alla scuola d'infanzia e 23 alle medie. Sono 63 iscritti su un totale di oltre 1300 - spiega la dirigente -. Qui (nella sede principale, ndr) ci sono 310 tra bambini e bambine, 60 in più dell'anno scorso. E anche cinque disabili in più».

All'istituto convergono alunni portatori di handicap di tutta la Piana, ma anche di Lucca e Collodi. Qui i ragazzi (e i loro genitori) trovano esperienza, competenza e organizzazione.

Un'opera delicata, importante, portata avanti con una passione ammirevole. Le famiglie sono riconoscenti, non altrettanto chi amministra il denaro pubblico. «Il Comune di Capannori ha sempre pagato un'operatrice dell'Anffas impegnata a seguire gli alunni nel laboratorio di linguaggio globale, dove si usano tutti i sensi per l'apprendimento. Quest'anno il Comune - dice la signora Centoni - ha chiesto agli altri municipi che hanno iscritti da noi di partecipare alle spese. Ma a tre settimane dall'avvio dell'anno scolastico non c'è ancora l'accordo. Il laboratorio non funziona ed è un fatto gravissimo per la didattica, l'integrazione, la crescita di bimbi e bimbe che hanno assoluta necessità di essere seguiti con grande amore».

Ma non basta. I tagli degli enti locali determinano la diminuzione di ore di servizio prestate dal personale dell'Anffas. «Siamo in trincea - sospira un'insegnante - ci facciamo in quattro per dare risposte soddisfacenti ad alunni e genitori». E non è facile, perché la copertura delle insegnanti di sostegno non basta. La scuola organizza laboratori, fa iniziative, ma se non ci sono le operatrici Anffas è un guaio.

Bisogna fare qualcosa. Perché tanti bimbi come Marco abbiano un futuro.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa