La manifestazione
LUCCA
La Colged è tornata ad assumere
«Nei momenti di picco le richieste aumentano anche del 15%»
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LUCCA. «Non abbiamo ancora certezze per il futuro ma se tra l'ottobre 2008 e l'aprile 2009 abbiamo avuto il periodo peggiore, ora siamo tornati ad avere ordini dall'estero per i nostri prodotti più grandi». A parlare è Gianluca Pardini, direttore tecnico della Colged, azienda del gruppo Eurotec che produce lavastoviglie industriali a Badia Pozzeveri, al confine con il Turchetto, ad Altopascio.
La crisi incombe ancora anche su questo settore ma inizia a vedersi qualche segnale di ripresa.
Dal 2005 la Colged vive una crescita costante del fatturato e della produzione ed è passata da 6.500 a 10.000 pezzi prodotti nel 2008 con un fatturato di 50 milioni di euro.
«Per noi è il record assoluto di macchine prodotte - prosegue Pardini -: qui abbiamo 90 dipendenti e 52 addetti alle linee di produzione che nel periodo di picco delle ordinazioni possono aumentare anche del 15% grazie al lavoro interinale. Lo scorso anno siamo arrivati ad avere in tutto 65 persone nel reparto produttivo, poi a ottobre, in concomitanza con i fallimenti dei grandi gruppi bancari, abbiamo registrato una flessione importante che ci ha costretto a non rinnovare i contratti interinali e a fare qualche ora di cassa integrazione». Questa situazione di difficoltà - evidenzia il manager - si «è protratta per sei mesi, fino ad aprile. Da quel momento il mercato, almeno per noi, è tornato progressivamente alla normalità e addirittura ora abbiamo ripreso a far lavorare i dipendenti assunti con contratti interinali. Un dato da non sottovalutare visto che per noi è proprio questa la porta d'ingresso per poi fare assunzioni a tempo determinato e indeterminato».
Questa, in sostanza, è la storia di un'azienda sana che dopo 40 anni di gestione padronale ha saputo trasformarsi in azienda manageriale con l'acquisizione nel 1992 da parte del gruppo Eurotec che nel 2000 è divenuto proprietà della multinazionale americana Itw, quotata a Wall Street nello Standard&Poor con più di 14 miliardi di dollari di fatturato consolidato e oltre 800 aziende dislocate in tutto il mondo.
Dal 2005, poi, si è registrato il trasferimento dalla vecchia sede di Antraccoli alla nuova sulla via Romana a Badia Pozzeveri e una crescita continua delle quote di mercato all'estero, specialmente nell'Unione Europea, dove viene venduto il 70% della produzione. «Facciamo investimenti importanti nell'innovazione e nella sicurezza - conclude Pardini - e per questo siamo scesi dal 3 all'1,1% come tasso d'infortuni, un traguardo che ci consente di usufruire di una riduzione sul premio Inail».
La crisi incombe ancora anche su questo settore ma inizia a vedersi qualche segnale di ripresa.
Dal 2005 la Colged vive una crescita costante del fatturato e della produzione ed è passata da 6.500 a 10.000 pezzi prodotti nel 2008 con un fatturato di 50 milioni di euro.
«Per noi è il record assoluto di macchine prodotte - prosegue Pardini -: qui abbiamo 90 dipendenti e 52 addetti alle linee di produzione che nel periodo di picco delle ordinazioni possono aumentare anche del 15% grazie al lavoro interinale. Lo scorso anno siamo arrivati ad avere in tutto 65 persone nel reparto produttivo, poi a ottobre, in concomitanza con i fallimenti dei grandi gruppi bancari, abbiamo registrato una flessione importante che ci ha costretto a non rinnovare i contratti interinali e a fare qualche ora di cassa integrazione». Questa situazione di difficoltà - evidenzia il manager - si «è protratta per sei mesi, fino ad aprile. Da quel momento il mercato, almeno per noi, è tornato progressivamente alla normalità e addirittura ora abbiamo ripreso a far lavorare i dipendenti assunti con contratti interinali. Un dato da non sottovalutare visto che per noi è proprio questa la porta d'ingresso per poi fare assunzioni a tempo determinato e indeterminato».
Questa, in sostanza, è la storia di un'azienda sana che dopo 40 anni di gestione padronale ha saputo trasformarsi in azienda manageriale con l'acquisizione nel 1992 da parte del gruppo Eurotec che nel 2000 è divenuto proprietà della multinazionale americana Itw, quotata a Wall Street nello Standard&Poor con più di 14 miliardi di dollari di fatturato consolidato e oltre 800 aziende dislocate in tutto il mondo.
Dal 2005, poi, si è registrato il trasferimento dalla vecchia sede di Antraccoli alla nuova sulla via Romana a Badia Pozzeveri e una crescita continua delle quote di mercato all'estero, specialmente nell'Unione Europea, dove viene venduto il 70% della produzione. «Facciamo investimenti importanti nell'innovazione e nella sicurezza - conclude Pardini - e per questo siamo scesi dal 3 all'1,1% come tasso d'infortuni, un traguardo che ci consente di usufruire di una riduzione sul premio Inail».
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