Il dolore
SOS OCCUPAZIONE
Sui cantieri 350 lavoratori in meno
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La riunione in ProvinciaLa crisi colpisce duramente anche l'edilizia, da sempre volano dell'economia. In un anno sono stati persi 349 posti di lavoro e hanno chiuso i battenti 88 imprese. In calo le ore lavorate (-4,5%) e le prospettive sono nere anche per i prossimi mesi. Secondo la Fillea Cgil si rischia un'emergenza sociale
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LUCCA. La crisi colpisce duramente anche l'edilizia, da sempre volano dell'economia. In un anno sono stati persi 349 posti di lavoro e hanno chiuso i battenti 88 imprese. In calo le ore lavorate (-4,5%) e le prospettive sono nere anche per i prossimi mesi. Secondo la Fillea Cgil si rischia un'emergenza sociale.
E' proprio il sindacato a rendere noti i numeri della crisi nel corso di una conferenza stampa in cui sono state avanzate proposte per la ripresa del settore. Di certo in questa fase di assiste a una inversione di tendenza: nel 2000 erano 488 le aziende iscritte alla Cassa Edile e la cifra era salita a 1194 nel 2008. Adesso sono 1111, mentre i lavoratori risultano 4481.
Quando si parla di tagli nell'edilizia bisogna intendersi: vengono toccati infatti non solo i posti di lavoro, ma secondo il sindacato anche il salario, i diritti e la sicurezza. Lo dimostra la crescita esponenziale del part time, che per la Cgil è scandalosa ed è solo un modo per pagare meno contributi. Ma nei cantieri risultano sempre di più anche i lavoratori autonomi, che secondo la Fillea non sono altro che dipendenti che per lavorare sono stati costretti a prendere la partita Iva.
E' poi singolare - sottolinea il sindacato - che il 38% dei lavoratori iscritti alla Cassa Edile sia inquadrato nella categoria manovali.
Così, mentre da un lato si preparano le assemblee per discutere la piattaforma rivendicativa del prossimo contratto provinciale, dall'altro il segretario provinciale della Fillea Leonardo Quadrelli spiega che bisogna rispettare le regole e che «sfruttamento in un settore a rischio come questo non significa solo far lavorare al nero ma anche e soprattutto non attenersi alla sicurezza e in edilizia un infortunio significa spesso morire sul lavoro».
Senza considerare che secondo il sindacato tanti infortuni vengono fatti passare come malattie, in questo modo infatti le aziende non si vedono aumentare i premi assicurativi da pagare all'Inail.
Per uscire da questa situazione la Fillea avanza una serie di proposte. Anzitutto il Comune dovrebbe avvisare il committente delle sue responsabilità nei confronti dei lavoratori che operano nbel cantiere. Quindi si chiede di fare per gli appalti superiori a 150mila euro un incontro prima dell'apertura del cantiere fra direttore dei lavori, sindacati, aziende appaltatrici e Asl. Terza richiesta, la limitazione del massimo ribasso per gli appalti pubblici.
Inoltre il sindacato propone di far effettuare alla polizia municipale una serie di controlli nei cantieri per le verifiche del rispetto di quanto previsto dalla concessione edilizia, dei lavoratori, dei Durc, i documenti di regolarità contributiva. Poi in caso di irregolarità si chiede che gli uffici comunali facciano scattare la sospensione del cantiere e del titolo abilitativo a costruire.
Infine il mega-appalto per l'ospedale. Si prevodono dai 400 ai 500 operai al giorno sul cantiere, ma solo una quindicina dell'azienda che ha vinto la gara. Per garantire l'accesso in regola delle imprese subappaltatrici o affidatarie è stato stipulato un accordo a livello nazionale.
F.T.
E' proprio il sindacato a rendere noti i numeri della crisi nel corso di una conferenza stampa in cui sono state avanzate proposte per la ripresa del settore. Di certo in questa fase di assiste a una inversione di tendenza: nel 2000 erano 488 le aziende iscritte alla Cassa Edile e la cifra era salita a 1194 nel 2008. Adesso sono 1111, mentre i lavoratori risultano 4481.
Quando si parla di tagli nell'edilizia bisogna intendersi: vengono toccati infatti non solo i posti di lavoro, ma secondo il sindacato anche il salario, i diritti e la sicurezza. Lo dimostra la crescita esponenziale del part time, che per la Cgil è scandalosa ed è solo un modo per pagare meno contributi. Ma nei cantieri risultano sempre di più anche i lavoratori autonomi, che secondo la Fillea non sono altro che dipendenti che per lavorare sono stati costretti a prendere la partita Iva.
E' poi singolare - sottolinea il sindacato - che il 38% dei lavoratori iscritti alla Cassa Edile sia inquadrato nella categoria manovali.
Così, mentre da un lato si preparano le assemblee per discutere la piattaforma rivendicativa del prossimo contratto provinciale, dall'altro il segretario provinciale della Fillea Leonardo Quadrelli spiega che bisogna rispettare le regole e che «sfruttamento in un settore a rischio come questo non significa solo far lavorare al nero ma anche e soprattutto non attenersi alla sicurezza e in edilizia un infortunio significa spesso morire sul lavoro».
Senza considerare che secondo il sindacato tanti infortuni vengono fatti passare come malattie, in questo modo infatti le aziende non si vedono aumentare i premi assicurativi da pagare all'Inail.
Per uscire da questa situazione la Fillea avanza una serie di proposte. Anzitutto il Comune dovrebbe avvisare il committente delle sue responsabilità nei confronti dei lavoratori che operano nbel cantiere. Quindi si chiede di fare per gli appalti superiori a 150mila euro un incontro prima dell'apertura del cantiere fra direttore dei lavori, sindacati, aziende appaltatrici e Asl. Terza richiesta, la limitazione del massimo ribasso per gli appalti pubblici.
Inoltre il sindacato propone di far effettuare alla polizia municipale una serie di controlli nei cantieri per le verifiche del rispetto di quanto previsto dalla concessione edilizia, dei lavoratori, dei Durc, i documenti di regolarità contributiva. Poi in caso di irregolarità si chiede che gli uffici comunali facciano scattare la sospensione del cantiere e del titolo abilitativo a costruire.
Infine il mega-appalto per l'ospedale. Si prevodono dai 400 ai 500 operai al giorno sul cantiere, ma solo una quindicina dell'azienda che ha vinto la gara. Per garantire l'accesso in regola delle imprese subappaltatrici o affidatarie è stato stipulato un accordo a livello nazionale.
F.T.
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