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Lucca

Il caso

Centrale, i gestori: «Tutelateci»

Matteo Tuccini
<strong>SALA STORICA.</strong> L’ingresso del cinema Centrale
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SALA STORICA. L’ingresso del cinema Centrale

Prima di cantare vittoria per la salvezza del Centrale vuole un accordo scritto che tuteli, oltre al proprietario dell'immobile, anche la sua società. Simone Gialdini, gestore del cinema assieme al padre, è un appassionato della Settima arte, ma soprattutto è un imprenditore. Che vuole sentirsi sicuro nella propria attività

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LUCCA. Prima di cantare vittoria per la salvezza del Centrale vuole un accordo scritto che tuteli, oltre al proprietario dell'immobile, anche la sua società. Simone Gialdini, gestore del cinema assieme al padre, è un appassionato della Settima arte, ma soprattutto è un imprenditore. Che vuole sentirsi sicuro nella propria attività.
Perciò Gialdini accoglie con favore l'ipotesi di un'intesa tra la famiglia Giustiniani - che possiede la struttura - e il medico Antonino Palmeri sul fatto che quest'ultimo non utilizzi durante le ore di proiezione il passo carrabile ripristinato dal tribunale davanti alla sala. Ma per mandare avanti la sala, ricorda Gialdini, «bisogna che questa intesa riguardi anche noi. Non dimenticando mai il pubblico - afferma - perché la mia società deve fornire un servizio nella massima sicurezza».

Gialdini, il cinema è salvo. Dovreste fare salti di gioia, e invece sembrate ancora perplessi.
«Affatto. Sono veramente colpito dalla mobilitazione della città, a tutti i livelli, per scongiurare la chiusura del Centrale. Ringrazio le tante persone che ci hanno dimostrato affetto. E devo dire che anche i giornali hanno seguito la vicenda in maniera lodevole, riportando i fatti senza farsi prendere dalle crociate. In un certo senso, sono stati anche più bravi di noi».

Verdone chiederebbe: in che senso?
«La stampa ha saputo l'evolversi della vicenda in anticipo rispetto alla nostra società. Per carità, ha fatto il suo lavoro. Aggiungo solo che avrei voluto essere informato della trattativa in corso tra gli avvocati».

Ora sapete della trattativa e conoscete anche l'esito. Che ne pensate?
«Siamo disponibili a trovare un'intesa, che però tuteli la nostra attività. Dovremmo parlarne in un incontro col dottor Palmeri, per chiarire ogni punto e verificare le eventuali responsabilità qualora - Dio non voglia - succedesse qualcosa di grave. Se un'auto attraversa il corridoio per andare nel cortile interno verso piazza del Palazzo Dipinto, e prende fuoco, che succede? Senza contare che nei giorni di Natale siamo sempre aperti: bisogna capire se c'è la disponibilità ad accettare questo ulteriore limite. E poi c'è un problema di autorizzazioni».

Cioè?
«Le normative per un pubblico spettacolo come il nostro sono rigidissime, e non ammettono troppe scappatoie. Chi dice che ci verrà confermata l'autorizzazione con un passo carrabile nell'androne? Finché non ho conferme, non posso alzare le braccia in segno di vittoria».

Quali i prossimi passi?
«Ci metteremo a un tavolo assieme agli avvocati Natali e Abate (rappresentanti rispettivamente la famiglia Giustiniani e il dottor Palmeri, ndr) ed esamineremo ogni questione. A quel punto ne sapremo di più».

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