Proteste
LUCCA
Trattative per salvare il Centrale
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L’ingresso del cinema Centrale in piazza Cittadella: la storica sala rischia la chiusura (Vip)C'è la possibilità di salvare il cinema Centrale. Almeno fino alla sentenza di appello del 18 novembre 2011. Sì, perché i proprietari della sala di piazza Cittadella - la famiglia Giustiniani - hanno deciso di trattare con il dottor Antonino Palmeri, che ha ottenuto il ripristino del passo carrabile e che è disposto a passare in auto dall'androne quando non ci sono film.
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LUCCA. C'è la possibilità di salvare il cinema Centrale. Almeno fino alla sentenza di appello del 18 novembre 2011. Sì, perché i proprietari della sala di piazza Cittadella - la famiglia Giustiniani - hanno deciso di trattare con il dottor Antonino Palmeri, che ha ottenuto il ripristino del passo carrabile e che è disposto a passare in auto dall'androne quando non ci sono film.
Il tempo stringe, perché il 29 settembre le chiavi dovranno essere consegnate all'ufficiale giudiziario. Nei prossimi giorni i legali - l'avvocato Guido Natali per i Giustiniani e Renato Abate per il medico - si incontreranno per cercare di raggiungere un'intesa che salvaguardi gli interessi di tutti. Del professionista che ha ottenuto dal tribunale di poter usare l'accesso carrabile da corte S. Lorenzo al cortile interno, e dei cinefili che sperano di non dover dire addio alla storica sala cittadina. Palmeri, attraverso il suo avvocato, aveva fatto sapere di essere disposto a passare in auto nelle sole ore in cui non ci sono le proiezioni.
«Credo che si possa raggiungere un accordo ragionevole - afferma l'avvocato Natali - in attesa dell'esito della sentenza d'appello che dovrà dire se il dottor Palmeri può transitare in auto davanti alla sala».
Che è poi il motivo per il quale, non ritenendo che fosse garantita la sicurezza degli spettatori, il gestore del cinema aveva deciso di arrendersi. Dice ora Simone Gialdini, la cui famiglia si occupa dal 1947 della sala: «Siamo disposti a valutare la questione, anche non è così facile come sembra. Perché il Centrale non funziona solo la sera o nei pomeriggi dei festivi. Spesso è aperto al mattino per le proiezioni per le scuole e nelle ore pomeridiane per le iniziative dell'Unidel. Comunque manifesto forte interesse per quanto ha dichiarato l'avvocato Abate. Da parte nostra c'è la volontà di mettersi a un tavolo a trattare».
Identica posizione quella della famiglia Giustiniani. Lo sostiene l'architetto Francesco: «Sono pronto a parlare con la controparte, anzitutto per il bene della cultura e della città. Raggiungere accordi di buon senso è segno di intelligenza e di civiltà».
La palla passa adesso ai due legali. Con la speranza di tutti gli appassionati di cinema che sia possibile scongiurare - quantomeno fino al novembre del 2011 - la chiusura del Centrale.
Frattanto il Circolo del Cinema dice: «A parte lo sconcerto e l'incredulità che nasce da una sentenza che rende esecutivo il passaggio automobilistico da un androne che dagli anni Ottanta abbiamo vissuto attraverso l'esperienza del cinema d'essai e la nostra del Circolo del Cinema; androne che abbiamo percepito come spazio conviviale di incontro, di scambio di impressioni, di discussioni anche feroci, noi e tanti come noi. A parte ciò ci chiediamo: può essere giusto che una sentenza sia immediatamente esecutiva e non invece al momento conclusivo del procedimento in appello? Ci chiediamo: se nell'appello questa sentenza venisse rovesciata quali sarebbero i danni che la stessa avrebbe provocato? Chi li ripagherebbe? Danni per il gestore, per il proprietario, per le attività, in primis per le nostre, per la città che di questo servizio usufruisce. Per questo il consiglio comunale e il sindaco, come primo cittadino, di fronte ad un bene che va oltre le mura urbane, investe la piana di Lucca ed oltre, devono assumersi la responsabilità di sondare fino in fondo questa possibilità: rendere esecutiva la sentenza solo al momento dell'appello del novembre 2011, consentendo un maggiore approfondimento della stessa. Se questo non fosse possibile diventa urgente trovare una soluzione, anche provvisoria, tra le parti».
Il tempo stringe, perché il 29 settembre le chiavi dovranno essere consegnate all'ufficiale giudiziario. Nei prossimi giorni i legali - l'avvocato Guido Natali per i Giustiniani e Renato Abate per il medico - si incontreranno per cercare di raggiungere un'intesa che salvaguardi gli interessi di tutti. Del professionista che ha ottenuto dal tribunale di poter usare l'accesso carrabile da corte S. Lorenzo al cortile interno, e dei cinefili che sperano di non dover dire addio alla storica sala cittadina. Palmeri, attraverso il suo avvocato, aveva fatto sapere di essere disposto a passare in auto nelle sole ore in cui non ci sono le proiezioni.
«Credo che si possa raggiungere un accordo ragionevole - afferma l'avvocato Natali - in attesa dell'esito della sentenza d'appello che dovrà dire se il dottor Palmeri può transitare in auto davanti alla sala».
Che è poi il motivo per il quale, non ritenendo che fosse garantita la sicurezza degli spettatori, il gestore del cinema aveva deciso di arrendersi. Dice ora Simone Gialdini, la cui famiglia si occupa dal 1947 della sala: «Siamo disposti a valutare la questione, anche non è così facile come sembra. Perché il Centrale non funziona solo la sera o nei pomeriggi dei festivi. Spesso è aperto al mattino per le proiezioni per le scuole e nelle ore pomeridiane per le iniziative dell'Unidel. Comunque manifesto forte interesse per quanto ha dichiarato l'avvocato Abate. Da parte nostra c'è la volontà di mettersi a un tavolo a trattare».
Identica posizione quella della famiglia Giustiniani. Lo sostiene l'architetto Francesco: «Sono pronto a parlare con la controparte, anzitutto per il bene della cultura e della città. Raggiungere accordi di buon senso è segno di intelligenza e di civiltà».
La palla passa adesso ai due legali. Con la speranza di tutti gli appassionati di cinema che sia possibile scongiurare - quantomeno fino al novembre del 2011 - la chiusura del Centrale.
Frattanto il Circolo del Cinema dice: «A parte lo sconcerto e l'incredulità che nasce da una sentenza che rende esecutivo il passaggio automobilistico da un androne che dagli anni Ottanta abbiamo vissuto attraverso l'esperienza del cinema d'essai e la nostra del Circolo del Cinema; androne che abbiamo percepito come spazio conviviale di incontro, di scambio di impressioni, di discussioni anche feroci, noi e tanti come noi. A parte ciò ci chiediamo: può essere giusto che una sentenza sia immediatamente esecutiva e non invece al momento conclusivo del procedimento in appello? Ci chiediamo: se nell'appello questa sentenza venisse rovesciata quali sarebbero i danni che la stessa avrebbe provocato? Chi li ripagherebbe? Danni per il gestore, per il proprietario, per le attività, in primis per le nostre, per la città che di questo servizio usufruisce. Per questo il consiglio comunale e il sindaco, come primo cittadino, di fronte ad un bene che va oltre le mura urbane, investe la piana di Lucca ed oltre, devono assumersi la responsabilità di sondare fino in fondo questa possibilità: rendere esecutiva la sentenza solo al momento dell'appello del novembre 2011, consentendo un maggiore approfondimento della stessa. Se questo non fosse possibile diventa urgente trovare una soluzione, anche provvisoria, tra le parti».
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