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Negozi piccoli e medi, ristorante e hotelpronto l'intervento per il Carmine

Marco Innocenti
Il mercato del Carmine e piazza S. Frediano senza auto
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Il mercato del Carmine e piazza S. Frediano senza auto

Negozi della piccola e media distribuzione con il rispetto degli accordi per le attività attuali che hanno un contratto, albergo, ristorazione, spazi per iniziative turistiche e culturali legate al territorio. È questo il futuro del mercato del Carmine che, dopo oltre 30 anni di progetti di recupero, parrebbe - il condizionale è d'obbligo - pronto per il rilancio.

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LUCCA. Negozi della piccola e media distribuzione con il rispetto degli accordi per le attività attuali che hanno un contratto, albergo, ristorazione, spazi per iniziative turistiche e culturali legate al territorio. È questo il futuro del mercato del Carmine che, dopo oltre 30 anni di progetti di recupero, parrebbe - il condizionale è d'obbligo - pronto per il rilancio.

Se il consiglio comunale approverà la proposta del sindaco Mauro Favilla e dell'assessore al commercio Filippo Candelise, la realizzazione e la gestione del nuovo Carmine saranno competenza della Polis, società ormai tutta del Comune (meno quote minime di Camera di Commercio e Assindustria) pronta a fare l'investimento necessario rapportato alle prospettive di recupero del reddito in tempi medio lunghi.

All'operazione si stava lavorando da tempo sotto traccia. Da una parte il Comune, sotto l'input del sindaco e di Candelise, aveva dato mandato all'architetto Mauro Di Bugno di studiare le opportunità di interventi e finanziamenti regionali offerte dal Pasl (piano attuativo locale) nel campo delle iniziative per il commercio e il turismo (oltre al Carmine, allo studio è anche la soluzione per il terminal nell'area dell'ex scalo merci alla stazione).
Dall'altra c'era il progetto predisposto dall'Associazione Industriali che, con ogni probablilità, sarà la base dell'intervento di ristrutturazione vero e proprio. Un gruppo di lavoro istituito allo scopo ha infatti valutato tutti i progetti che sul mercato sono stati proposti: ce ne sono del 1993, '98, 2002 e, recente, quello dell'Assindustria.

«Non sarà necessaria una nuova progettazione - spiega Ugo Giurlani -. Se all'operazione ci sarà il consenso del consiglio comunale, verrà scelto il progetto ritenuto migliore». E sul fatto che sia quello degli Industriali non sembrano esserci grandi dubbi.
Rispetto a scenari che si proponevano nel passato, quando l'amministrazione Fazzi aveva proposto una lunghissima convenzione con il grande gruppo che avrebbe provveduto al recupero e alla gestione secondo il bando del Comune, la struttura del Carmine rimarrebbe ora in mano pubblica, come già era accaduto nel 1936, quando l'amministrazione comunale dell'epoca aveva provveduto alla sistemazione attuale ricorrendo ad una fiduciaria che aveva poi tenuto la gestione fino al 1954.

«Se il consiglio comunale darà il suo assenso - dice Giurlani - siamo pronti a fare un grande investimento, sia pure rapportato alle realistiche possibilità di recupero in tempi medio lunghi».
Il costo dei lavori dovrebbe essere recuperato dalla Polis con gli affitti che pagheranno i conduttori dei fondi commerciali, per la ristorazione e le inziative turistico culturali, oltre che dell'albergo che dovrebbe essere realizzato al piano superiore, un Art Hotel o un Hotel del Charme molto caratterizzato.

Per la Polis è poi scontato il rispetto del contratto che hanno oggi i sette negozi e il banco di ortofrutta, che hanno resistito scongiurando la fine del mercato. «Dovranno essere concordate sistemazioni adeguate nel complesso ristrutturato, ma nessuno pensa di fare torti alle attività esistenti» assicura Giurlani.
Perché l'operazione rappresenti davvero l'occasione per ricreare il cuore pulsante (non solo sotto l'aspetto commerciale) del centro storico, Comune e Polis stanno valutando anche ipotesi di valorizzazione dell'intero quadrilatero intorno al mercato tra via Fillungo, via S. Andrea, via Mordini e via Guinigi. «Sulla base di esperienze che hanno dato ottimi risultati anche in altre città italiane ed europee - chiarisce Giurlani - pensiamo ad una sorta di "distretto" riqualificato per l'arredo urbano e soprattutto privilegiato per gli accessi. Non sembrano praticabili ipotesi che prevedono la realizzazione di altri parcheggi nella zona, in superficie o sotterranei, e stiamo studiando un collegamento con l'area di sosta della caserma Mazzini, la più vicina, sia per le persone che per le merci. In linea di tendenza, pensiamo anche alla pedonalizzazione della piazza, ma prima dovremo trovare una soluzione per la sosta dei residenti». Per arrivare alle gare e ai cantieri bisognerà ora attendere che la proposta di dettaglio della giunta arrivi in consiglio comunale e venga approvata. A quel punto la Polis sarà pronta a gestire i bandi e a provvedere poi al recupero e alla gestione, sulla base di un diritto di superficie o una concessione che dovrebbe essere venticinquennale.

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