Il dolore
LUCCA
Centrale, si cerca una sede
Matteo Tuccini
◗
Simone Gialdini (a sinistra) gestore della salaL'ultima proiezione sarà "Basta che funzioni", il nuovo film di Woody Allen. «Speriamo che il grande Woody sia buon profeta», commenta con una punta d'ironia amara Simone Gialdini, gestore del cinema Centrale assieme al padre
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LUCCA. L'ultima proiezione sarà "Basta che funzioni", il nuovo film di Woody Allen. «Speriamo che il grande Woody sia buon profeta», commenta con una punta d'ironia amara Simone Gialdini, gestore del cinema Centrale assieme al padre. Perché l'obiettivo - dopo la notizia della chiusura della sala - è trovare una nuova casa. Anche tramite una raccolta di firme che partirà a breve.
L'iniziativa, che chiederà ai lucchesi di sostenere la ricerca di un nuovo domicilio dopo il 28 settembre - ultimo giorno di apertura del Centrale nella sede in via di Poggio - segna l'inizio di una prima mobilitazione della famiglia Gialdini e del Circolo del cinema, che da 30 anni usa la sala per proiezioni d'essai.
IL CASO La notizia della chiusura del Centrale dopo oltre 50 anni di attività nel cuore del centro storico ha fatto molto discutere. Anche per il motivo che sta alla base.
In seguito a un contenzioso avviato da un privato ai danni dei proprietari dell'immobile dove ha sede il Centrale, una sentenza della sezione civile del tribunale ha ripristinato il diritto di servitù di passo sul corridoio che attraversa l'atrio del cinema. In pratica, le automobili possono transitare all'interno dell'androne per accedere a una corte interna verso piazza del Palazzo Dipinto: un vero e proprio passo carrabile davanti alla sala.
Contro la decisione del giudice Giuntoli è stato fatto ricorso in Corte d'Appello a Firenze. Ma la causa non verrà discussa prima del novembre del 2011.
IL VERTICE Ieri pomeriggio l'assessore alla cultura Letizia Bandoni ha convocato una prima riunione con i Gialdini, in qualità di rappresentanti della Sago srl - società che porta avanti il Centrale da anni - e con il consigliere comunale Marco Martinelli, che sul tema si è da subito mostrato sensibile.
«Al momento non abbiamo soluzioni pronte - spiega l'assessore Bandoni - siamo venuti a conoscenza del problema di recente, anche se i contatti con i Gialdini sono stati rapidi. Posso assicurare, tuttavia, che la questione della chiusura delle sale cinematografiche è una priorità dell'amministrazione comunale. Il caso del Nazionale e quest'ultima vicenda non possono farci rassegnare, privando la città di un'attività culturale così importante. Detto questo, ci daremo da fare per trovare una sistemazione».
«Serve uno spazio adeguato - affermano i Gialdini e Giuseppe Guastini, segretario del Circolo - bisogna che la nuova struttura rispetti tutte le normative, a partire dalla sicurezza. La nostra idea è andare avanti fino a Natale, poi si vedrà».
Il guaio, però, è che serve il lanternino per trovare spazi pubblici in città che possano ospitare la proiezione di pellicole. «È il dubbio che abbiamo tutti - conferma Simone Gialdini - anche la soluzione prospettata dalla Provincia, cioè l'uso di una parte dell'ex Manifattura, è interessante ma a lunga scadenza». C'è chi dice che si sta aprendo la strada a un multisala. «Sarà, ma Lucca è l'unica città dove i cinema chiudono prima che nasca il multisala».
IL CIRCOLO I rappresentanti del Circolo del cinema sono come amanti che non possono più vedere la loro bella. Il Centrale è stata la loro casa per 30 anni. «Il 1º ottobre sarebbe partito il nuovo ciclo di pellicole di qualità - dice il segretario Giuseppe Guastini - sappiamo che un'alternativa si può trovare, ad esempio al Moderno. Ma l'idea di non ritrovarci più qui è dura da accettare». Attivo da 60 anni, il Circolo conta circa 500 soci. Tutti innamorati pazzi della Settima arte. «Non vogliamo mollare - conclude Guastini - i nostri soci non lo meritano».
L'iniziativa, che chiederà ai lucchesi di sostenere la ricerca di un nuovo domicilio dopo il 28 settembre - ultimo giorno di apertura del Centrale nella sede in via di Poggio - segna l'inizio di una prima mobilitazione della famiglia Gialdini e del Circolo del cinema, che da 30 anni usa la sala per proiezioni d'essai.
IL CASO La notizia della chiusura del Centrale dopo oltre 50 anni di attività nel cuore del centro storico ha fatto molto discutere. Anche per il motivo che sta alla base.
In seguito a un contenzioso avviato da un privato ai danni dei proprietari dell'immobile dove ha sede il Centrale, una sentenza della sezione civile del tribunale ha ripristinato il diritto di servitù di passo sul corridoio che attraversa l'atrio del cinema. In pratica, le automobili possono transitare all'interno dell'androne per accedere a una corte interna verso piazza del Palazzo Dipinto: un vero e proprio passo carrabile davanti alla sala.
Contro la decisione del giudice Giuntoli è stato fatto ricorso in Corte d'Appello a Firenze. Ma la causa non verrà discussa prima del novembre del 2011.
IL VERTICE Ieri pomeriggio l'assessore alla cultura Letizia Bandoni ha convocato una prima riunione con i Gialdini, in qualità di rappresentanti della Sago srl - società che porta avanti il Centrale da anni - e con il consigliere comunale Marco Martinelli, che sul tema si è da subito mostrato sensibile.
«Al momento non abbiamo soluzioni pronte - spiega l'assessore Bandoni - siamo venuti a conoscenza del problema di recente, anche se i contatti con i Gialdini sono stati rapidi. Posso assicurare, tuttavia, che la questione della chiusura delle sale cinematografiche è una priorità dell'amministrazione comunale. Il caso del Nazionale e quest'ultima vicenda non possono farci rassegnare, privando la città di un'attività culturale così importante. Detto questo, ci daremo da fare per trovare una sistemazione».
«Serve uno spazio adeguato - affermano i Gialdini e Giuseppe Guastini, segretario del Circolo - bisogna che la nuova struttura rispetti tutte le normative, a partire dalla sicurezza. La nostra idea è andare avanti fino a Natale, poi si vedrà».
Il guaio, però, è che serve il lanternino per trovare spazi pubblici in città che possano ospitare la proiezione di pellicole. «È il dubbio che abbiamo tutti - conferma Simone Gialdini - anche la soluzione prospettata dalla Provincia, cioè l'uso di una parte dell'ex Manifattura, è interessante ma a lunga scadenza». C'è chi dice che si sta aprendo la strada a un multisala. «Sarà, ma Lucca è l'unica città dove i cinema chiudono prima che nasca il multisala».
IL CIRCOLO I rappresentanti del Circolo del cinema sono come amanti che non possono più vedere la loro bella. Il Centrale è stata la loro casa per 30 anni. «Il 1º ottobre sarebbe partito il nuovo ciclo di pellicole di qualità - dice il segretario Giuseppe Guastini - sappiamo che un'alternativa si può trovare, ad esempio al Moderno. Ma l'idea di non ritrovarci più qui è dura da accettare». Attivo da 60 anni, il Circolo conta circa 500 soci. Tutti innamorati pazzi della Settima arte. «Non vogliamo mollare - conclude Guastini - i nostri soci non lo meritano».
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