Il Tirreno

Lucca

PALAZZO DUCALE

All'istruzione 17 milioni

Una protesta degli studenti
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Una protesta degli studenti

«Se alcuni "si chiedono", ad alcuni rispondo: il taglio di insegnanti e di lavoratori della scuola è il risultato di una scelta scellerata portata avanti dallo scorso anno dal governo Berlusconi, regista il ministro Tremonti, attraverso la Gelmini»

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LUCCA. «Se alcuni "si chiedono", ad alcuni rispondo: il taglio di insegnanti e di lavoratori della scuola è il risultato di una scelta scellerata portata avanti dallo scorso anno dal governo Berlusconi, regista il ministro Tremonti (con i suoi 7 miliardi e 832 milioni di euro di tagli alla scuola per gli anni 2009-2012), attraverso la Gelmini».
Il presidente della Provincia, Stefano Baccelli, replica a chi lo accusa di aver fatto poco per il mondo della scuola.
«La cosiddetta riforma Gelmini - aggiunge - è stata, ed è, un attacco alla scuola pubblica. Una politica miope che, come amministrazione provinciale, con prese di posizione sui giornali, assemblee pubbliche, ordini del giorno in consiglio, abbiamo denunciato e contrastato nell'autunno passato.

«Una scelta del governo che, anche come membro del Pd, in più occasioni, fra le quali un incontro pubblico a palazzo Ducale con l'ex ministro della pubblica istruzione, Beppe Fioroni, ho duramente criticato. Oggi, gran parte (perché a qualcosa le proteste sono servite) di quello che avevamo paventato si sta puntualmente avverando».
Per Baccelli non certo pensabile che ai problemi - che pure ci sono - si risponda solo attraverso i tagli dei posti di lavoro (facendo pagare come al solito il conto ai meno garantiti) e diminuendo i livelli e la qualità dei servizi:

La questione della scuola, come quella delle università, nel mitico "paese normale" dovrebbe essere affrontata con un approccio alto e bipartisan. Qui invece si tagliano gli orari, si tagliano le materie complementari, si tagliano gli insegnanti, si riduce la quantità e qualità dei servizi. Il tutto condito con un po' di retorica "efficientista" e dal solito attacco al pubblico. I danni poi, fra cinque, dieci, quindici anni, li pagherà qualcun altro, sempre che non sia troppo preso a guardare il Grande Fratello».

Tutto questo è per la Provincia totalmente sbagliato e, assicura Baccelli, «saremo come sempre a fianco dei lavoratori in difficoltà. Per quanto più direttamente ci compete (l'edilizia delle scuole secondarie), ricordo che sulla scuola stiamo facendo la nostra parte con i fatti. Ed è per questo che in un quadro di contrazione delle entrate e di generale difficoltà per le finanze pubbliche, abbiamo deciso di aumentare gli impegni a favore dell'edilizia scolastica pubblica, realizzando numerosi interventi in tutte le aree del territorio provinciale e incrementando la quantità di risorse destinate ai piccoli lavori di manutenzione.
«Una scelta politica e amministrativa precisa - conclude il presidente -. Un programma da 17 milioni di euro per migliorare le condizioni reali di chi nella scuola lavora e studia preparando tanta parte del nostro domani».

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