Il Tirreno

Lucca

Scuola, persi 200 posti di lavoro

Nadia Davini
Una manifestazione di protesta di docenti (Foto d’archivio)
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Una manifestazione di protesta di docenti (Foto d’archivio)

Ore 8: zaini in spalla, si ricomincia. Le scuole lucchesi hanno riaperto i battenti ieri mattina, tra caos e proteste. Ed un'unica, amara, certezza: tra docenti e personale Ata (segretari, tecnici e bidelli) ci saranno 200 posti in meno e tante classi sovraffollate in più in provincia

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LUCCA. Ore 8: zaini in spalla, si ricomincia. Le scuole lucchesi hanno riaperto i battenti ieri mattina, tra caos e proteste. Ed un'unica, amara, certezza: tra docenti e personale Ata (segretari, tecnici e bidelli) ci saranno 200 posti in meno e tante classi sovraffollate in più in provincia.
A livello nazionale, tanto per fare un paragone, si parla di un taglio di 42mila docenti e 15mila Ata. Com'è ovvio, partono subito le prime assemblee sindacali di un autunno che si annuncia caldo: oggi nella sede della Cgil in via Fillungo c'è la prima riunione di chi si vede tagliato fuori.

IL TAGLIO Duecento precari, duecento persone. Duecento tra trentenni, quarantenni e cinquantenni, che quest'anno resteranno a casa, senza posto di lavoro. Disoccupati. Riciclati in lavoretti part time con contratti mensili o in attesa di una chiamata da parte delle scuole per coprire supplenze temporanee (per malattie, infortuni, gravidanze).
Ma anche in quest'ultimo caso le prospettive sono tutt'altro che rosee: il fondo d'istituto è quasi sempre in rosso e i soldi per pagare le supplenze brevi non ci sono.
Tutti precari che da anni, in molti casi più di dieci, lavorano con contratti annuali di supplenza, che scadono al 30 giugno o al 31 agosto. Non si parla di precariato fisiologico di inizio carriera, ma di persone spesso già oltre la metà della vita lavorativa media.

CLASSI STRACOLME Sempre più studenti appiccicati l'uno accanto all'altro, stretti in classe fino a trenta adolescenti e magari con al fianco alunni con disabilità. Mentre la legge prevede che laddove ci siano situazioni di handicap in sezioni con 22 alunni si proceda allo sdoppiamento delle classi. Eppure ad oggi esistono classi di 27 ragazzi con alunni disabili.
Gli organici sono ridotti all'osso, tanto che i presidi non sanno come fronteggiare gli esoneri alla religione cattolica o come gestire l'apertura e la chiusura degli edifici, a causa della mancanza di bidelli. Ma non finisce qui. Le scuole riaprono più povere di prima, e probabilmente anche meno sicure.

LA SICUREZZA Alla sonora sforbiciata di cattedre e risorse si aggiunge la questione della sicurezza. Non solo perché le aule non sono idonee a contenere alti numeri di studenti, con edifici compromessi dal tempo e dai mancati lavori di manutenzione e di ristrutturazione. La scure di Tremonti, infatti, ha investito con vigore anche i bidelli e il personale di segreteria: così la sorveglianza dei bambini e dei ragazzi è demandata al fai da te. «C'è grande confusione - spiega Giovanna Guastini, responsabile scuola della Cgil - Le segreterie sono oberate di lavoro, le attività di laboratorio verranno seriamente compromesse, perché i posti per tecnici sono tra i più tagliati, alcune scuole hanno difficoltà a garantire l'apertura e la chiusura dei plessi per mancanza di collaboratori scolastici. Nelle classi prime delle elementari è tornato il maestro unico prevalente, anche se il movimento anti-Gelmini ha dato i suoi frutti: sono infatti pochissime le classi a 24 ore, restano quelle a 27-30 e 40 ore con il tempo pieno. Ma le compresenze sono state tutte abolite». Cioè: abolizione dei laboratori, a rischio le uscite didattiche e le attività di recupero.
Non è migliore la situazione alle medie: tempo scuola di trenta ore settimanali, con cattedre a 18 ore e aumento del numero degli alunni per classe, fino a trenta.
«Gli insegnanti di lettere, - continua Guastini, - faranno solo ore frontali e non potranno più svolgere potenziamento, recupero e progetti». In altre parti d'Italia la protesta sale a macchia di leopardo, ma con la velocità di una pandemia. A Lucca ancora tutto tace.
Nel frattempo ci saranno assemblee sindacali: quelle dei Cobas partiranno a breve in tutte le scuole, mentre la Flc-Cgil ha fissato per questo pomeriggio alle 16 un'assemblea di precari nella sede della Cgil, in via Fillungo. Il 23 ottobre ci sarà lo sciopero generale indetto dai Cobas con manifestazione nazionale a Roma.

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