Il dolore
IL COLPO
Rapina da 111mila euro alla Cariprato
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Da sinistra: la banca rapinata, il box della caldaia e l’interno della Cassa di risparmio di PratoRapina da quasi 112mila euro alla filiale della Cassa di Risparmio di Prato in via Matteo Civitali. Un colpo ingegnoso messo a segno da autentici professionisti del crimine che ricalca quello commesso il 2 marzo scorso alla Cassa di Risparmi di Volterra
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LUCCA. Rapina da quasi 112mila euro alla filiale della Cassa di Risparmio di Prato in via Matteo Civitali. Un colpo ingegnoso messo a segno da autentici professionisti del crimine che ricalca quello commesso il 2 marzo scorso alla Cassa di Risparmi di Volterra. I tre malviventi - accento campano, due tarchiati e alti un metro e 65 e un altro di corporatura e altezza media - da tempo tenevano d'occhio l'istituto di credito situato in una zona molto transitata, i dipendenti e la clientela. E prima di entrare in azione - forse nella notte di sabato o più probabilmente in quella di domenica - hanno forzato la porta del box caldaia attiguo alla banca. A quel punto con l'ausilio di una mola hanno praticato un foro nella parete che divide il locale dagli uffici della «Cariprato». E hanno aspettato l'alba.
ALLARME DISATTIVATO I banditi erano arrivati lì a bordo di una vecchia Fiat 500 rubata a Montecatini e ritrovata parcheggiata, mezz'ora dopo l'allarme lanciato dal direttore della filiale, accanto all'Hotel S. Marco nell'omonima via. I tre malviventi prima di entrare in azione hanno atteso che il direttore dello sportello - Gianluca Nannetti di Prato - disattivasse il sistema di sicurezza per poi entrare in banca e dirigersi verso il suo ufficio. Erano passate da poco le 8 quando il terzetto è sbucato dal foro della parete che congiunge il locale caldaia alla banca. Avevano il volto travisato, uno di loro addirittura da un doppio passamontagna, e i guanti in lattice per evitare di lasciare impronte digitali. Quello che sembrava il capo si è avvicinato al direttore della filiale impugnando un revolver.
PISTOLA ALLA TEMPIA «Muoviti, sbrigati, apri la cassaforte senza far storie» ha detto il bandito, con un marcato accento partenopeo, puntando la pistola alla tempia del responsabile dello sportello. Un forziere a tempo che, una volta inserita la combinazione, impiega almeno una quindicina di minuti per aprirsi. Nel frattempo gli altri due malviventi - entrambi con le mani in tasche mimavano la presenza di un'arma da fuoco e uno di loro si notava perché aveva le gambe ad ics come se per anni avesse giocato a pallone a certi livelli - hanno atteso che entrassero la vice direttrice Valentina Buzzegoli, anche lei di Prato, e il cassiere. Minacciati, assieme a due clienti fatti entrare all'interno con uno stratagemma, e sistemati nell'ufficio accanto allo sportello.
60 MINUTI DI TERRORE. Mentre il capo della gang attendeva l'apertura della cassaforte a tempo gli altri hanno svuotato la cassa continua e il bancomat che contenevano circa 30mila euro mentre altri 12mila si trovavano nei cassetti al di là del bancone. Direttore, impiegati e clienti sono rimasti in balia dei malviventi per circa un'ora. Quando la cassaforte si è aperta i tre rapinatori l'hanno svuotata mettendo in sacchetti di plastica banconote di vario taglio per circa 70mila euro. A quel punto se ne sono andati non prima però di minacciare gli impiegati: «Non chiamate polizia e carabinieri per almeno quindici minuti perché sappiamo il numero di targa delle vostre auto».
Lanciato l'allarme sul posto sono andati gli agenti della squadra Mobile e i carabinieri della stazione di Borgo Giannotti. La polizia ha acquisito i filmati della telecamera a circuito chiuso interna alla Cariprato. Sono stati istituiti posti di blocco, ma al di là del recupero e del sequestro della macchina - per cercare impronte o elementi che possano ricondurre agli autori del colpo - nessuna traccia dei banditi. Sicuramente una banda di «pendolari del crimine», forse con un basista in zona, che potrebbe avere collegamenti con la gang che colpì la scorsa primavera la CdR di Volterra sulla via Pesciatina a Lunata.
L.T.
ALLARME DISATTIVATO I banditi erano arrivati lì a bordo di una vecchia Fiat 500 rubata a Montecatini e ritrovata parcheggiata, mezz'ora dopo l'allarme lanciato dal direttore della filiale, accanto all'Hotel S. Marco nell'omonima via. I tre malviventi prima di entrare in azione hanno atteso che il direttore dello sportello - Gianluca Nannetti di Prato - disattivasse il sistema di sicurezza per poi entrare in banca e dirigersi verso il suo ufficio. Erano passate da poco le 8 quando il terzetto è sbucato dal foro della parete che congiunge il locale caldaia alla banca. Avevano il volto travisato, uno di loro addirittura da un doppio passamontagna, e i guanti in lattice per evitare di lasciare impronte digitali. Quello che sembrava il capo si è avvicinato al direttore della filiale impugnando un revolver.
PISTOLA ALLA TEMPIA «Muoviti, sbrigati, apri la cassaforte senza far storie» ha detto il bandito, con un marcato accento partenopeo, puntando la pistola alla tempia del responsabile dello sportello. Un forziere a tempo che, una volta inserita la combinazione, impiega almeno una quindicina di minuti per aprirsi. Nel frattempo gli altri due malviventi - entrambi con le mani in tasche mimavano la presenza di un'arma da fuoco e uno di loro si notava perché aveva le gambe ad ics come se per anni avesse giocato a pallone a certi livelli - hanno atteso che entrassero la vice direttrice Valentina Buzzegoli, anche lei di Prato, e il cassiere. Minacciati, assieme a due clienti fatti entrare all'interno con uno stratagemma, e sistemati nell'ufficio accanto allo sportello.
60 MINUTI DI TERRORE. Mentre il capo della gang attendeva l'apertura della cassaforte a tempo gli altri hanno svuotato la cassa continua e il bancomat che contenevano circa 30mila euro mentre altri 12mila si trovavano nei cassetti al di là del bancone. Direttore, impiegati e clienti sono rimasti in balia dei malviventi per circa un'ora. Quando la cassaforte si è aperta i tre rapinatori l'hanno svuotata mettendo in sacchetti di plastica banconote di vario taglio per circa 70mila euro. A quel punto se ne sono andati non prima però di minacciare gli impiegati: «Non chiamate polizia e carabinieri per almeno quindici minuti perché sappiamo il numero di targa delle vostre auto».
Lanciato l'allarme sul posto sono andati gli agenti della squadra Mobile e i carabinieri della stazione di Borgo Giannotti. La polizia ha acquisito i filmati della telecamera a circuito chiuso interna alla Cariprato. Sono stati istituiti posti di blocco, ma al di là del recupero e del sequestro della macchina - per cercare impronte o elementi che possano ricondurre agli autori del colpo - nessuna traccia dei banditi. Sicuramente una banda di «pendolari del crimine», forse con un basista in zona, che potrebbe avere collegamenti con la gang che colpì la scorsa primavera la CdR di Volterra sulla via Pesciatina a Lunata.
L.T.
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