Il dolore
Lucca
Le piste ciclabili trascurate
Cristina Quaglierini
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Alcuni tratti di piste ciclabili a Sant’Anna, nella zona di viale Castracani e a S. Concordio (Vip)A S. Anna ci sono percorsi con il fondo sconnesso a causa delle radici degli alberi piantati sui marciapiedi
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LUCCA. Le piste ciclabili ci sono, ma sono poche. E quelle che ci sono, finiscono nel nulla o sono tenute male. Dopo un giro per la periferia della città, si può notare la scarsa attenzione riservata ai tanti ciclisti, da S. Anna a San Concordio.
SANT'ANNA Imboccando viale Puccini, un ciclista può subito usufruire della pista ciclabile ben tenuta e spaziosa. Deve stare però molto attento alle molte vie che si gettano nel viale, da dove le auto entrano ed escono a grande velocità, spesso per non perdere il giusto momento per inserirsi nella trafficatissima strada. La bella pista però termina improvvisamente all'incrocio con le vie di Boboli e Ferraris. Qui inizia il vero calvario. Perché un ciclista si trova di fronte ad una scelta: gettarsi su viale Puccini, fra le auto, in movimento e parcheggiate, o continuare in una pseudo pista ciclabile che si trova tra le abitazioni e il marciapiede.
Questo tracciato è pericoloso, in quanto, oltre ad essere molto stretto e a doppio senso, a tratti viene interrotto bruscamente, da marciapiedi o parcheggi, ed è invaso da piante che crescono fuori dalle proprietà private. Ma il vero problema di questo percorso ad ostacoli è la condizione disastrata in cui si trova il manto stradale a causa delle radici degli alberi, piantati sul marciapiede, che hanno dissestato tutto il tratto, trasformato in una montagna russa. Quando però si arriva all'altezza del Mercatone Uno, per un ciclista non resta più altra scelta che immettersi in strada. Infatti, anche la pseudo pista ciclabile si interrompe all'improvviso.
SAN CONCORDIO Grazie al nuovo sottopassaggio le biciclette possono facilmente attraversare il traffico di viale Carducci e ritrovarsi in viale San Concordio, ma è bene prima ricordarsi di controllare i freni. Infatti, la pendenza del sottopassaggio permette alle biciclette (in ambo le direzioni) di prendere molta velocità e nonostante la presenza di specchi, che garantiscono di vedere la presenza di altri ciclisti, non è detto che si faccia in tempo ad evitarsi.
La pista ciclabile, che inizia appena usciti dal sotto passaggio, è molto spaziosa, ma anche molto trafficata da pedoni e naturalmente, anche questa, finisce all'improvviso all'altezza dell'EsseLunga, costringendo chi viaggia in bicicletta a entrare nella carreggiata. I ciclisti devono, poi, fare i conti con i tanti pedoni che, nonostante la presenza di un marciapiede al lato della pista, invadono, non curanti del pericolo, lo spazio riservato alle biciclette. Lungo la pista vi sono anche molti scivoli per permettere alle automobili di uscire da esercizi commerciali e proprietà private. Questi scivoli sono però molto rialzati e quando piove, diventano come delle conche che trattengono l'acqua causando grossi disagi a biciclette e pedoni.
VIALE CASTRACANI Sul viale Castracani la pista ciclabile è presente solo in prossimità del sottopassaggio ferroviario. Inizia appena passato l'incrocio con le vie Barbantini e del Tiglio e termina poco dopo la fine del sottopassaggio. In questo caso la breve pista è presente in ambo i lati della strada a doppio senso.
VIA BARSANTI E MATTEUCCI L'unica pista ciclabile, presente nella zona nord della città si trova in via Barsanti e Matteucci. Questa pista è stata costruita fino al termine di questa strada a senso unico, interrompendosi bruscamente nelle due estremità, cioè Piazza Martiri della Libertà e via delle Tagliate, dove i ciclisti sono costretti ad entrare in un tratto di strada in cui le auto, provenienti dalla zona di Monte San Quirico, scendono a grande velocità. Inoltre, lungo il suo percorso, la pista è scaglionata da grossi parapedonali che occupano gran parte della pista e la dividono in due piccole corsie.
LE MURA Lungo il percorso esterno delle Mura non è purtroppo presente una vera e propria pista ciclabile, in quanto questa zona è percorribile sia a piedi che in bicicletta. Il tragitto per un ciclista non è facilitato neanche dalle condizioni della "pista". Infatti, solo una piccola parte, che va da porta San Donato a porta San Pietro, è asfaltata. Gli altri due quarti del percorso sono sterrati e hanno il fondo a tratti dissestato a causa delle radici degli alberi.
Cristina Quaglierini
SANT'ANNA Imboccando viale Puccini, un ciclista può subito usufruire della pista ciclabile ben tenuta e spaziosa. Deve stare però molto attento alle molte vie che si gettano nel viale, da dove le auto entrano ed escono a grande velocità, spesso per non perdere il giusto momento per inserirsi nella trafficatissima strada. La bella pista però termina improvvisamente all'incrocio con le vie di Boboli e Ferraris. Qui inizia il vero calvario. Perché un ciclista si trova di fronte ad una scelta: gettarsi su viale Puccini, fra le auto, in movimento e parcheggiate, o continuare in una pseudo pista ciclabile che si trova tra le abitazioni e il marciapiede.
Questo tracciato è pericoloso, in quanto, oltre ad essere molto stretto e a doppio senso, a tratti viene interrotto bruscamente, da marciapiedi o parcheggi, ed è invaso da piante che crescono fuori dalle proprietà private. Ma il vero problema di questo percorso ad ostacoli è la condizione disastrata in cui si trova il manto stradale a causa delle radici degli alberi, piantati sul marciapiede, che hanno dissestato tutto il tratto, trasformato in una montagna russa. Quando però si arriva all'altezza del Mercatone Uno, per un ciclista non resta più altra scelta che immettersi in strada. Infatti, anche la pseudo pista ciclabile si interrompe all'improvviso.
SAN CONCORDIO Grazie al nuovo sottopassaggio le biciclette possono facilmente attraversare il traffico di viale Carducci e ritrovarsi in viale San Concordio, ma è bene prima ricordarsi di controllare i freni. Infatti, la pendenza del sottopassaggio permette alle biciclette (in ambo le direzioni) di prendere molta velocità e nonostante la presenza di specchi, che garantiscono di vedere la presenza di altri ciclisti, non è detto che si faccia in tempo ad evitarsi.
La pista ciclabile, che inizia appena usciti dal sotto passaggio, è molto spaziosa, ma anche molto trafficata da pedoni e naturalmente, anche questa, finisce all'improvviso all'altezza dell'EsseLunga, costringendo chi viaggia in bicicletta a entrare nella carreggiata. I ciclisti devono, poi, fare i conti con i tanti pedoni che, nonostante la presenza di un marciapiede al lato della pista, invadono, non curanti del pericolo, lo spazio riservato alle biciclette. Lungo la pista vi sono anche molti scivoli per permettere alle automobili di uscire da esercizi commerciali e proprietà private. Questi scivoli sono però molto rialzati e quando piove, diventano come delle conche che trattengono l'acqua causando grossi disagi a biciclette e pedoni.
VIALE CASTRACANI Sul viale Castracani la pista ciclabile è presente solo in prossimità del sottopassaggio ferroviario. Inizia appena passato l'incrocio con le vie Barbantini e del Tiglio e termina poco dopo la fine del sottopassaggio. In questo caso la breve pista è presente in ambo i lati della strada a doppio senso.
VIA BARSANTI E MATTEUCCI L'unica pista ciclabile, presente nella zona nord della città si trova in via Barsanti e Matteucci. Questa pista è stata costruita fino al termine di questa strada a senso unico, interrompendosi bruscamente nelle due estremità, cioè Piazza Martiri della Libertà e via delle Tagliate, dove i ciclisti sono costretti ad entrare in un tratto di strada in cui le auto, provenienti dalla zona di Monte San Quirico, scendono a grande velocità. Inoltre, lungo il suo percorso, la pista è scaglionata da grossi parapedonali che occupano gran parte della pista e la dividono in due piccole corsie.
LE MURA Lungo il percorso esterno delle Mura non è purtroppo presente una vera e propria pista ciclabile, in quanto questa zona è percorribile sia a piedi che in bicicletta. Il tragitto per un ciclista non è facilitato neanche dalle condizioni della "pista". Infatti, solo una piccola parte, che va da porta San Donato a porta San Pietro, è asfaltata. Gli altri due quarti del percorso sono sterrati e hanno il fondo a tratti dissestato a causa delle radici degli alberi.
Cristina Quaglierini
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