La manifestazione
L’OMICIDIO
«Non lo volevouccidere, il colpo è partito per sbaglio»
Duccio Casini
◗
Da sinistra Bastianelli (al centro) premiato dai Fratres, il suo assassino e l’avvocato ZanobiniNon sono impazzito, non volevo uccidere Rossano Bastianelli. Mi sono soltanto difeso, ma a un tratto nell'abbassare la pistola mi è partito quel maledetto colpo che ha fatto secco il mio amico
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LUCCA. «Non sono impazzito, non volevo uccidere Rossano Bastianelli. Mi sono soltanto difeso, ma a un tratto nell'abbassare la pistola mi è partito quel maledetto colpo che ha fatto secco il mio amico. Ripeto, non intendevo fargli del male: avessi voluto ammazzarlo lo avrei investito con la mia Opel Astra». Pasquale Tavella si è difeso così ieri mattina durante l'udienza di convalida che si è svolta nel carcere di Santa Caterina a Pistoia.
A Tavella, 71 anni, l'imprenditore edile di S. Maria a Colle che lunedì ha ucciso alla vita dell'assistente capo della polizia penitenziaria Rossano Bastianelli di 46 anni dopo un litigio davanti a casa, il pubblico ministero Luigi Boccia ha contestato i futili mortivi. Entro le 12,30 di stamani il gip Roberto Tredici deciderà se tenere l'omicida in carcere (è a Pistoia da martedì, dopo essersi costituito) oppure se concedergli gli arresti domiciliari.
Tavella ha ribadito quanto già aveva detto ai carabinieri: sostiene di essersi difeso dopo essere stato aggredito e di non aver avuto l'intenzione di uccidere. Il tragico epilogo della lite secondo l'imprenditore è stata unicamente una fata «Il mio assistito - spiega il difensore, l'avvocato Gabriele Zanobini del foro di Firenze - ha spiegato di essere stato aggredito e picchiato. Ha raccontato che stava rincasando con la sua Opel. Percorreva via del Burlamacco, la strada stretta e a senso unico dove vive e dove abitava la vittima. Tavella afferma di aver trovato lungo la carreggiata l'assistente capo che con una carriola stava portando sfalci di potatura al cassonetto. "Fammi passare, ho fretta" Tavella afferma di aver detto a Bastianelli».
La versione dell'imprenditore è che a questo punto sia accaduto l'impensabile. «Bastianelli si è rivoltato, ha spalancato la portiera della macchina e ha colpito con un pugno al viso il mio assistito, che tra l'altro aveva le cinture di sicurezza allacciate. Un colpo violento, che fatto saltare quattro denti al mio assistito, che ha iniziato a perdere molto sangue. Tant'è vero che la Procura ha disposto il sequestro della camicia di Tavella per analizzare il sangue e sapere a chi appartiene. Tavella è uscito dall'abitacolo per chiedere spiegazioni. Non va dimenticato che tra i due c'era un legame di amicizia che durava da anni. Ma Bastianelli ha afferrato un badile e, racconta l'imprenditore, ha cominciato a urlare minacce. Tipo "Ti ammazzo, ti spezzo". Tavella si è ricordato di avere in auto una pistola e l'ha presa. Era sotto il sedile. Ha esploso due colpi in aria a scopo intimidatorio, ma l'assistente ha continuato ad avanzare minacciosamente. Tavella ha spiegato che gli è arrivato a due-tre metri di distanza: a quel momento ha abbassato l'arma, semiautomatica, ed è partito l'unico colpo che ha raggiunto l'agente. Ma, assicura Tavella, senza che ci fosse la volontà di uccidere. La condotta del mio assistito non è stata gratuita né dettata da futili motivi. Tavella dopo il fatto è scappato, ma era pentito. Si è costituito il giorno dopo e ai carabinieri ha fatto ritrovare l'arma del delitto. Sul fatto che ci sia una vittima non ci sono discussioni: ma tutto il resto è da valutare attentamente».
Determinanti saranno gli esami sulle tracce di sangue trovate sulla camicia di Tavella e nella sua auto.
Elementi utili alle indagini arriveranno anche dalla perizia balistica (che dovrebbe essere affidata a Vittorio Balzi) che dovrà stabilire la traiettoria seguita dalla pallottola che ha colpito Bastianelli e da quale distanza è stato esploso il colpo mortale.
A Tavella, 71 anni, l'imprenditore edile di S. Maria a Colle che lunedì ha ucciso alla vita dell'assistente capo della polizia penitenziaria Rossano Bastianelli di 46 anni dopo un litigio davanti a casa, il pubblico ministero Luigi Boccia ha contestato i futili mortivi. Entro le 12,30 di stamani il gip Roberto Tredici deciderà se tenere l'omicida in carcere (è a Pistoia da martedì, dopo essersi costituito) oppure se concedergli gli arresti domiciliari.
Tavella ha ribadito quanto già aveva detto ai carabinieri: sostiene di essersi difeso dopo essere stato aggredito e di non aver avuto l'intenzione di uccidere. Il tragico epilogo della lite secondo l'imprenditore è stata unicamente una fata «Il mio assistito - spiega il difensore, l'avvocato Gabriele Zanobini del foro di Firenze - ha spiegato di essere stato aggredito e picchiato. Ha raccontato che stava rincasando con la sua Opel. Percorreva via del Burlamacco, la strada stretta e a senso unico dove vive e dove abitava la vittima. Tavella afferma di aver trovato lungo la carreggiata l'assistente capo che con una carriola stava portando sfalci di potatura al cassonetto. "Fammi passare, ho fretta" Tavella afferma di aver detto a Bastianelli».
La versione dell'imprenditore è che a questo punto sia accaduto l'impensabile. «Bastianelli si è rivoltato, ha spalancato la portiera della macchina e ha colpito con un pugno al viso il mio assistito, che tra l'altro aveva le cinture di sicurezza allacciate. Un colpo violento, che fatto saltare quattro denti al mio assistito, che ha iniziato a perdere molto sangue. Tant'è vero che la Procura ha disposto il sequestro della camicia di Tavella per analizzare il sangue e sapere a chi appartiene. Tavella è uscito dall'abitacolo per chiedere spiegazioni. Non va dimenticato che tra i due c'era un legame di amicizia che durava da anni. Ma Bastianelli ha afferrato un badile e, racconta l'imprenditore, ha cominciato a urlare minacce. Tipo "Ti ammazzo, ti spezzo". Tavella si è ricordato di avere in auto una pistola e l'ha presa. Era sotto il sedile. Ha esploso due colpi in aria a scopo intimidatorio, ma l'assistente ha continuato ad avanzare minacciosamente. Tavella ha spiegato che gli è arrivato a due-tre metri di distanza: a quel momento ha abbassato l'arma, semiautomatica, ed è partito l'unico colpo che ha raggiunto l'agente. Ma, assicura Tavella, senza che ci fosse la volontà di uccidere. La condotta del mio assistito non è stata gratuita né dettata da futili motivi. Tavella dopo il fatto è scappato, ma era pentito. Si è costituito il giorno dopo e ai carabinieri ha fatto ritrovare l'arma del delitto. Sul fatto che ci sia una vittima non ci sono discussioni: ma tutto il resto è da valutare attentamente».
Determinanti saranno gli esami sulle tracce di sangue trovate sulla camicia di Tavella e nella sua auto.
Elementi utili alle indagini arriveranno anche dalla perizia balistica (che dovrebbe essere affidata a Vittorio Balzi) che dovrà stabilire la traiettoria seguita dalla pallottola che ha colpito Bastianelli e da quale distanza è stato esploso il colpo mortale.
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