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ECONOMIA

Aziende floricole nei guai:l'Ue ordina di restituire gli aiuti di Stato sul gasolio

Domenico Tani
Alberto Focacci presidente di Cia
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Alberto Focacci presidente di Cia

Ci sono aziende floricole che dovrebbero restituire 10mila euro. Altre che ne dovrebbero ridare indietro anche 200mila. Dopo dieci anni l'Unione Europea manda il conto all'Italia per gli aiuti di stato sul gasolio e le imprese del settore floricolo della provincia, si trovano in ginocchio

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LUCCA. Ci sono aziende floricole che dovrebbero restituire 10mila euro. Altre che ne dovrebbero ridare indietro anche 200mila. Dopo dieci anni l'Unione Europea manda il conto all'Italia per gli aiuti di stato sul gasolio e le imprese del settore floricolo della provincia, si trovano in ginocchio. Per qualcuno la restituzione di questi fondi potrebbe significate anche la chiusura. E quindi per centinaia di lavoratori la cassa integrazione.
A denunciare la situazione - che non ha niente a che vedere con la crisi economica - è il presidente della Cia (Confederazione italiana agricoltori) Alberto Focacci. Senza mezzi termini, Focacci ammette che la Focacci ribadisce che a creare lo stato di allarme è una decisione dell'Unione Europea che (dopo tanti avvertimenti) ha dichiarato illegittime le agevolazioni di Stato alle aziende agricole per quanto riguarda il gasolio per il riscaldamento delle serre. Perciò - sostiene la Cia - se il governo non trova una soluzione, i floricoltori non solo dovranno rimborsare il denaro ricevuto, ma dovranno anche pagarci sopra gli interessi. E si parla di cifre che metterebbero in ginocchio uno tra i settori trainanti dell'economia della provincia.

Le agevolazioni alle aziende sono state erogate a partire dal 2000 da tutti i governi, ma ora è arrivato il conto: «I floricoltori non pagheranno, ci pensi il governo» è, però, la risposta di Focacci. Secondo i dirigenti della Cia, infatti, i governi degli ultimi 10 anni non hanno mai preso troppo sul serio le sollecitazioni dell'Unione Europea, che da tempo aveva fatto sapere che queste agevolazioni sul gasolio non potevano essere applicate: «Come Cia - dice Focacci - chiediamo un incontro urgente con il ministro all'agricoltura Luca Zaia, affinché applichi la stessa procedura che è stata usata per le quote del latte. Solo così si può evitare la chiusura di piccole e grandi aziende e la disoccupazione del comparto floro-vivaistico».
Non solo. I responsabili della Cia, si schierano a fianco dei floricoltori, ricordando che l'agevolazione d'imposta sul carburante per le colture protette non è «recuperabile a carico degli agricoltori, perché gli stessi hanno agito nel pieno rispetto delle norme nazionali. Spetta al governo italiano negoziare il provvedimento con l'Unione Europea. Invece, in tutti questi anni si è verificata una serie infinita di inadempienze da parte dell'Italia che hanno determinato il recente provvedimento della commissione europea».
A questo governo spetta l'onere - conclude Focacci - di rimediare anche gli errori dei predecessori. Lo ha fatto per i pochi furbi che consapevolmente hanno violato la norma sulle quote latte, ora lo faccia per i tanti agricoltori onesti che si sono attenuti ad una legge nazionale».

Sempre secondo la Cia, il recupero dello sconto, oggi equivalente a 0,09 euro al litro, sarebbe il colpo di grazia per la floricoltura lucchese e versiliese. Perciò dichiara la sua ferma volontà di mobilitarsi nei confronti del governo affinché trovi una soluzione a questo ingarbugliato problema.

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