La manifestazione
LUCCA
Sgominata la banda dei clonatori di bancomat
Luca Tronchetti
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Il capitano Tiziano Marchi con bancomat e telefonini sequestratiIl pericolo corre sul bancomat. Quattro rumeni finiti in manette e due bulgari processati per direttissima in tre mesi. Tutti accusati dello stesso reato: falsificazione e alterazione di carte di credito e di pagamento
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LUCCA. Il pericolo corre sul bancomat. Quattro rumeni finiti in manette e due bulgari processati per direttissima in tre mesi. Tutti accusati dello stesso reato: falsificazione e alterazione di carte di credito e di pagamento. Sono decine e decine i correntisti lucchesi vittime della clonazione del bancomat. Un professionista si è visto svuotare il conto: 20mila euro. E per coprire il buco ha chiesto un prestito alla stessa banca in attesa di espletare le procedure (spesso ci vogliono anche 6 mesi) per rientrare in possesso della somma soffiata dagli hacker informatici.
Nella rete della clonazione sono finite persone di tutte le età e tutti i ceti: dall'imprenditore all'operaio, dal pensionato alla casalinga, dal medico al giornalista e persino esponenti delle forze dell'ordine. I carabinieri della Compagnia e del nucleo radiomobile, guidati dal capitano Tiziano Marchi, per cercare di comprendere meglio il fenomeno e tentare di debellarlo hanno lavorato in questi mesi alla cattura dei «tecnici della clonazione» - coloro che materialmente installano l'apparecchiatura fuori dalle banche - per scoprire i nuovi sistemi usati dai criminali per eludere i controlli e impossessarsi con facilità e senza grandi rischi di somme ingenti.
IL RECLUTAMENTO Dall'arresto di due rumeni - Viorel Costel Casunearu e Sorin Vasile Manole - avvenuto il 6 giugno a San Filippo mentre recuperavano l'apparecchiatura inserita per clonare il bancomat dello sportello del Monte dei Paschi di Siena, i militari hanno constatato un'evoluzione nella tecnica usata per rubare i codici e inserire nel sistema correntizio. Dalle indagini non sono emersi collegamenti tra i rumeni e i bulgari finiti in manette. Si tratta di vere e proprie «batterie» - apparentemente indipendenti le une dalle altre - che vengono reclutate da una o più organizzazioni specializzate nei sistemi di clonazione di carte di credito e bancomat. Giovani dell'Est senza precedenti penali, per lo più nullafacenti, che arrivano in Italia e ci restano un paio di mesi soggiornando qualche volta in piccoli alberghi e spesso in appartamenti presi in sub-affitto da connazionali ben inseriti nella comunità e del tutto ignari della reale attività degli ospiti. Che raccontano di essere in vacanza in Italia, ma in realtà piazzano i congegni e le microtelecamere agli sportelli bancomat più accessibili: quelli privi di telecamera e dalla tecnologia più stagionata che gli istituti bancari non hanno ancora rottamato. Perché l'informatica corre veloce e i «pirati» sono al passo con i tempi. I rumeni "lavorano" uno-due mesi e poi ritornano nel loro paese con una percentuale sul ricavato della clonazione: di solito un bel gruzzolo con poca fatica, visto che impiegano non più di 30 secondi per installare lo skimmer e la fotocamera digitale che legge numeri e codici. Roma è una base logistica. Lì spesso acquistano auto veloci - l'ultima sequestrata è una Golf turbodiesel - utilizzata per rapidi spostamenti.
GLI ULTIMI ARRESTI Sabato i carabinieri hanno arrestato altri due giovani rumeni: Alexandre Ciprian Mirulescu e Stefan Dolin Veleanu, entrambi incensurati e sconosciuti. Stavano andando a staccare il dispositivo per la clonazione allo sportello dell'agenzia di Altopascio del Monte dei Paschi di Siena. E l'avrebbero consegnato ad altri componenti l'organizzazione per la lettura delle carte magnetiche con il codice del cliente e il pin.
Nella rete della clonazione sono finite persone di tutte le età e tutti i ceti: dall'imprenditore all'operaio, dal pensionato alla casalinga, dal medico al giornalista e persino esponenti delle forze dell'ordine. I carabinieri della Compagnia e del nucleo radiomobile, guidati dal capitano Tiziano Marchi, per cercare di comprendere meglio il fenomeno e tentare di debellarlo hanno lavorato in questi mesi alla cattura dei «tecnici della clonazione» - coloro che materialmente installano l'apparecchiatura fuori dalle banche - per scoprire i nuovi sistemi usati dai criminali per eludere i controlli e impossessarsi con facilità e senza grandi rischi di somme ingenti.
IL RECLUTAMENTO Dall'arresto di due rumeni - Viorel Costel Casunearu e Sorin Vasile Manole - avvenuto il 6 giugno a San Filippo mentre recuperavano l'apparecchiatura inserita per clonare il bancomat dello sportello del Monte dei Paschi di Siena, i militari hanno constatato un'evoluzione nella tecnica usata per rubare i codici e inserire nel sistema correntizio. Dalle indagini non sono emersi collegamenti tra i rumeni e i bulgari finiti in manette. Si tratta di vere e proprie «batterie» - apparentemente indipendenti le une dalle altre - che vengono reclutate da una o più organizzazioni specializzate nei sistemi di clonazione di carte di credito e bancomat. Giovani dell'Est senza precedenti penali, per lo più nullafacenti, che arrivano in Italia e ci restano un paio di mesi soggiornando qualche volta in piccoli alberghi e spesso in appartamenti presi in sub-affitto da connazionali ben inseriti nella comunità e del tutto ignari della reale attività degli ospiti. Che raccontano di essere in vacanza in Italia, ma in realtà piazzano i congegni e le microtelecamere agli sportelli bancomat più accessibili: quelli privi di telecamera e dalla tecnologia più stagionata che gli istituti bancari non hanno ancora rottamato. Perché l'informatica corre veloce e i «pirati» sono al passo con i tempi. I rumeni "lavorano" uno-due mesi e poi ritornano nel loro paese con una percentuale sul ricavato della clonazione: di solito un bel gruzzolo con poca fatica, visto che impiegano non più di 30 secondi per installare lo skimmer e la fotocamera digitale che legge numeri e codici. Roma è una base logistica. Lì spesso acquistano auto veloci - l'ultima sequestrata è una Golf turbodiesel - utilizzata per rapidi spostamenti.
GLI ULTIMI ARRESTI Sabato i carabinieri hanno arrestato altri due giovani rumeni: Alexandre Ciprian Mirulescu e Stefan Dolin Veleanu, entrambi incensurati e sconosciuti. Stavano andando a staccare il dispositivo per la clonazione allo sportello dell'agenzia di Altopascio del Monte dei Paschi di Siena. E l'avrebbero consegnato ad altri componenti l'organizzazione per la lettura delle carte magnetiche con il codice del cliente e il pin.
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