Sicurezza
L'OMICIDIO
Non poteva, ma girava armato
Duccio Casini
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La salma di Bastianelli coperta da un lenzuoloLa pistola semiautomatica Beretta 34 calibro 9 corto non doveva essere nell'auto di Pasquale Tavella. E neppure nella sua abitazione. L'imprenditore, che ha ucciso Rossano Bastianelli, ce l'aveva illegalmente perchè 10 anni fa gli era stato tolto il porto e la detenzione d'armi dopo la scomparsa, in un incidente, del figlio Luciano
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LUCCA. La pistola semiautomatica Beretta 34 calibro 9 corto non doveva essere nell'auto di Pasquale Tavella. E neppure nella sua abitazione. L'imprenditore, che ha ucciso Rossano Bastianelli, ce l'aveva illegalmente perchè 10 anni fa gli era stato tolto il porto e la detenzione d'armi dopo la scomparsa, in un incidente, del figlio Luciano.
La paura della questura, all'epoca, era che l'imprenditote potesse togliersi la vita per il dolore della perdita. Tavella non ha mai compiuto il gesto tragico, ma non si è nemmeno mai liberato dell'arma con cui ha fatto fuoco su Bastianelli che, quando l'imprenditore è arrivato a Lucca dalla Calabria, non era ancora nato.
Tavella, infatti, giunge a Lucca nel 1962 e in poco tempo inizia a mettere insieme una piccola fortuna. A 24 anni viene assunto come infermiere al manicomio di Maggiano, struttura ospedaliera divenuta famosa grazie ai libri del medico-scrittore Mario Tobino: è addetto alle cure dei malati di mente durante il turno di servizio e abile muratore nel tempo libero. Un po' per arrotondare lo stipendio, un po' per cercare un futuro migliore Tavella comincia a fare lavori sempre più importanti nella zona dell'Oltreserchio. Fino a compiere il salto di qualità e a lasciare il camice bianco e a mettersi in proprio. Piccolo, ma intraprendente impresario edile.
Abile, raccontano a Santa Maria a Colle, anche nella compravendita di immobili. Vecchie capanne comprate con poche lire, rimesse in sesto e rivendute. Qualche casa di corte acquistata a buon prezzo, ristrutturata e rivenduta bene. Insomma, un giro discreto che negli anni gli permette di mettere insieme un tesoretto immobiliare: abitazioni in paese, compresa quella dove vive con la famiglia in via del Burlamacco, ma anche a Lido di Camaiore, Viareggio, Lucca, San Macario e Baratti.
Un tipo attivo 24 ore al giorno, magari un po' fumino. Uno a cui non bisogna pestare i calli sennò gli salta la mosca al naso, forse anche per un senso dell'onore che si porta dietro dalla sua Calabria. In sostanza, quella di Tavella è, per tanti anni, una vita all'apparenza felice. All'apparenza, però. Perché, intanto, è minata dalla morte, avvenuta il 2 maggio 1999, del figlio Francesco, 31 anni, vittima di un incidente della strada sulla Statale Arnaccio. L'auto sulla quale viaggiava, una Peugeot 205 condotta da un amico che era rimasto gravemente ferito, alle 6 del mattino era finita contro il guard rail. Francesco aveva cessato di vivere sull'ambulanza che lo trasportava al pronto soccorso.
Una tragedia che aveva segnato profondamente Pasquale Tavella, rimasto con la moglie Italia Annunziata Rocco di 68 anni e la figlia Annarita di 37. La ragazza aveva gestito per una stagione una pizzeria a taglio a S. Anna vicino al Mercatone Uno prima di cedere l'attività e di fare altro. Anche andare per qualche tempo all'estero, a Cuba, da dove è poi tornata.
Nel frattempo papà Pasquale ha continuato la sua attività, gestita direttamente nella villetta di via del Burlamacco attraverso l'agenzia immobiliare Ro.Ta. srl, di cui figlia e moglie risultano socie con la stessa percentuale di quote.
Anche se la società ora è in liquidazione, forse perché a 71 anni Tavella pensava di andare in pensione.
La paura della questura, all'epoca, era che l'imprenditote potesse togliersi la vita per il dolore della perdita. Tavella non ha mai compiuto il gesto tragico, ma non si è nemmeno mai liberato dell'arma con cui ha fatto fuoco su Bastianelli che, quando l'imprenditore è arrivato a Lucca dalla Calabria, non era ancora nato.
Tavella, infatti, giunge a Lucca nel 1962 e in poco tempo inizia a mettere insieme una piccola fortuna. A 24 anni viene assunto come infermiere al manicomio di Maggiano, struttura ospedaliera divenuta famosa grazie ai libri del medico-scrittore Mario Tobino: è addetto alle cure dei malati di mente durante il turno di servizio e abile muratore nel tempo libero. Un po' per arrotondare lo stipendio, un po' per cercare un futuro migliore Tavella comincia a fare lavori sempre più importanti nella zona dell'Oltreserchio. Fino a compiere il salto di qualità e a lasciare il camice bianco e a mettersi in proprio. Piccolo, ma intraprendente impresario edile.
Abile, raccontano a Santa Maria a Colle, anche nella compravendita di immobili. Vecchie capanne comprate con poche lire, rimesse in sesto e rivendute. Qualche casa di corte acquistata a buon prezzo, ristrutturata e rivenduta bene. Insomma, un giro discreto che negli anni gli permette di mettere insieme un tesoretto immobiliare: abitazioni in paese, compresa quella dove vive con la famiglia in via del Burlamacco, ma anche a Lido di Camaiore, Viareggio, Lucca, San Macario e Baratti.
Un tipo attivo 24 ore al giorno, magari un po' fumino. Uno a cui non bisogna pestare i calli sennò gli salta la mosca al naso, forse anche per un senso dell'onore che si porta dietro dalla sua Calabria. In sostanza, quella di Tavella è, per tanti anni, una vita all'apparenza felice. All'apparenza, però. Perché, intanto, è minata dalla morte, avvenuta il 2 maggio 1999, del figlio Francesco, 31 anni, vittima di un incidente della strada sulla Statale Arnaccio. L'auto sulla quale viaggiava, una Peugeot 205 condotta da un amico che era rimasto gravemente ferito, alle 6 del mattino era finita contro il guard rail. Francesco aveva cessato di vivere sull'ambulanza che lo trasportava al pronto soccorso.
Una tragedia che aveva segnato profondamente Pasquale Tavella, rimasto con la moglie Italia Annunziata Rocco di 68 anni e la figlia Annarita di 37. La ragazza aveva gestito per una stagione una pizzeria a taglio a S. Anna vicino al Mercatone Uno prima di cedere l'attività e di fare altro. Anche andare per qualche tempo all'estero, a Cuba, da dove è poi tornata.
Nel frattempo papà Pasquale ha continuato la sua attività, gestita direttamente nella villetta di via del Burlamacco attraverso l'agenzia immobiliare Ro.Ta. srl, di cui figlia e moglie risultano socie con la stessa percentuale di quote.
Anche se la società ora è in liquidazione, forse perché a 71 anni Tavella pensava di andare in pensione.
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