Il dolore
TALENTI
Premiata giovane laureata
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Simona CompariniUna giovane studentessa di Molazzana, Simona Comparini, è stata premiata a Santo Stefano Belbo (in provincia di Cuneo) per la miglior tesi di laurea su Cesare Pavese. Simona ha ricevuto il riconoscimento a Santo Stefano Belbo, paese natale dell'autore de "La luna e i falò", per la sua tesi "Il mestiere di vivere" di Cesare Pavese
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LUCCA. Una giovane studentessa di Molazzana, Simona Comparini, è stata premiata a Santo Stefano Belbo (in provincia di Cuneo) per la miglior tesi di laurea su Cesare Pavese.
Simona ha ricevuto il riconoscimento a Santo Stefano Belbo, paese natale dell'autore de "La luna e i falò", per la sua tesi "Il mestiere di vivere" di Cesare Pavese. Lettera a se stesso", discussa presso l'università degli studi di Urbino (facoltà di lettere e Filosofia) per l'anno accademico 2007/2008.
Partendo dalle osservazioni del critico letterario Carlo Bo sui diari degli scrittori, la studentessa Simona Comparini nella sua tesi analizza gli elementi letterari del diario pavesiano "Il mestiere di vivere", sottolineando sia gli aspetti più intimi, sia i tratti più originali.
Giunge alla conclusione che l'autore offre al lettore un'opera in continuo movimento tra esteriorizzazione e intimismo.
«Il Mestiere di vivere - osserva Comparini nelle conclusioni della sua analisi - è, come tutte le forme di scrittura del sé, aperto e chiuso. Si apre alla letteratura, nei due vasi comunicanti della lettura e della scrittura, e si presenta in questo senso come uno dei journal de travail più ricchi e generosi per tracciare il percorso artistico e creativo del Pavese scrittore; si chiude nella difficile esplorazione di un io travagliato, sofferente, profondo per intelligenza e sensibilità, si sigilla quando la reticenza vince la sincerità. Pagine aperte e pagine chiuse che però si alimentano a vicenda, perché l'arte di vivere e quella di scrivere corrono parallele, influenzandosi, alimentandosi e perfezionandosi a vicenda».
Per la sezione opere edite premiati Andrea Camilleri con "La danza del gabbiano" (Sellerio), Enzo Bianchi con "Il pane di ieri" (Einaudi), Giancarlo Caselli con "Le due guerre" (Melampo) e il saggista newyorkese Lawrence G. Smith con "Cesare Pavese and America: life, love and literature" (University Massachussetts Press).
Organizzato e promosso dal Cepam-Centro Pavesiano Museo casa natale, assieme alla Fondazione Cesare Pavese e al comune di Santo Stefano Belbo, il Premio Cesare Pavese è la prima manifestazione frutto del parco culturale Piemonte Paesaggio Umano, il nuovo coordinamento che riunisce la regione Piemonte, la Fondazione per il libro, la musica e la cultura e numerosi Comuni e soggetti culturali che operano tra Langhe, Roero e Monferrato.
Il premio per la sezione tesi di laurea è promosso dall'azienda agricola Giacinto Gallina di Santo Stefano Belbo. Associazione culturale nata nel 1976 a Santo Stefano Belbo, il Cepam-Centro Pavesiano Museo Casa Natale è da sempre impegnato a diffondere le opere di Cesare Pavese e a fornire impulso allo sviluppo del territorio.
Simona ha ricevuto il riconoscimento a Santo Stefano Belbo, paese natale dell'autore de "La luna e i falò", per la sua tesi "Il mestiere di vivere" di Cesare Pavese. Lettera a se stesso", discussa presso l'università degli studi di Urbino (facoltà di lettere e Filosofia) per l'anno accademico 2007/2008.
Partendo dalle osservazioni del critico letterario Carlo Bo sui diari degli scrittori, la studentessa Simona Comparini nella sua tesi analizza gli elementi letterari del diario pavesiano "Il mestiere di vivere", sottolineando sia gli aspetti più intimi, sia i tratti più originali.
Giunge alla conclusione che l'autore offre al lettore un'opera in continuo movimento tra esteriorizzazione e intimismo.
«Il Mestiere di vivere - osserva Comparini nelle conclusioni della sua analisi - è, come tutte le forme di scrittura del sé, aperto e chiuso. Si apre alla letteratura, nei due vasi comunicanti della lettura e della scrittura, e si presenta in questo senso come uno dei journal de travail più ricchi e generosi per tracciare il percorso artistico e creativo del Pavese scrittore; si chiude nella difficile esplorazione di un io travagliato, sofferente, profondo per intelligenza e sensibilità, si sigilla quando la reticenza vince la sincerità. Pagine aperte e pagine chiuse che però si alimentano a vicenda, perché l'arte di vivere e quella di scrivere corrono parallele, influenzandosi, alimentandosi e perfezionandosi a vicenda».
Per la sezione opere edite premiati Andrea Camilleri con "La danza del gabbiano" (Sellerio), Enzo Bianchi con "Il pane di ieri" (Einaudi), Giancarlo Caselli con "Le due guerre" (Melampo) e il saggista newyorkese Lawrence G. Smith con "Cesare Pavese and America: life, love and literature" (University Massachussetts Press).
Organizzato e promosso dal Cepam-Centro Pavesiano Museo casa natale, assieme alla Fondazione Cesare Pavese e al comune di Santo Stefano Belbo, il Premio Cesare Pavese è la prima manifestazione frutto del parco culturale Piemonte Paesaggio Umano, il nuovo coordinamento che riunisce la regione Piemonte, la Fondazione per il libro, la musica e la cultura e numerosi Comuni e soggetti culturali che operano tra Langhe, Roero e Monferrato.
Il premio per la sezione tesi di laurea è promosso dall'azienda agricola Giacinto Gallina di Santo Stefano Belbo. Associazione culturale nata nel 1976 a Santo Stefano Belbo, il Cepam-Centro Pavesiano Museo Casa Natale è da sempre impegnato a diffondere le opere di Cesare Pavese e a fornire impulso allo sviluppo del territorio.
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