Il dolore
I NUOVI PERICOLI
I cinghiali arrivanoa S. Anna e Nave abitanti preoccupati
Cristina Quaglierini
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Un cinghiale e sopra l’area a S. Anna dove sono state trovate tracceCinghiali alle porte della città. Negli ultimi quindici giorni ci sono stati avvistamenti, le colture sono state danneggiate e le cortecce d'albero scorticate nella zona nord di S. Anna e Nave
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LUCCA. Cinghiali alle porte della città. Negli ultimi quindici giorni ci sono stati avvistamenti, le colture sono state danneggiate e le cortecce d'albero scorticate nella zona nord di S. Anna e Nave. Gli animali si sono spinti in periferia, fino ad arrivare a viale Einaudi dove è previsto un nuovo quartiere. La Provincia avrebbe già effettuato sopralluoghi e aspetta l'autorizzazione per intervenire.
Per ora gli animali sono pochi, ma gli abitanti della zona cominciano ad allarmarsi. Temono che i cinghiali possano essere grandi e che di notte si muovano tra i campi. Non si conoscono ancora le ragioni grazie alle quali gli animali siano riusciti ad avvicinarsi così tanto ai centri abitati. «Una delle ipotesi di questo avvicinamento - spiega Antonio Bertolucci, funzionario dell'ufficio Caccia della Provincia - potrebbe essere la recente pulitura degli argini del Serchio che potrebbe aver aperto loro la strada verso la città».
La Provincia, però, non potrà muoversi, per limitare i danni causati dai cinghiali, fino a che non riceverà l'autorizzazione dell'Istituto Superiore Fauna Selvetica. «Avevamo già chiesto tempo fa l'autorizzazione per i controlli - afferma Bertuccelli - ma a causa della scarsa presenza di cinghiali e dei danni esigui, non siamo riusciti a ottenerla. Abbiamo, però, recentemente rinnovato la richiesta e speriamo di ricevere una risposta prima possibile».
L'intervento previsto dall'Ufficio Caccia, in caso di ulteriori segnalazioni della presenza dei cinghiali, consisterebbe in intrappolamenti degli animali, che in seguito verrebbero rilasciati in aree idonee come boschi e parchi recintati, dove possono vivere liberamente senza essere un pericolo; l'alternativa è l'abbattimento selettivo degli elementi che risultassero più pericolosi per gli abitanti. «Nel caso che gli animali si stabilizzino nell'area, sconfinino e diventino un problema di sicurezza pubblica - spiega l'Ufficio Caccia - il Comune potrebbe intervenire tramite un'ordinanza del sindaco per l'abbattimento, ma questa è l'ipotesi più drammatica». Intanto, per evitare danni alle colture, la Provincia consiglia ai contadini di munirsi di recinzioni elettriche. «La Provincia - insiste Bertolucci - come previsto dalla legge, stanzierà i fondi a chi possiede colture per comprare le recinzioni elettriche, molto efficaci contro gli animali selvatici».
Per ora gli animali sono pochi, ma gli abitanti della zona cominciano ad allarmarsi. Temono che i cinghiali possano essere grandi e che di notte si muovano tra i campi. Non si conoscono ancora le ragioni grazie alle quali gli animali siano riusciti ad avvicinarsi così tanto ai centri abitati. «Una delle ipotesi di questo avvicinamento - spiega Antonio Bertolucci, funzionario dell'ufficio Caccia della Provincia - potrebbe essere la recente pulitura degli argini del Serchio che potrebbe aver aperto loro la strada verso la città».
La Provincia, però, non potrà muoversi, per limitare i danni causati dai cinghiali, fino a che non riceverà l'autorizzazione dell'Istituto Superiore Fauna Selvetica. «Avevamo già chiesto tempo fa l'autorizzazione per i controlli - afferma Bertuccelli - ma a causa della scarsa presenza di cinghiali e dei danni esigui, non siamo riusciti a ottenerla. Abbiamo, però, recentemente rinnovato la richiesta e speriamo di ricevere una risposta prima possibile».
L'intervento previsto dall'Ufficio Caccia, in caso di ulteriori segnalazioni della presenza dei cinghiali, consisterebbe in intrappolamenti degli animali, che in seguito verrebbero rilasciati in aree idonee come boschi e parchi recintati, dove possono vivere liberamente senza essere un pericolo; l'alternativa è l'abbattimento selettivo degli elementi che risultassero più pericolosi per gli abitanti. «Nel caso che gli animali si stabilizzino nell'area, sconfinino e diventino un problema di sicurezza pubblica - spiega l'Ufficio Caccia - il Comune potrebbe intervenire tramite un'ordinanza del sindaco per l'abbattimento, ma questa è l'ipotesi più drammatica». Intanto, per evitare danni alle colture, la Provincia consiglia ai contadini di munirsi di recinzioni elettriche. «La Provincia - insiste Bertolucci - come previsto dalla legge, stanzierà i fondi a chi possiede colture per comprare le recinzioni elettriche, molto efficaci contro gli animali selvatici».
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