Gioco
LA RASSEGNA
Lucca Music Festivalconcerti nelle piazze per trenta settimane
Nicola Nucci
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Pubblico ai concerti nell’AnfiteatroCentoventi concerti da spalmare durante tutto l'anno per fare di Lucca realmente la città della musica. A lanciare il suo progetto è Andrea Colombini, promoter e direttore dell'associazione "Puccini e la sua Lucca", che giovedì 10 settembre presenterà ufficialmente il "Lucca Music Festival"
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LUCCA. Centoventi concerti da spalmare durante tutto l'anno per fare di Lucca realmente la città della musica.
A lanciare il suo progetto è Andrea Colombini, promoter e direttore dell'associazione "Puccini e la sua Lucca", che giovedì 10 settembre presenterà ufficialmente il "Lucca Music Festival".
Un'idea che nasce sulla scia del successo riscosso dai concerti di Buena Vista e Inti Illimani applauditi in piazza Anfiteatro.
Non eventi occasionali in alta stagione, ma un cartellone di concerti di qualità e con prezzi alla portata di tutti. Così da attirare pubblico e dare linfa al commercio e all'immagine della città anche nei periodi più morti.
Colombini, può anticipare le linee guida del Lucca Music festival?
«Per trenta settimane, da marzo ad ottobre, vogliamo fare di Lucca la vera capitale nazionale della musica di ogni tipo, con ovviamente la pole position per il nostro Puccini. Il 10 settembre sottoporrò il progetto all'attenzione della città, delle istituzioni e degli enti pubblici».
Che cosa si prefigge con questa manifestazione?
«La nostra politica è buona musica per tutte le tasche. I due eventi in Anfiteatro hanno dimostrato che si possono fare cose belle, di richiamo e scarso impatto sulla città, oltretutto spendendo pochi soldi pubblici e con biglietti accessibili. I vantaggi sono per tutti: cittadini, turisti, commercianti, categorie del turismo. Non invadendo la città con strutture fisse di dubbio gusto ma creando eventi "a misura" di Lucca, famosa nel mondo per essere culla di arte e buon gusto. Potrebbe diventare uno straordinario veicolo promozionale durante tutto l'anno e non due-tre volte. Come giustamente ha evidenziato il direttore dell'Apt, Colucci».
In sostanza: meno soldi pubblici alle attività musicali gestite da privati?
«Basta con gli sprechi. Ci vuole un progetto complessivo di grande qualità, che costi il giusto e sappia esaltare splendide location. Non solo Anfiteatro, anche altre belle zone della città magari poco valorizzate».
I concerti saranno tutti a pagamento?
«No, il 70% sarà ad ingresso gratuito. Si esibiranno non gruppetti dilettanti, ma star internazionali alternati a emergenti italiani ed europei: musica classica, all'opera, folk, latinoamericana».
Il cuore del festival sonogli eventi pucciniani?
«Certamente. Si può fare un Puccini di reale qualità, alla portata del grande pubblico e del turismo di medio-alto livello, senza dover sprecare milioni per sporadici grandi eventi».
Intanto Colombini è già al lavoro. Ai nomi già fatti di Noa e Stefano Bollani si aggiungono quelli possibili dei Gipsy King, della Buena Vista (un ritorno) e Loreena Mc Kennit, icona della musica celtica. Il sogno si chiama Brian May, leggendario chitarrista dei Queen.
A lanciare il suo progetto è Andrea Colombini, promoter e direttore dell'associazione "Puccini e la sua Lucca", che giovedì 10 settembre presenterà ufficialmente il "Lucca Music Festival".
Un'idea che nasce sulla scia del successo riscosso dai concerti di Buena Vista e Inti Illimani applauditi in piazza Anfiteatro.
Non eventi occasionali in alta stagione, ma un cartellone di concerti di qualità e con prezzi alla portata di tutti. Così da attirare pubblico e dare linfa al commercio e all'immagine della città anche nei periodi più morti.
Colombini, può anticipare le linee guida del Lucca Music festival?
«Per trenta settimane, da marzo ad ottobre, vogliamo fare di Lucca la vera capitale nazionale della musica di ogni tipo, con ovviamente la pole position per il nostro Puccini. Il 10 settembre sottoporrò il progetto all'attenzione della città, delle istituzioni e degli enti pubblici».
Che cosa si prefigge con questa manifestazione?
«La nostra politica è buona musica per tutte le tasche. I due eventi in Anfiteatro hanno dimostrato che si possono fare cose belle, di richiamo e scarso impatto sulla città, oltretutto spendendo pochi soldi pubblici e con biglietti accessibili. I vantaggi sono per tutti: cittadini, turisti, commercianti, categorie del turismo. Non invadendo la città con strutture fisse di dubbio gusto ma creando eventi "a misura" di Lucca, famosa nel mondo per essere culla di arte e buon gusto. Potrebbe diventare uno straordinario veicolo promozionale durante tutto l'anno e non due-tre volte. Come giustamente ha evidenziato il direttore dell'Apt, Colucci».
In sostanza: meno soldi pubblici alle attività musicali gestite da privati?
«Basta con gli sprechi. Ci vuole un progetto complessivo di grande qualità, che costi il giusto e sappia esaltare splendide location. Non solo Anfiteatro, anche altre belle zone della città magari poco valorizzate».
I concerti saranno tutti a pagamento?
«No, il 70% sarà ad ingresso gratuito. Si esibiranno non gruppetti dilettanti, ma star internazionali alternati a emergenti italiani ed europei: musica classica, all'opera, folk, latinoamericana».
Il cuore del festival sonogli eventi pucciniani?
«Certamente. Si può fare un Puccini di reale qualità, alla portata del grande pubblico e del turismo di medio-alto livello, senza dover sprecare milioni per sporadici grandi eventi».
Intanto Colombini è già al lavoro. Ai nomi già fatti di Noa e Stefano Bollani si aggiungono quelli possibili dei Gipsy King, della Buena Vista (un ritorno) e Loreena Mc Kennit, icona della musica celtica. Il sogno si chiama Brian May, leggendario chitarrista dei Queen.
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