Sicurezza
LUCCA
Morto sul lavoro, altri indagati
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Il punto dove è caduto l’operaio della CafDissequestro dell'area interessata all'incidente sul lavoro costato la vita ad un operaio peruviano con l'imposizioni di prescrizioni da parte dei tecnici dell'Asl e la conferma di una cintura di sicurezza nel punto esatto del tetto dov'è precipitato il lavoratore.
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LUCCA. Dissequestro dell'area interessata all'incidente sul lavoro costato la vita ad un operaio peruviano con l'imposizioni di prescrizioni da parte dei tecnici dell'Asl e la conferma di una cintura di sicurezza nel punto esatto del tetto dov'è precipitato il lavoratore. Queste le novità emerse nell'ambito dell'inchiesta sull'incidente all'Oleificio Rocchi in via delle Piagge a S. Alessio.
Al momento diverse persone sono iscritte nel registro degli indagati con l'accusa di omicidio colposo e violazione delle norme antinfortunistica. E oltre alla presunte responsabilità dei vertici della Caf di Firenze (rappresentante legale e addetto alla sicurezza della cooperativa autotrasportatori fiorentini) - la ditta dove lavorava Gerardo Herman Carrasco Huanan, 53 anni, l'operaio deceduto dopo un volo di 7 metri dal tetto dello stabilimento - emergerebbero anche quelle della ditta committente: l'Oleificio Rocchi. Tra gli indagati ci sarebbe anche il responsabile della sicurezza dell'azienda olearia che, per gli inquirenti, avrebbe dovuto sorvegliare la corretta applicazione della normativa vigente. Non è un caso se i tecnici Asl, sentita la magistratura, hanno dato l'okay a proseguire e ultimare i lavori di copertura di parte dell'oleificio - il cui tetto in eternit doveva essere sostituito con del materiale isolante in lamiera - a condizione che venga modificato il modo di lavorare della cooperativa con la sistemazione di ponteggi anzichè l'uso della piattaforma semovente. Che, evidentemente, non dava sufficienti garanzie di sicurezza. È confermato che l'operaio una volta salito in cima all'edificio attraverso la piattaforma è salito sul tetto e da lì è precipitato all'interno dell'azienda morendo un paio d'ore dopo il ricovero in ospedale - avvenuto domenica 16 agosto alle 15,40 - per le gravissime lesioni interne causate dall'impatto con il suolo. Tra l'altro, dopo la tragedia della Thyssen Group, l'allora governo Prodi estese le responsabilità sulle morti bianche. Sia riguardo all'addestramento del personale, sia alla committenza dei lavori specie quelli in sub-appalto. Nella legge vennero inserite le responsabilità amministrative delle società con l'eventualità che il giudice potesse disporre sequestri e pignoramenti dei beni della società per tutelare le vittime del lavoro. Non è un caso che la procura voglia capire bene le eventuali responsabilità dei singoli: dal presidente all'amministratore legale, dai responsabili della sicurezza ai capo-cantieri sino ai delegati della committenza.
Al momento diverse persone sono iscritte nel registro degli indagati con l'accusa di omicidio colposo e violazione delle norme antinfortunistica. E oltre alla presunte responsabilità dei vertici della Caf di Firenze (rappresentante legale e addetto alla sicurezza della cooperativa autotrasportatori fiorentini) - la ditta dove lavorava Gerardo Herman Carrasco Huanan, 53 anni, l'operaio deceduto dopo un volo di 7 metri dal tetto dello stabilimento - emergerebbero anche quelle della ditta committente: l'Oleificio Rocchi. Tra gli indagati ci sarebbe anche il responsabile della sicurezza dell'azienda olearia che, per gli inquirenti, avrebbe dovuto sorvegliare la corretta applicazione della normativa vigente. Non è un caso se i tecnici Asl, sentita la magistratura, hanno dato l'okay a proseguire e ultimare i lavori di copertura di parte dell'oleificio - il cui tetto in eternit doveva essere sostituito con del materiale isolante in lamiera - a condizione che venga modificato il modo di lavorare della cooperativa con la sistemazione di ponteggi anzichè l'uso della piattaforma semovente. Che, evidentemente, non dava sufficienti garanzie di sicurezza. È confermato che l'operaio una volta salito in cima all'edificio attraverso la piattaforma è salito sul tetto e da lì è precipitato all'interno dell'azienda morendo un paio d'ore dopo il ricovero in ospedale - avvenuto domenica 16 agosto alle 15,40 - per le gravissime lesioni interne causate dall'impatto con il suolo. Tra l'altro, dopo la tragedia della Thyssen Group, l'allora governo Prodi estese le responsabilità sulle morti bianche. Sia riguardo all'addestramento del personale, sia alla committenza dei lavori specie quelli in sub-appalto. Nella legge vennero inserite le responsabilità amministrative delle società con l'eventualità che il giudice potesse disporre sequestri e pignoramenti dei beni della società per tutelare le vittime del lavoro. Non è un caso che la procura voglia capire bene le eventuali responsabilità dei singoli: dal presidente all'amministratore legale, dai responsabili della sicurezza ai capo-cantieri sino ai delegati della committenza.
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