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Teatro amatoriale, è boom

Rossella Lucchesi
Teatro Giovani in scena
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Teatro Giovani in scena

Successo di pubblico per la prima della rassegna Amateatro tornata dopo 9 anni e ospitata dal teatro di S. Girolamo. Il presidente dell'associazione Amateatro, Emilio Micheletti, è orgoglioso di questa rinascita culturale. Regista e presidente onorario è Anna Fanucchi, un'icona del teatro lucchese e co-fondatrice insieme al marito Angelo ed al figlio Nicola, del Teatro Giovani, nato nel lontano 1978 grazie ad un gruppo di studenti guidati da esperti in campo teatrale. Denso di successi il curriculum di questa compagnia che il 6 settembre presenterà "Fool" di Neil Simon.

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LUCCA. Successo di pubblico per la prima della rassegna Amateatro tornata dopo 9 anni e ospitata dal teatro di S. Girolamo. Il presidente dell'associazione Amateatro, Emilio Micheletti, è orgoglioso di questa rinascita culturale. Regista e presidente onorario è Anna Fanucchi, un'icona del teatro lucchese e co-fondatrice insieme al marito Angelo ed al figlio Nicola, del Teatro Giovani, nato nel lontano 1978 grazie ad un gruppo di studenti guidati da esperti in campo teatrale. Denso di successi il curriculum di questa compagnia che il 6 settembre presenterà "Fool" di Neil Simon.

«Teatro Giovani si esibisce nelle principali rassegne amatoriali - dice Nicola Fanucchi, attore e regista -. In questi trent'anni nella nostra compagnia hanno gravitato 134 persone, di cui 90 attori, alcuni dei quali hanno avuto una brillante carriera. Oggi tra attori e tecnici contiamo una quindicina di elementi, studenti e lavoratori, per una fascia di età che spazia dai 19 ai 60 anni. Prestano frequentemente la loro professionalità per l'animazione e la conduzione di eventi culturali, concerti, spettacoli ed iniziative sociali e di solidarietà. Siamo orgogliosi del nostro lavoro che svolgiamo sempre con il massimo impegno, curando ogni minimo dettaglio e questo ci ha premiato con numerosi riconoscimenti. Il nostro principale scopo rimane la divulgazione della cultura senza antagonismi né rivalità alcuna, in quanto siamo fortemente convinti di svolgere un ruolo positivo in questa "deriva culturale" che ci ha resi schiavi di programmi televisivi che poco hanno a che fare con il senso vero della cultura. Il teatro dovrebbe ritrovare una dimensione popolare, essendo, sin dalle origini, espressione popolare. Per spronare maggiormente il pubblico a venire a teatro sarebbe necessario che si provvedesse intanto a ridimensionare i prezzi dei biglietti. Inoltre i continui tagli alla cultura non costituiscono certo un incentivo per le compagnie, spesso destinate a morire per assenza di risorse economiche».

Per un altro componente storico della compagnia, Ugo Manzini (dal 2000 ha fondato il Laboratorio Teatrale Art&danza Arabesque, una scuola di recitazione che prevede corsi triennali che hanno sfornato ottimi attori) gli applausi convinti del pubblico dimostrano che la professionalità è solida. Tanto che non mancano giovani lanciati verso il professionismo, con la frequenza di scuole di arte drammatica della capitale. «Sono oltre 300 le repliche dei nostri spettacoli in questi trenta anni ed è sempre un successo - dice Manzini -. Viviamo però in un mondo che tende a creare notorietà e non bravura; il teatro è solo un'operazione commerciale, mentre in giro vi sarebbero artisti straordinari che non riescono a raggiungere il successo».

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