Attenzione
DANNO BIOLOGICO
Crescono i risarcimentiper chi è vittima di lesioni al lavoro o sulla strada
Luca Tronchetti
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Aumentano i casi d’infortuni nel settore edilizia e nei sinistri stradaliAumentano le richieste di risarcimento del danno sia per quanto riguarda le lesioni micropermanenti (con invalidità inferiori al 9%), sia per le lesioni macropermanenti (sopra il 9%). Se da un lato sono leggermente diminuiti gli incidenti stradali, dall'altro salgono in modo esponenziale gli infortuni sul lavoro e quelli legati alla responsabilità professionale
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LUCCA. Aumentano le richieste di risarcimento del danno sia per quanto riguarda le lesioni micropermanenti (con invalidità inferiori al 9%), sia per le lesioni macropermanenti (sopra il 9%). Se da un lato sono leggermente diminuiti gli incidenti stradali - a causa dell'inasprimento delle norme del codice della strada - dall'altro salgono in modo esponenziale gli infortuni sul lavoro e quelli legati alla responsabilità professionale.
Nel primo caso l'aumento si riscontra nel settore dell'edilizia e della cantieristica, nel secondo nei casi di colpa medica. Sono state aggiornate di recente le tabelle per il risarcimento del danno biologico elaborate dal tribunale di Lucca. La rivalutazione, che avviene annualmente su base Istat, non tiene conto della decisione della Corte di Cassazione del novembre 2008 che stabilisce venga computato un singolo risarcimento comprendente anche i danni morali ed esistenziali. I giudici del tribunale di Lucca separano il danno biologico da quello morale che la sentenza della Cassazione definisce «danno non patrimoniale».
COMUNI STATE ATTENTI Comuni, Provincia, enti pubblici occhio ai risarcimenti. Crescono infatti i contenziosi tra i cittadini e la pubblica amministrazione in merito agli incidenti stradali con lesioni gravi o permanenti causati, ad esempio, dall'assenza di un guard-rail o dalla presenza di buche e dislivelli sull'asfalto.
Merito delle ultime sentenze della Cassazione che, nel caso di sinistro causato da assenza di manutenzione della strada, obbliga i tribunali e i giudici di pace all'inversione dell'onere della prova. Non è l'automobilista, il ciclista o il motociclista vittima del sinistro che deve dimostrare che l'incidente è riconducibile allo stato d'usura del manto asfaltico.
Ma il Comune, la Provincia o l'Anas che deve provare di aver fatto tutto il possibile - attraverso l'installazione di cartelli di pericolo o tramite una costante cura delle strade di competenza - per evitare quell'incidente. Non solo. Stando alle nuove norme introdotte nel codice della strada buona parte dei proventi delle multe per divieto di sosta, eccesso di velocità o altre infrazioni sarebbe destinata proprio alle manutenzione delle vie comunali.
I NUOVI RISARCIMENTI Sino al 2001 ogni tribunale gestiva le tabelle sia per le lesioni micropermanenti che per quelle macropermanenti in modo autonomo. E Lucca era ai primi posti come risarcimento del danno. Dal 5 marzo di quell'anno le lesioni inferiori al 9% d'invalidità sono state unificate in tutta Italia. Un risarcimento al ribasso con la conseguenza che la Lucchesia ha finito per essere penalizzata. E le cifre degli infortunati dimezzate.
TEMPI LUNGHI La gestione dei risarcimenti in via giudiziale sino al 2006 prevedeva circa 4 mesi, calcolati dal momento in cui l'infortunato era guarito, per definire la pratica e liquidare il soggetto. Due anni e mezzo fa con il risarcimento diretto la legge prevede 90 giorni dalla chiusura del sinistro. Ma in pratica i tre mesi non vengono mai rispettati. Perchè la compagnia assicurativa risarcisce il danno e lo fa rimborsare dal responsabile civile in tempi rapidi soltanto se la controparte si assume in toto la colpa. Altrimenti servono 6-7 almeno mesi. E spesso il risarcimento ricevuto è inferiore al danno subito. Visto che il sistema è decisamente peggiorato alcuni giudici di pace hanno sollevato dubbi di costituzionalità della norma.
Nel primo caso l'aumento si riscontra nel settore dell'edilizia e della cantieristica, nel secondo nei casi di colpa medica. Sono state aggiornate di recente le tabelle per il risarcimento del danno biologico elaborate dal tribunale di Lucca. La rivalutazione, che avviene annualmente su base Istat, non tiene conto della decisione della Corte di Cassazione del novembre 2008 che stabilisce venga computato un singolo risarcimento comprendente anche i danni morali ed esistenziali. I giudici del tribunale di Lucca separano il danno biologico da quello morale che la sentenza della Cassazione definisce «danno non patrimoniale».
COMUNI STATE ATTENTI Comuni, Provincia, enti pubblici occhio ai risarcimenti. Crescono infatti i contenziosi tra i cittadini e la pubblica amministrazione in merito agli incidenti stradali con lesioni gravi o permanenti causati, ad esempio, dall'assenza di un guard-rail o dalla presenza di buche e dislivelli sull'asfalto.
Merito delle ultime sentenze della Cassazione che, nel caso di sinistro causato da assenza di manutenzione della strada, obbliga i tribunali e i giudici di pace all'inversione dell'onere della prova. Non è l'automobilista, il ciclista o il motociclista vittima del sinistro che deve dimostrare che l'incidente è riconducibile allo stato d'usura del manto asfaltico.
Ma il Comune, la Provincia o l'Anas che deve provare di aver fatto tutto il possibile - attraverso l'installazione di cartelli di pericolo o tramite una costante cura delle strade di competenza - per evitare quell'incidente. Non solo. Stando alle nuove norme introdotte nel codice della strada buona parte dei proventi delle multe per divieto di sosta, eccesso di velocità o altre infrazioni sarebbe destinata proprio alle manutenzione delle vie comunali.
I NUOVI RISARCIMENTI Sino al 2001 ogni tribunale gestiva le tabelle sia per le lesioni micropermanenti che per quelle macropermanenti in modo autonomo. E Lucca era ai primi posti come risarcimento del danno. Dal 5 marzo di quell'anno le lesioni inferiori al 9% d'invalidità sono state unificate in tutta Italia. Un risarcimento al ribasso con la conseguenza che la Lucchesia ha finito per essere penalizzata. E le cifre degli infortunati dimezzate.
TEMPI LUNGHI La gestione dei risarcimenti in via giudiziale sino al 2006 prevedeva circa 4 mesi, calcolati dal momento in cui l'infortunato era guarito, per definire la pratica e liquidare il soggetto. Due anni e mezzo fa con il risarcimento diretto la legge prevede 90 giorni dalla chiusura del sinistro. Ma in pratica i tre mesi non vengono mai rispettati. Perchè la compagnia assicurativa risarcisce il danno e lo fa rimborsare dal responsabile civile in tempi rapidi soltanto se la controparte si assume in toto la colpa. Altrimenti servono 6-7 almeno mesi. E spesso il risarcimento ricevuto è inferiore al danno subito. Visto che il sistema è decisamente peggiorato alcuni giudici di pace hanno sollevato dubbi di costituzionalità della norma.
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