La manifestazione
LUCCA
Più soldi per Puccini
Matteo Tuccini
Servono più soldi per valorizzare l'arte di Giacomo Puccini e il suo legame con Lucca. Ma non solo. Servono idee e un progetto concreto per rendere finalmente Lucca "la città della musica", con il Maestro come fulcro di questa nuova immagine
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LUCCA. Servono più soldi per valorizzare l'arte di Giacomo Puccini e il suo legame con Lucca. Ma non solo. Servono idee e un progetto concreto per rendere finalmente Lucca "la città della musica", con il Maestro come fulcro di questa nuova immagine. Progetto che un contributo di 30mila euro - destinato dal Comune alla Fondazione Puccini - non può assolutamente sostenere. Così la pensano tecnici e politici sulle scarse risorse stanziate per la Fondazione.
E qualcuno invita nuovamente a ripensare l'ente, per renderlo finalmente la testa di ponte della ricerca e della promozione della musica pucciniana nel mondo.
«Puccini, assieme alle Mura e alla viabilità, rappresenta una delle priorità assolute per la nostra città - afferma Franco Fabbri, capogruppo di Forza Italia-Pdl in consiglio comunale - oltre a essere una figura dallo straordinario valore culturale, è uno strumento di conoscenza e promozione ineguagliabile del territorio. Il contributo dato dall'amministrazione comunale è un segnale molto contenuto: penso che in futuro si dovrà valutare un impegno maggiore. All'estero, per ora, continuano a dare un peso all'arte del Maestro superiore a quello che gli viene dato qui».
Fabbri, peraltro, rammenta che la maggioranza che governa la città «crede fermamente nella Fondazione come strumento per la valorizzazione del Maestro, anche attraverso un coordinamento territoriale che includa tutti i luoghi pucciniani. C'è bisogno, tuttavia, di un potenziamento delle attività e delle iniziative - penso alla riapertura della casa museo - possibili solo con maggiori risorse economiche. Anche da parte dei privati».
L'esponente azzurro infine invita a «lavorare sul progetto della Città della musica in maniera concreta. Puccini è, chiaramente, l'emblema di questa immagine; ma a lui si aggiungono Catalani, Boccherini e così via. Mi piacerebbe che ci fossero dei cartelloni all'ingresso della città, con cui si ricorda subito al visitatore, con una semplice scritta, la nostra natura musicale e artistica».
Per Francesco Colucci, direttore dell'Apt che aveva chiesto il ripensamento della Fondazione, è scontato tornare sull'argomento. «Dobbiamo rifondare l'ente - afferma Colucci - e garantirgli un obolo da parte di tutte le istituzioni pubbliche, gli enti privati e le associazioni pucciniane della provincia. Il Comune ha dato poco; gli altri, però, hanno dato meno. E i pochi mezzi a disposizione della Fondazione non sono certo un buon viatico per il rilancio della figura del Maestro».
Duro il commento del centrosinistra. «La scarsità di risorse equivale alla scarsità di idee - sostiene Cecilia Carmassi (Pd) - l'amministrazione comunale avanza a tentoni, senza una linea precisa. E così si vive alla giornata. Uno stanziamento di 30mila euro non credo possa garantire molto altro. Città della musica? Solo un proclama: il Comune si è persino dimenticato delle cattive condizioni in cui versa l'istituto Boccherini».
«Per comprendere la totale assenza di una strategia - continua Carmassi - basta fare un giro in città: ci sono ancora i totem che pubblicizzano la mostra su Puccini ormai chiusa. Un'opera di disinformazione nei confronti dei turisti davvero incredibile».
«Il paradosso - afferma Antonio Sichi (Rifondazione) - è che la giunta continua sostenere il ruolo strategico della Fondazione nel promuovere Puccini. Se si crede veramente che investire nella valorizzazione di Puccini, come delle Mura, sia il migliore veicolo promozionale per Lucca, bisogna crederci e iniziare veramente ad investirci soldi e professionalità, lasciando da parte gli annunci senza sostanza, che sanno tanto di spot e pochezza di idee».
E qualcuno invita nuovamente a ripensare l'ente, per renderlo finalmente la testa di ponte della ricerca e della promozione della musica pucciniana nel mondo.
«Puccini, assieme alle Mura e alla viabilità, rappresenta una delle priorità assolute per la nostra città - afferma Franco Fabbri, capogruppo di Forza Italia-Pdl in consiglio comunale - oltre a essere una figura dallo straordinario valore culturale, è uno strumento di conoscenza e promozione ineguagliabile del territorio. Il contributo dato dall'amministrazione comunale è un segnale molto contenuto: penso che in futuro si dovrà valutare un impegno maggiore. All'estero, per ora, continuano a dare un peso all'arte del Maestro superiore a quello che gli viene dato qui».
Fabbri, peraltro, rammenta che la maggioranza che governa la città «crede fermamente nella Fondazione come strumento per la valorizzazione del Maestro, anche attraverso un coordinamento territoriale che includa tutti i luoghi pucciniani. C'è bisogno, tuttavia, di un potenziamento delle attività e delle iniziative - penso alla riapertura della casa museo - possibili solo con maggiori risorse economiche. Anche da parte dei privati».
L'esponente azzurro infine invita a «lavorare sul progetto della Città della musica in maniera concreta. Puccini è, chiaramente, l'emblema di questa immagine; ma a lui si aggiungono Catalani, Boccherini e così via. Mi piacerebbe che ci fossero dei cartelloni all'ingresso della città, con cui si ricorda subito al visitatore, con una semplice scritta, la nostra natura musicale e artistica».
Per Francesco Colucci, direttore dell'Apt che aveva chiesto il ripensamento della Fondazione, è scontato tornare sull'argomento. «Dobbiamo rifondare l'ente - afferma Colucci - e garantirgli un obolo da parte di tutte le istituzioni pubbliche, gli enti privati e le associazioni pucciniane della provincia. Il Comune ha dato poco; gli altri, però, hanno dato meno. E i pochi mezzi a disposizione della Fondazione non sono certo un buon viatico per il rilancio della figura del Maestro».
Duro il commento del centrosinistra. «La scarsità di risorse equivale alla scarsità di idee - sostiene Cecilia Carmassi (Pd) - l'amministrazione comunale avanza a tentoni, senza una linea precisa. E così si vive alla giornata. Uno stanziamento di 30mila euro non credo possa garantire molto altro. Città della musica? Solo un proclama: il Comune si è persino dimenticato delle cattive condizioni in cui versa l'istituto Boccherini».
«Per comprendere la totale assenza di una strategia - continua Carmassi - basta fare un giro in città: ci sono ancora i totem che pubblicizzano la mostra su Puccini ormai chiusa. Un'opera di disinformazione nei confronti dei turisti davvero incredibile».
«Il paradosso - afferma Antonio Sichi (Rifondazione) - è che la giunta continua sostenere il ruolo strategico della Fondazione nel promuovere Puccini. Se si crede veramente che investire nella valorizzazione di Puccini, come delle Mura, sia il migliore veicolo promozionale per Lucca, bisogna crederci e iniziare veramente ad investirci soldi e professionalità, lasciando da parte gli annunci senza sostanza, che sanno tanto di spot e pochezza di idee».
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