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«Fate il processo allo sparatore»

Renzo Merciadri, l’omicida detenuto a S. Giorgio
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Renzo Merciadri, l’omicida detenuto a S. Giorgio

È ancora detenuto nel carcere di San Giorgio l'agricoltore di Torre che nel maggio scorso uccise con due colpi di fucile Pellegrino Bertei, 62 anni, di S. Vito, ex dipendente Enel, sposato e padre di tre figli, per motivi legati a un campo da coltivare

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LUCCA. È ancora detenuto nel carcere di San Giorgio l'agricoltore di Torre che nel maggio scorso uccise con due colpi di fucile Pellegrino Bertei, 62 anni, di S. Vito, ex dipendente Enel, sposato e padre di tre figli, per motivi legati a un campo da coltivare. E nei confronti di Renzo Merciadri, 76 anni, la procura della Repubblica si accinge a chiedere il giudizio immediato con l'accusa di omicidio volontario.
Infatti sono già state depositate le perizie conclusive medico legali e balistiche. E il pubblico ministero ha a disposizione tutti gli elementi per affrontare il dibattimento. Sia l'esame necroscopico eseguito dal dottor Stefano Pierotti sulla vittima dell'efferato delitto, sia la consulenza tecnica del perito balistico Vittorio Balzi sui bossoli e sulla distanza confermerebbero la tesi del pubblico ministero. Il pensionato ha ucciso con efferratezza e spregio della vita umana. Sparando un colpo di fucile, quello mortale, da distanza ravvicinata. Quando Bertei era a terra ferito al fianco sinistro. La perizia medico legale ha confermato che ad uccidere l'ex dipendente Enel è stato il secondo colpo. Sparato con freddezza da un fucile da caccia calibro 12 a palla. Di quelli utilizzati per la caccia al cinghiale. Un omicidio che trae origine dai dissidi prolungati sul modo di accudire i terreni di proprietà della famiglia Sodini-Barsanti di Camaiore dopo che per anni erano stati affidati ai fratelli Merciadri.

PERIZIA MEDICO LEGALE La ferita devastante dietro l'orecchio destro della vittima, compatibile con il colpo sparato a distanza ravvicinata (3-4 metri al massimo), è stata letale. Dall'autopsia emerge che la prima lesione, al fianco sinistro, avrebbe procurato al pensionato Enel una ferita grave, ma non mortale. Se Bertei fosse stato soccorso, trasportato in ospedale ed operato avrebbe avuto buone possibilità di caversela. La perezia medico legale non torna quindi con le dichiarazioni rese al pm dall'omicida. Che sosteneva di aver sparato due volte in rapida successione dalle scale di casa e quindi da oltre dieci metri di distanza.

PERIZIA BALISTICA Dai rilievi eseguiti il consulente balistico della procura afferma - attraverso la perizia sui bossoli rinvenuti vicino al cadavere, sulla distanza e sulla direzione di tiro - che il secondo colpo non è partito a bruciapelo, ma comunque a pochi metri dalla vittima. Distesa a terra e ormai inerme. Con lucida follia, accecato dall'ira e in preda ad un raptus, Merciadri non ha esitato a finire il mezzadro.

ARRESTI DOMICILIARI Detenuto da quasi 100 giorni a S. Giorgio i legali dell'imputato - avvocati Gianfelice Cesaretti e Susy Ragghianti - si stanno adoperando per cercare di ottenere per il loro assistito gli arresti domiciliari. La procura avrebbe dato parere favorevole. Ma ad oggi non ci sono strutture disposte ad ospitare il pensionato omicida. E l'ipotesi di affidarlo al fratello maggiore Valdo non pare percorribile.

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