Proteste
LUCCA
Salasso sui libri per la scuola
Nadia Davini
◗
Ragazzi sui banchi di scuola e sotto il classico Machiavelli in via degli AsiliLo studio è un diritto aperto a tutti. E l'istruzione pubblica, cioè statale, è gratuita. Sulla carta non fa una piega. Ma nei fatti la situazione è ben diversa. Tanto che le famiglie lucchesi dovranno affrontare una vera e propria stangata quando a settembre andranno a ritirare i testi scolastici
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LUCCA. Lo studio è un diritto aperto a tutti. E l'istruzione pubblica, cioè statale, è gratuita. Sulla carta non fa una piega.
Ma nei fatti la situazione è ben diversa. Tanto che le famiglie lucchesi dovranno affrontare una vera e propria stangata quando a settembre andranno a ritirare i testi scolastici.
Per studiare, infatti, non bastano buona volontà e passione. Anche dei libri proprio non si può fare a meno: e quando i manuali raggiungono i trecento euro di spesa complessiva (in diversi casi la cifra è maggiore) è facile capire come il bilancio familiare venga messo a dura prova.
I costi maggiori saranno per chi si iscrive al primo e al terzo anno della scuola superiore, e basta consultare le adozioni degli istituti lucchesi per rendersi conto che la spesa è superiore a quella fissata per legge.
A Lucca, infatti, nessuna scuola rispetta i limiti di spesa fissati dal ministero dell'istruzione con il decreto ministeriale 28/2008.
Solo l'Iti, l'Agrario e i professionali "M. Civitali" e "G. Giorgi" restano nei tetti massimi.
Il caso estremo è quello del liceo classico "N. Machiavelli". Il tetto di spesa massimo sarebbe di 320 euro per il primo anno e 370 per il terzo. Ma qui per studiare ne servono rispettivamente quattrocento e quasi cinquecento (489 euro nelle sezioni B e C, mentre nella A la cifra raggiunge i 394 euro).
Ufficialmente il costo dei libri adottati ammonta a 315 euro per la quarta ginnasio: dalla lista, però, sono esclusi i vocabolari di latino (83 euro) e greco (98 euro) e i diversi eserciziari segnalati solo come "testi consigliati", ma in realtà indispensabili.
Il risultato è che un primino costa complessivamente 581 euro. Il limite di spesa, insomma, viene rispettato solo formalmente, salvo poi inserire sotto la dicitura "consigliati" testi di fatto obbligatori. E nelle altre scuole il discorso non cambia: la prassi è consolidata ovunque.
Al liceo socio-psico pedagogico e delle scienze sociali i limiti sono osservati solo per il primo anno, ma vengono puntualmente dimenticati al terzo: 383 euro, contro i 300 previsti dalla legge.
Non va meglio per chi sceglie lo scientifico. Il massimo di spesa stabilito dal ministero di 305 euro per il primo anno e di 310 per il terzo, con deroga del 10 per cento per gli indirizzi sperimentali, c'è solo in apparenza.
Al "Vallisneri" solo l'ordinario è in regola (293 euro per la prima liceo e 283 per la terza).
Per le altre sezioni si sfora, considerando l'acquisto dei dizionari di latino e inglese, di almeno 100 euro, raggiungendo quasi i 400 euro di spesa in una sezione qualsiasi dell'autonomia scientifica o dell'autonomia linguistica.
Ai tecnici e ai professionali in genere si spende meno, ma i limiti, che variano dai 240 ai 310 euro a seconda dell'istituto scelto, vengono superati nella maggior parte dei casi.
Così all'Itc "Carrara" (307 euro in 1ª A Erica e 349 in 1ª A Igea, contro i 290 stabiliti dal decreto; al terzo anno, invece, si raggiungono i 430 euro per l'indirizzo Erica e 386 euro per Igea, ma la legge prevede una spesa di 280 euro), al geometri "Nottolini" e al "Pertini".
All'istituto professionale "G. Giorgi" i tetti massimi di spesa sono rispettati solo per il primo anno. Già al terzo ci se ne dimentica.
Ma nei fatti la situazione è ben diversa. Tanto che le famiglie lucchesi dovranno affrontare una vera e propria stangata quando a settembre andranno a ritirare i testi scolastici.
Per studiare, infatti, non bastano buona volontà e passione. Anche dei libri proprio non si può fare a meno: e quando i manuali raggiungono i trecento euro di spesa complessiva (in diversi casi la cifra è maggiore) è facile capire come il bilancio familiare venga messo a dura prova.
I costi maggiori saranno per chi si iscrive al primo e al terzo anno della scuola superiore, e basta consultare le adozioni degli istituti lucchesi per rendersi conto che la spesa è superiore a quella fissata per legge.
A Lucca, infatti, nessuna scuola rispetta i limiti di spesa fissati dal ministero dell'istruzione con il decreto ministeriale 28/2008.
Solo l'Iti, l'Agrario e i professionali "M. Civitali" e "G. Giorgi" restano nei tetti massimi.
Il caso estremo è quello del liceo classico "N. Machiavelli". Il tetto di spesa massimo sarebbe di 320 euro per il primo anno e 370 per il terzo. Ma qui per studiare ne servono rispettivamente quattrocento e quasi cinquecento (489 euro nelle sezioni B e C, mentre nella A la cifra raggiunge i 394 euro).
Ufficialmente il costo dei libri adottati ammonta a 315 euro per la quarta ginnasio: dalla lista, però, sono esclusi i vocabolari di latino (83 euro) e greco (98 euro) e i diversi eserciziari segnalati solo come "testi consigliati", ma in realtà indispensabili.
Il risultato è che un primino costa complessivamente 581 euro. Il limite di spesa, insomma, viene rispettato solo formalmente, salvo poi inserire sotto la dicitura "consigliati" testi di fatto obbligatori. E nelle altre scuole il discorso non cambia: la prassi è consolidata ovunque.
Al liceo socio-psico pedagogico e delle scienze sociali i limiti sono osservati solo per il primo anno, ma vengono puntualmente dimenticati al terzo: 383 euro, contro i 300 previsti dalla legge.
Non va meglio per chi sceglie lo scientifico. Il massimo di spesa stabilito dal ministero di 305 euro per il primo anno e di 310 per il terzo, con deroga del 10 per cento per gli indirizzi sperimentali, c'è solo in apparenza.
Al "Vallisneri" solo l'ordinario è in regola (293 euro per la prima liceo e 283 per la terza).
Per le altre sezioni si sfora, considerando l'acquisto dei dizionari di latino e inglese, di almeno 100 euro, raggiungendo quasi i 400 euro di spesa in una sezione qualsiasi dell'autonomia scientifica o dell'autonomia linguistica.
Ai tecnici e ai professionali in genere si spende meno, ma i limiti, che variano dai 240 ai 310 euro a seconda dell'istituto scelto, vengono superati nella maggior parte dei casi.
Così all'Itc "Carrara" (307 euro in 1ª A Erica e 349 in 1ª A Igea, contro i 290 stabiliti dal decreto; al terzo anno, invece, si raggiungono i 430 euro per l'indirizzo Erica e 386 euro per Igea, ma la legge prevede una spesa di 280 euro), al geometri "Nottolini" e al "Pertini".
All'istituto professionale "G. Giorgi" i tetti massimi di spesa sono rispettati solo per il primo anno. Già al terzo ci se ne dimentica.
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