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Più controlli sulle Mura

Più controlli sulle Mura

Maggiori controlli delle forze dell'ordine sul cerchio arborato. Di questo si è parlato nell'incontro tra il questore Francesco Santoro e il commissario all'Opera delle Mura Giulio Landucci, avvenuto a seguito dei vari episodi di vandalismo accaduti nell'ultima settimana.

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LUCCA. Maggiori controlli delle forze dell'ordine sul cerchio arborato. Di questo si è parlato nell'incontro tra il questore Francesco Santoro e il commissario all'Opera delle Mura Giulio Landucci, avvenuto a seguito dei vari episodi di vandalismo accaduti nell'ultima settimana.
Landucci, inoltre, non esclude l'installazione di un sistema di videosorveglianza sul monumento simbolo.

Commissario Landucci, l'uso delle telecamere per beccare sul fatto chi rovina i monumenti è argomento di discussione. Lei sembra favorevole.
«Non dico che sia la strada maestra. Però dobbiamo cominciare a riflettere su come si può fiaccare una tendenza che negli ultimi tempi è in aumento. E che provoca danni per la collettività».

Don Agostino Banducci si è lamentato: quella scritta sulla facciata di S. Michele costerà cara.
«Ha ragione. I marmi delle chiese, così come i mattoni storici sulle Mura, non possono essere ripuliti con procedure tradizionali. Si tratta di interventi accurati».

Che cosa ha chiesto al questore?
«Nei limiti del possibile, di incentivare i controlli e i giri di perlustrazione sulle Mura, soprattutto di notte. D'altra parte, d'estate abbiamo un flusso di persone, tra residenti e turisti, davvero impressionante. Oggi parliamo di vandali, ma le divise in giro servono anche a scoraggiare gli scippi».

Quindi servono le telecamere.
«Qualcosa dovremo fare. E io penso che la videosorveglianza sia una delle ipotesi in campo».
M.T.
LE PENE PER I VANDALI
Carcere e multe di 3mila euro

Le norme contenute nel pacchetto sicurezza approvato dal Parlamento, ed entrate in vigore l'8 agosto, inaspriscono le pene contro chi si rende responsabile di atti vandalici, soprattutto se fatti contro edifici o monumenti di interesse storico.
Oggi, infatti, chi viene ritenuto colpevole di questo tipo di reato rischia il carcere da un minimo di 3 mesi a un massimo di 1 anno, e multe da mille ai 3mila euro. Fino all'altroieri, invece, il massimo della pena che il vandalo poteva vedersi inflitta era di 6 mesi di reclusione e di 1.000 euro di multa.
Il guaio è che per applicare questo tipo di pena bisogna cogliere sul fatto il malfattore. E senza l'utilizzo di un sistema di videosorveglianza, diventa difficile affidarsi alle segnalazioni e alle testimonianze di altri. Su questo e altri temi, tra l'altro, si è tenuta una riunione di aggiornamento al comando di polizia municipale.

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