La manifestazione
Il carcere cade a pezzi
◗
Il carcere di San GiorgioL'assessore al sociale Angelo Monticelli è stato in visita al carcere di S. Giorgio. La direttrice ha annunciato che lo sciopero dei detenuti, in atto da qualche giorno, era stato sospeso
3 MINUTI DI LETTURA
LUCCA. L'assessore al sociale Angelo Monticelli è stato in visita al carcere di S. Giorgio. La direttrice ha annunciato che lo sciopero dei detenuti, in atto da qualche giorno, era stato sospeso. Sono state rilevate situazioni critiche: tante ali sono chiuse e gli spazi vivibili sono ridotti; la sala colloqui, luogo di incontro tra i detenuti e le famiglie, interdetta perché inagibile, è oggi riaperta solo grazie a puntellature di sicurezza. Altre carenze strutturali si rilevano nelle zone destinate al servizio sanitario, e in particolare l'ambulatorio è privo dei servizi igienici essenziali e manca un locale da riservare alle degenze per malattie infettive e non. A questo si aggiungono le carenze igieniche dei reparti detentivi, delle camere, dei corridoi, dei luoghi di incontro, i ridotti spazi a verde inagibili.
Con l'assessore Monticelli è stato inoltre affrontato il tema del lavoro. La direzione del carcere ha chiesto la predisposizione di corsi di formazione interni e la riattivazione di progetti di impegno di forza lavoro attraverso le borse-lavoro o i tirocini formativi.
Al Comune è stato chiesto di farsi portavoce con gli altri enti locali affinché attivino progetti finalizzati al tema del lavoro e a tutte le problematiche vecchie e nuove che interagiscono nel carcere.
L'assessore Monticelli ha recepito le varie istanze e ha assicurato l'impegno del Comune anche negli organismi specifici esistenti, come l'Osservatorio del carcere e il protocollo d'intesa, affinché tutti si facciano carico delle priorità e delle emergenze esistenti nel carcere. Ha anche preso l'impegno di proporre iniziative artistiche, messe in atto dal settore sociale, da ospitarsi all'interno del carcere, per cercare di ridurre la distanza tra detenuti e cittadini. Si è infine ripromesso di fare ogni sforzo, in occasione del Settembre Lucchese, per far sì che anche i carcerati possano vivere lo spirito che anima le festività settembrine.
Intanto Governare Lucca dice che è inutile illudersi: «È sbagliato pensare che il problema possa essere risolto velocemente, con la costruzione del nuovo carcere, come hanno sostenuto alcuni politici locali, che evidentemente non sanno che il Piano delle carceri, nonostante gli annunci (sette volte, quest'anno) di una sua rapida approvazione in consiglio dei ministri non è stato ancora varato perché mancano i soldi che si cerca di reperire col coinvolgimento di privati».
Governare Lucca ricorda che a suo tempo era stata respinta soprattutto l'idea che si potesse realizzare un carcere di massima sicurezza, con rischio di insediamenti malavitosi. Ora però il Comune e gli altri enti locali potrebbero fare qualcosa di più: «Forzando le resistenze burocratiche, l'assessore al sociale del Comune, insieme al suo omologo della Provincia, potrebbero dare il loro contributo, operativo e finanziario, sulla base del principio di sussidiarietà, per risolvere i problemi dell'emergenza igienica».
Con l'assessore Monticelli è stato inoltre affrontato il tema del lavoro. La direzione del carcere ha chiesto la predisposizione di corsi di formazione interni e la riattivazione di progetti di impegno di forza lavoro attraverso le borse-lavoro o i tirocini formativi.
Al Comune è stato chiesto di farsi portavoce con gli altri enti locali affinché attivino progetti finalizzati al tema del lavoro e a tutte le problematiche vecchie e nuove che interagiscono nel carcere.
L'assessore Monticelli ha recepito le varie istanze e ha assicurato l'impegno del Comune anche negli organismi specifici esistenti, come l'Osservatorio del carcere e il protocollo d'intesa, affinché tutti si facciano carico delle priorità e delle emergenze esistenti nel carcere. Ha anche preso l'impegno di proporre iniziative artistiche, messe in atto dal settore sociale, da ospitarsi all'interno del carcere, per cercare di ridurre la distanza tra detenuti e cittadini. Si è infine ripromesso di fare ogni sforzo, in occasione del Settembre Lucchese, per far sì che anche i carcerati possano vivere lo spirito che anima le festività settembrine.
Intanto Governare Lucca dice che è inutile illudersi: «È sbagliato pensare che il problema possa essere risolto velocemente, con la costruzione del nuovo carcere, come hanno sostenuto alcuni politici locali, che evidentemente non sanno che il Piano delle carceri, nonostante gli annunci (sette volte, quest'anno) di una sua rapida approvazione in consiglio dei ministri non è stato ancora varato perché mancano i soldi che si cerca di reperire col coinvolgimento di privati».
Governare Lucca ricorda che a suo tempo era stata respinta soprattutto l'idea che si potesse realizzare un carcere di massima sicurezza, con rischio di insediamenti malavitosi. Ora però il Comune e gli altri enti locali potrebbero fare qualcosa di più: «Forzando le resistenze burocratiche, l'assessore al sociale del Comune, insieme al suo omologo della Provincia, potrebbero dare il loro contributo, operativo e finanziario, sulla base del principio di sussidiarietà, per risolvere i problemi dell'emergenza igienica».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
