Il Tirreno

Lucca

Mura, non si fermail ballo dei turisti lungo lo strapiombo

Matteo Tuccini
<strong>VANDALI.</strong> Una scritta su un muretto al baluardo S. Regolo
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VANDALI. Una scritta su un muretto al baluardo S. Regolo

Continuano a saltellare e a dondolarsi sui parapetti, come se fossero degli angeli dotati di ali. Che a quanto pare, però, non sanno leggere: perché cartelli in tutte le lingue ricordano loro a ogni angolo i rischi che corrono

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LUCCA. Continuano a saltellare e a dondolarsi sui parapetti, come se fossero degli angeli dotati di ali. Che a quanto pare, però, non sanno leggere: perché cartelli in tutte le lingue ricordano loro a ogni angolo i rischi che corrono. Come accade per i bivacchi davanti alle chiese e il via vai di mezzi nella Ztl, molti si fanno beffe delle ordinanze comunali e dei regolamenti, quasi certi dell'impunità. E le norme hanno lo stesso effetto delle grida manzoniane, restando inosservate. Sulle Mura sono soprattutto i turisti, in particolare bambini, che non riescono a rinunciare alla pericolosissima ebbrezza di camminare a due passi dal vuoto. E rischiano sulla loro pelle un volo di una decina di metri. Pressoché pari a zero poi la sensibilità per i mattoni del Cinquecento e l'erba, rovinati dal calpestio. Per una martellata a un pezzo di granito in Sardegna venne giù il mondo: sulle Mura c'è chi si porta a casa statue e mattoni e altri arredi, chi fa danni, ma nessuno interviene.

I RISCHI
I visitatori intanto continuano a ignorare il divieto di camminare sui parapetti. Bambini e ragazzi si divertono correndo sul filo del rasoio, spesso lontani dagli sguardi dei genitori. Anche quando il cronista fa notare cartelli, rischi, pericolo, sanzioni e danni gli stranieri annuiscono e non modificano di un centimetro il loro comportamento.

SANZIONI
Le multe per chi "sgarra" sono previste dal regolamento dell'Opera delle Mura: chi monta sui parapetti (sia interni che esterni) deve pagare una sanzione di 150 euro. Ad oggi, tuttavia, non si hanno notizie di sanzioni.

SPORCIZIA
Il cerchio arborato non è decisamente il regno del pulito, né del decoro. Basta salire in uno dei tanti punti di accesso al monumento, al S. Regolo, e la prima immagine che si para davanti è quella di un cane che fa i suoi bisogni. Per fortuna la padrona ha il suo bravo sacchettino, e provvede immediatamente a togliere il regalino dal terreno. A giudicare dal resto dal paesaggio, però, siamo in presenza di una mosca bianca, anche per quanto riguarda il guinzaglio.
Qualche metro in avanti ed ecco che, quasi in mezzo al prato del baluardo, compare un escremento umano, con qualche fazzoletto sopra come patetico velo. Il disgusto, peraltro, non è certo attenuato dalle scritte che impestano i muretti di contorno. Gli escrementi, purtroppo, abbondano. E con loro le scritte. Il muro della casermetta S. Colombano, sede del Centro studi Puccini, è insozzato da messaggi verbali - in alto - e fisici, di volatili - in basso. E sono parecchi anche i residui dei visitatori che si gustano un gelato o una sigaretta seduti sulle panchine e sui prati, e non hanno il buon cuore di farsi qualche passo a piedi per gettare bicchierini, cartine e cannucce nei cestini. Che sono pochi: per trovarne tre bisogna fare quasi mezza cinta, dal baluardo S. Regolo fino al S. Donato. Ma la carenza non giustifica la pessima abitudine della cartaccia gettata per terra. Proprio nell'area a verde che sta sulla sommità del S. Donato il panorama è peggiore: sacchetti abbandonati, panchine sporcate da pennarelli, pacchetti di sigarette e bottigliette in mezzo al verde. Nessuno vede e quindi il maleducato può fare come gli pare.

CANTIERE APERTO
Sul baluardo S. Paolino sono stati avviati dei lavori di riqualificazione. Viene da chiedersi, tuttavia, come mai il cantiere sia aperto e accessibile. Chiunque può entrare e sistemarsi su una montagnetta di terra, magari dando uno sguardo al povero monumento a Catalani, ancora imbrattato da una scritta enorme.

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