Sicurezza
Droga, raffica di arresti tra Lucca, Pisa e Torino
Per trasportare gli stupefacenti in Italia, utilizzavano come corrieri donne di colore incensurate che facevano viaggiare in aereo con i figli per fornire agli agenti un 'quadro familiare' non sospettabile. Era questo il metodo messo a punto dall'organizzazione di trafficanti sgominata dai carabinieri di Lucca. L'inchiesta ha portato all'emissione di 12 misure cautelari in carcere, di cui 10 eseguite oggi, tra Lucca, Pisa e Torino, mentre altri due destinatari sono riusciti a fuggire
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Maxioperazione dei carabinieri di Lucca contro un'organizzazione criminale dedita al traffico internazionale di sostanze stupefacenti nelle province di Lucca, Pisa e Torino. Arrestati diversi cittadini senegalesi (ma ci sarebbe anche un pisano), che sfruttando consolidati rapporti con connazionali dimoranti in Olanda, Belgio, Spagna e Francia, gestivano un grosso traffico di droga che dall'estero giungeva nel capoluogo piemontese, per poi essere smistata in Toscana ed in Emilia Romagna, alimentando il commercio illegale di cocaina, eroina e marijuana tra i frequentatori di locali e circoli di intrattenimento.
Per trasportare gli stupefacenti in Italia, utilizzavano come corrieri donne di colore incensurate che facevano viaggiare in aereo con i figli per fornire agli agenti un 'quadro familiare' non sospettabile. Era questo il metodo messo a punto dall'organizzazione. L'inchiesta ha portato alla emissione di 12 misure cautelari in carcere, di cui 10 eseguite oggi, tra Lucca, Pisa e Torino, mentre altri due destinatari sono riusciti a fuggire.
Complessivamente, dal suo inizio nell'estate 2008, l'inchiesta, battezzata 'Black Eagle', ha portato in carcere 23 persone tra cui diversi cittadini senegalesi, oltre a italiani e albanesi. Per eseguire le dodici misure cautelari sono stati impegnati quasi cento uomini e varie unità cinofile oltre ad un elicottero.
L'indagine era cominciata quando i carabineri avevano notato nel quartiere di San Concordio, a Lucca, un senegalese che teneva un tenore di vita molto alto. Da qui, dopo aver appurato che l'uomo spacciava droga, i carabinieri hanno ricostruito la mappa dell'organizzazione che importava eroina, cocaina e marijuana sfruttando i legami con altri gruppi in Olanda, Belgio, Spagna e Francia. Lo stupefacente arrivava a Torino dal Nord-Europa e da lì in Toscana.
Nel corso dell'operazione sono stati sequestrati oltre 4 chili di varie sostanze stupefacenti e una pistola calibro 7,65.
Per trasportare gli stupefacenti in Italia, utilizzavano come corrieri donne di colore incensurate che facevano viaggiare in aereo con i figli per fornire agli agenti un 'quadro familiare' non sospettabile. Era questo il metodo messo a punto dall'organizzazione. L'inchiesta ha portato alla emissione di 12 misure cautelari in carcere, di cui 10 eseguite oggi, tra Lucca, Pisa e Torino, mentre altri due destinatari sono riusciti a fuggire.
Complessivamente, dal suo inizio nell'estate 2008, l'inchiesta, battezzata 'Black Eagle', ha portato in carcere 23 persone tra cui diversi cittadini senegalesi, oltre a italiani e albanesi. Per eseguire le dodici misure cautelari sono stati impegnati quasi cento uomini e varie unità cinofile oltre ad un elicottero.
L'indagine era cominciata quando i carabineri avevano notato nel quartiere di San Concordio, a Lucca, un senegalese che teneva un tenore di vita molto alto. Da qui, dopo aver appurato che l'uomo spacciava droga, i carabinieri hanno ricostruito la mappa dell'organizzazione che importava eroina, cocaina e marijuana sfruttando i legami con altri gruppi in Olanda, Belgio, Spagna e Francia. Lo stupefacente arrivava a Torino dal Nord-Europa e da lì in Toscana.
Nel corso dell'operazione sono stati sequestrati oltre 4 chili di varie sostanze stupefacenti e una pistola calibro 7,65.
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