Attenzione
Lucca
Via i piani norma, costruire sarà più facile
Ilaria Bonuccelli
◗
Il sindaco Mauro Favilla che ha anche la delega all’urbanisticaCon le nuove norme, molti piani attuativi potranno essere bloccati, ma altri potranno trasformarsi in semplici concessioni
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LUCCA. I pareri pro-veritate richiesti dal Comune parlano chiaro: non tutti i piani attuativi in attesa di adozione o di approvazione possono essere portati avanti. Questo, però - assicura il sindaco, Mauro Favilla - non significa che l'edilizia verrà bloccata: molti interventi per i quali oggi sono richiesti piani attuativi potranno essere autorizzati senza doppio passaggio in consiglio comunale.
Le operazioni immobiliari possono essere autorizzate con il rilascio di un permesso a costruire "in convenzione", in modo da salvaguardare le opere pubbliche a carico dei privati concordate con il Comune.
Tutti questi argomenti, però, saranno affrontati a settembre. E se molti aspetti delle nuove procedure urbanistiche devono ancora essere chiariti, secondo Favilla ce n'è uno che è già evidente: chi ha presentato i piani attuativi mai esaminati o in attesa di approvazione definitiva (anche da anni) non potrà chiedere i danni al Comune. Non ne avrà il tempo: le risposte (una volta tanto) saranno più rapide.
Sindaco, perché è stato deciso di rimandare a settembre l'esame di 6 piani attuativi in sospeso da anni?
«Perché l'ultimo consiglio comunale prima delle ferie è fissato per domani. Era inutile tenere questi argomenti all'ordine del giorno. Così abbiamo rimandato le pratiche agli uffici».
Con quali motivazioni?
«Semplice: alla luce delle nuove normative entrate in vigore, a cominciare da quelle sulla valutazione ambientale strategica, dobbiamo definire quali piani possono andare avanti e quali no. Al riguardo abbiamo pareri pro-veritate che indicano le procedure da seguire, i criteri di valutazione su cui gli uffici comunali vogliono effettuare qualche approfondimento. La sostanza, comunque, è che con questi criteri possiamo decidere, già a settembre, quali piani attuativi sono ammissibili così come sono e quali, invece, dovranno rispondere ai nuovi parametri, anche del regolamento urbanistico revisionato».
Questo, però, potrebbe far rischiare il Comune: un ulteriore stop all'edilizia, potrebbe portare qualche imprenditore, in attesa da anni, a chiedere i danni.
«Non credo che questo possa accadere. Infatti, il privato che si senta leso in qualche diritto deve prima chiedere la messa in mora dell'amministrazione inadempiente. Prima che il termine della messa in mora scada, noi avremo preso una decisione sui piani: quali far andare avanti e quali fermare. I privati avranno una risposta - un sì o un no all'operazione immobiliare - prima di poter chiedere il risarcimento. A quel punto, con una risposta in mano, potranno adire alle vie legali, ma solo in sede amministrativa: con un ricorso al Tar. A quel punto se il ricorso verrà accolto, il piano sarà approvato; se, invece, verrà respinto, verrà confermato il diniego».
In base ai nuovi criteri di valutazione, però, molti piani potrebbero essere bloccati.
«Non è proprio così. Gli architetti che stanno rivedendo il regolamento urbanistico stanno rivedendo alcune indicazioni di base. L'indirizzo è di eliminare i piani norma, un'invenzione di Lucca, e di regolamentare le operazioni immobiliari più complesse con i piani attuativi. Ma molte operazioni immobiliari per le quali oggi sono richiesti piani attuativi, potranno essere realizzate, a loro volta, con il rilascio di permessi a costruire "in convenzione". Soprattutto in caso di ristrutturazioni di edifici esistenti».
Se i permessi a costruire possono sostituire i piani attuativi, che cosa succede delle opere di valenza pubblica collegate alle operazioni immobiliari?
«Sono salvaguardate senza problemi, visto che sono previsti i permessi a costruire in convenzione, che vincolano i privati a realizzare il parcheggio o l'area verde previsti in origine nel piano attuativo. Quindi in queste nuove norme e procedure, non c'è nulla di punitivo, ma solo la volontà di mettere ordine e di far coincidere i nostri strumenti di governo del territorio con la legge regionale sull'urbanistica».
Le operazioni immobiliari possono essere autorizzate con il rilascio di un permesso a costruire "in convenzione", in modo da salvaguardare le opere pubbliche a carico dei privati concordate con il Comune.
Tutti questi argomenti, però, saranno affrontati a settembre. E se molti aspetti delle nuove procedure urbanistiche devono ancora essere chiariti, secondo Favilla ce n'è uno che è già evidente: chi ha presentato i piani attuativi mai esaminati o in attesa di approvazione definitiva (anche da anni) non potrà chiedere i danni al Comune. Non ne avrà il tempo: le risposte (una volta tanto) saranno più rapide.
Sindaco, perché è stato deciso di rimandare a settembre l'esame di 6 piani attuativi in sospeso da anni?
«Perché l'ultimo consiglio comunale prima delle ferie è fissato per domani. Era inutile tenere questi argomenti all'ordine del giorno. Così abbiamo rimandato le pratiche agli uffici».
Con quali motivazioni?
«Semplice: alla luce delle nuove normative entrate in vigore, a cominciare da quelle sulla valutazione ambientale strategica, dobbiamo definire quali piani possono andare avanti e quali no. Al riguardo abbiamo pareri pro-veritate che indicano le procedure da seguire, i criteri di valutazione su cui gli uffici comunali vogliono effettuare qualche approfondimento. La sostanza, comunque, è che con questi criteri possiamo decidere, già a settembre, quali piani attuativi sono ammissibili così come sono e quali, invece, dovranno rispondere ai nuovi parametri, anche del regolamento urbanistico revisionato».
Questo, però, potrebbe far rischiare il Comune: un ulteriore stop all'edilizia, potrebbe portare qualche imprenditore, in attesa da anni, a chiedere i danni.
«Non credo che questo possa accadere. Infatti, il privato che si senta leso in qualche diritto deve prima chiedere la messa in mora dell'amministrazione inadempiente. Prima che il termine della messa in mora scada, noi avremo preso una decisione sui piani: quali far andare avanti e quali fermare. I privati avranno una risposta - un sì o un no all'operazione immobiliare - prima di poter chiedere il risarcimento. A quel punto, con una risposta in mano, potranno adire alle vie legali, ma solo in sede amministrativa: con un ricorso al Tar. A quel punto se il ricorso verrà accolto, il piano sarà approvato; se, invece, verrà respinto, verrà confermato il diniego».
In base ai nuovi criteri di valutazione, però, molti piani potrebbero essere bloccati.
«Non è proprio così. Gli architetti che stanno rivedendo il regolamento urbanistico stanno rivedendo alcune indicazioni di base. L'indirizzo è di eliminare i piani norma, un'invenzione di Lucca, e di regolamentare le operazioni immobiliari più complesse con i piani attuativi. Ma molte operazioni immobiliari per le quali oggi sono richiesti piani attuativi, potranno essere realizzate, a loro volta, con il rilascio di permessi a costruire "in convenzione". Soprattutto in caso di ristrutturazioni di edifici esistenti».
Se i permessi a costruire possono sostituire i piani attuativi, che cosa succede delle opere di valenza pubblica collegate alle operazioni immobiliari?
«Sono salvaguardate senza problemi, visto che sono previsti i permessi a costruire in convenzione, che vincolano i privati a realizzare il parcheggio o l'area verde previsti in origine nel piano attuativo. Quindi in queste nuove norme e procedure, non c'è nulla di punitivo, ma solo la volontà di mettere ordine e di far coincidere i nostri strumenti di governo del territorio con la legge regionale sull'urbanistica».
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