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Gratis l'ingresso alla Fanciullanella piazza

Una rappresentazione della Fanciulla
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Una rappresentazione della Fanciulla

Handt all'attacco «L'opera non è un concerto rock, si poteva allestire meglio a costi più ragionevoli»

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LUCCA. Ci sarà La Fanciulla del West sotto forma di concerto in piazza Napoleone mercoledì sera alle 21,30. E come annunciato dal teatro del Giglio e dal Comune, l'evento sarà a ingresso gratuito, anche se i costi - 177mila euro - sono coperti solo in parte: 25mila euro dalla Fondazione Banca del Monte e 5mila euro dallo stesso presidente del teatro, Aldo Casali. Ma gli esperti di musica, come il maestro Herbert Handt, considerano questa operazione «un'offesa al Maestro».
Di questo allestimento a cielo aperto il sindaco parlava già l'anno scorso, durante le celebrazioni per il 150º anniversario della nascita di Giacomo Puccini. La location, però, era diversa: il cortile degli Svizzeri. E anche la produzione: si ipotizzava una collaborazione con il festival Puccini di Torre del Lago che, invece, metterà questa opera in cartellone il prossimo anno, quando si festeggerà il centenario del debutto, avvenuto il 10 dicembre 1910 al Metropolitan di New York. Lucca, invece, anticipa con un concerto diretto dal maestro Elio Boncompagni (direttore artistico del Giglio). Nei ruoli da protagonista ci saranno il soprano portoghese Elisabete Matos (Minnie), il baritono Carlo Guelfi (lo sceriffo Jack Rance) e il tenore georgiano Badri Maisuradze. Orchestra e coro saranno quelli del Maggio musicale fiorentino.
Ma l'ipotesi non piace ad Herbert Handt, presidente onorario dell'Associazione musicale Lucchese: «Lucca - esordisce - non ha un teatro con una capienza di almeno 1500 posti, però allo stesso tempo, ha spazi teatrali molto adatti a spettacoli all'aperto e con un'acustica uguale se non migliore di quella del Giglio. Non capisco perché con i tempi organizzativi disponibili agli amministratori non sia stato possibile ideare qualcosa di particolare ad un costo ragionevole. Una semplice idea sarebbe stata di interpellare ad esempio i maggiori teatri del mondo per portare un proprio allestimento operistico di Puccini. Giacché la prima esecuzione della Fanciulla del West è avvenuta nel Metropolitan Opera di New York nel 1910, non si poteva fare un accordo o una coproduzione con il Metropolitan?». Lo stesso - secondo Handt - si poteva dire per «la Scala, che ha visto la prima esecuzione di Turandot nel 1925. Sono sicuro che i teatri come il Covent Garden di Londra, lo Staatsoper di Vienna, lo Staatsoper di Berlino e tanti altri sarebbero stati lieti di collaborare ad un'iniziativa di questo genere. Poi, è mai venuto in mente ai vari amministratori e direttori artistici la necessità di presentare Puccini nell'ambito dei suoi contemporanei, così facendo conoscere un altro aspetto della sua creatività? Invece mi sembra che siamo in attesa dell'ultima offesa al povero Puccini: si è deciso di allestire in piazza Grande come un concerto rock l'opera La Fanciulla del West, non in forma scenica ma in forma di concerto. Si sa invece che Puccini prima di poter scrivere la musica delle proprie opere doveva visualizzare le varie scene fino nei più piccoli dettagli. Allora per quale motivo questi organizzatori locali pensano di fare un piacere a Puccini e agli amanti della sua musica, presentando quest'opera in un modo diverso da come il Maestro l'ha concepita e creata?».

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