La manifestazione
Lavori o vendita, ci sarà la gara
Ilaria Bonuccelli
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Sopra il sindaco Mauro Favilla e a fianco lo stadio Porta Elisa che sarà al centro di un’opera di ristrutturazione e di recupero di spazi per negozi e uffici sotto le attuali tribuneLa gara d'appalto ci sarà. Per realizzare i lavori al Porta Elisa. O per vendere, al migliore offerente, il vecchio stadio. In attesa di ragionare su quello nuovo, a San Donato o anche in un'altra area del territorio. Per definire le procedure che porteranno alla ristrutturazione (o alla vendita) del Porta Elisa, il sindaco Favilla annuncia che oggi si insedia una commissione tecnica appena nominata
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LUCCA. La gara d'appalto ci sarà. Per realizzare i lavori al Porta Elisa. O per vendere, al migliore offerente, il vecchio stadio. In attesa di ragionare su quello nuovo, a San Donato o anche in un'altra area del territorio. Per definire le procedure che porteranno alla ristrutturazione (o alla vendita) del Porta Elisa, il sindaco Favilla annuncia che oggi si insedia una commissione tecnica appena nominata.
Di questo organismo faranno parte addetti ai lavori: un ex magistrato in pensione (o un avvocato di grande esperienza amministrativa), la responsabile dei contratti di palazzo Orsetti, Maria Carla Giambastiani e qualche politico. Tutti al lavoro per definire, entro settembre, quale strada percorrere per assegnare il recupero del Porta Elisa, prima di arrivare ad approvare la variante urbanistica che consentirà anche la realizzazione di negozi sotto le tribune e, probabilmente, anche un posteggio interrato.
Sindaco, ora che il Comune ha deciso il futuro dello stadio, si pone un altro problema: com'è possibile assegnare, senza una gara d'appalto, alle società immobiliari proprietarie della Lucchese i lavori di recupero dello stadio che è una struttura pubblica?
«E chi ha mai detto che i lavori verranno assegnati senza una gara d'appalto? Ho appena nominato una commissione che dovrà risolvere i problemi di procedura per arrivare ad assegnare i lavori. Sarà una commissione composta da tecnici, esperti in materia. Fra l'altro è bene ricordarsi che i lavori al Porta Elisa non hanno un valore definitivo».
Che cosa significa che i lavori al Porta Elisa non hanno un carattere definitivo?
«Proprio questo: non solo la soluzione definitiva. Esiste una differenza fra la relazione della giunta sullo stadio e l'ordine del giorno approvato dal consiglio comunale: nell'ordine del giorno si parla di interventi al Porta Elisa che non hanno carattere definitivo, ultimativo. Si tratta di lavori di minima (per raggiungere una capienza maggiore dell'attuale) necessari anche a garantire un sostegno economico alla Lucchese per un certo numero di anni. Questo in attesa di una soluzione più radicale».
Quale sarebbe la soluzione più radicale?
«La costruzione di un nuovo stadio. A San Donato, se possibile. Oppure in un'area nuova, se non si risolvono problemi di natura legale oltre che urbanistica a San Donato. I lavori al Porta Elisa ci servono a guadagnare tempo per arrivare a questo».
Il problema di fondo, però, resta sempre lo stesso: come si individua chi realizza i lavori di minima e poi chi costruirà il nuovo stadio?
«Le forme possibili sono diverse. Io ne ho individuate quattro, ma magari ce ne sono altre. Sarà la commissione a valutare la migliore, quella che ci fa raggiungere il risultato più interessante per l'interesse pubblico, nel massimo rispetto delle leggi vigenti».
La commissione, dunque, indicherà la soluzione migliore. Ma lei quali proposte ha avanzato?
«Ad esempio ho ipotizzato una forma di vendita o di cessione del diritto di superficie dell'area dove devono sorgere i negozi. Attraverso una perizia si dovrà stabilire il valore e quindi fissare il prezzo di vendita o di cessione del diritto di superficie: una parte della somma dovrà andare al Comune e una parte sarà destinata alla società proprietaria della Lucchese. È ovvio che l'appalto è aperto e lo vince il migliore offerente. Ma ci può essere anche un'alternativa».
Quale alternativa?
«Possiamo anche decidere che chi vince la gara per avere lo stadio, poi gestisce anche la Lucchese. In questo caso, però, dovremmo avere garanzie sulla solidità del soggetto».
Entro quando si saprà qualche cosa di più preciso?
«Entro l'inizio di settembre. La commissione sarà al lavoro d'agosto, in modo che prima di arrivare alla variante urbanistica per i lavori al Porta Elisa sia già stata precisata la procedura per l'appalto. Non si può escludere, ad esempio, neppure il ricorso a forme di contrattazione diretta con l'attuale società, sempre che siano compatibili con le norme vigenti. Sono, comunque, i tecnici che devono valutare le soluzioni tecniche, anche se a mio avviso vale il principio che un'operazione è giusta quando il prezzo è equo. Quando, in sostanza, riusciamo a ottenere un risultato pubblico importante e non si va solo verso la speculazione privata».
Di questo organismo faranno parte addetti ai lavori: un ex magistrato in pensione (o un avvocato di grande esperienza amministrativa), la responsabile dei contratti di palazzo Orsetti, Maria Carla Giambastiani e qualche politico. Tutti al lavoro per definire, entro settembre, quale strada percorrere per assegnare il recupero del Porta Elisa, prima di arrivare ad approvare la variante urbanistica che consentirà anche la realizzazione di negozi sotto le tribune e, probabilmente, anche un posteggio interrato.
Sindaco, ora che il Comune ha deciso il futuro dello stadio, si pone un altro problema: com'è possibile assegnare, senza una gara d'appalto, alle società immobiliari proprietarie della Lucchese i lavori di recupero dello stadio che è una struttura pubblica?
«E chi ha mai detto che i lavori verranno assegnati senza una gara d'appalto? Ho appena nominato una commissione che dovrà risolvere i problemi di procedura per arrivare ad assegnare i lavori. Sarà una commissione composta da tecnici, esperti in materia. Fra l'altro è bene ricordarsi che i lavori al Porta Elisa non hanno un valore definitivo».
Che cosa significa che i lavori al Porta Elisa non hanno un carattere definitivo?
«Proprio questo: non solo la soluzione definitiva. Esiste una differenza fra la relazione della giunta sullo stadio e l'ordine del giorno approvato dal consiglio comunale: nell'ordine del giorno si parla di interventi al Porta Elisa che non hanno carattere definitivo, ultimativo. Si tratta di lavori di minima (per raggiungere una capienza maggiore dell'attuale) necessari anche a garantire un sostegno economico alla Lucchese per un certo numero di anni. Questo in attesa di una soluzione più radicale».
Quale sarebbe la soluzione più radicale?
«La costruzione di un nuovo stadio. A San Donato, se possibile. Oppure in un'area nuova, se non si risolvono problemi di natura legale oltre che urbanistica a San Donato. I lavori al Porta Elisa ci servono a guadagnare tempo per arrivare a questo».
Il problema di fondo, però, resta sempre lo stesso: come si individua chi realizza i lavori di minima e poi chi costruirà il nuovo stadio?
«Le forme possibili sono diverse. Io ne ho individuate quattro, ma magari ce ne sono altre. Sarà la commissione a valutare la migliore, quella che ci fa raggiungere il risultato più interessante per l'interesse pubblico, nel massimo rispetto delle leggi vigenti».
La commissione, dunque, indicherà la soluzione migliore. Ma lei quali proposte ha avanzato?
«Ad esempio ho ipotizzato una forma di vendita o di cessione del diritto di superficie dell'area dove devono sorgere i negozi. Attraverso una perizia si dovrà stabilire il valore e quindi fissare il prezzo di vendita o di cessione del diritto di superficie: una parte della somma dovrà andare al Comune e una parte sarà destinata alla società proprietaria della Lucchese. È ovvio che l'appalto è aperto e lo vince il migliore offerente. Ma ci può essere anche un'alternativa».
Quale alternativa?
«Possiamo anche decidere che chi vince la gara per avere lo stadio, poi gestisce anche la Lucchese. In questo caso, però, dovremmo avere garanzie sulla solidità del soggetto».
Entro quando si saprà qualche cosa di più preciso?
«Entro l'inizio di settembre. La commissione sarà al lavoro d'agosto, in modo che prima di arrivare alla variante urbanistica per i lavori al Porta Elisa sia già stata precisata la procedura per l'appalto. Non si può escludere, ad esempio, neppure il ricorso a forme di contrattazione diretta con l'attuale società, sempre che siano compatibili con le norme vigenti. Sono, comunque, i tecnici che devono valutare le soluzioni tecniche, anche se a mio avviso vale il principio che un'operazione è giusta quando il prezzo è equo. Quando, in sostanza, riusciamo a ottenere un risultato pubblico importante e non si va solo verso la speculazione privata».
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