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Lucca

Muore in bici travolto da un Suv

Un’immagine dell’incidente
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Un’immagine dell’incidente

Tragica fine dell'ex comandante dei vigili urbani di Torre del Lago, finito con la sua bici da corsa contro un Suv che, stando alla polizia municipale, aveva invaso la carreggiata opposta. Un impatto violentissimo: l'ex ufficiale ha sfondato il parabrezza della macchina ed è morto sul colpo

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LUCCA Tragica fine dell'ex comandante dei vigili urbani di Torre del Lago, finito con la sua bici da corsa contro un Suv che, stando alla polizia municipale, aveva invaso la carreggiata opposta. Un impatto violentissimo: l'ex ufficiale ha sfondato il parabrezza della macchina ed è morto sul colpo.
La vittima è Silvano Carmazzi, 63 anni, di Torre del Lago, grande appassionato di ciclismo. Ieri mattina aveva inforcato la sua bici Bhoss King 99 con fibra in carbonio e aveva affrontato la salita del Quiesa scollettando a Maggiano. Un percorso fatto mille volte. Con se non aveva documenti. Soltanto un orologio, che si è spezzato al momento dell'incidente, le chiavi di casa e un braccialetto con inciso il suo nome di battesimo. E il suo riconoscimento è avvenuto quattro ore dopo la tragedia. Giunto in corrispondenza di una semicurva, prima del bar della Salute, il cicloamatore si è trovato davanti un suv Toyota Rav 4 grigiometalizzato condotta da Oreste Vellutini, 67 anni, di Bozzano che aveva accanto la moglie. L'impatto è stato violento e frontale e Carmazzi, che indossava il caschetto, ha sfondato il parabrezza con la testa finendo poi sull'asfalto. La morte è stata istantanea. Sulla dinamica sono in corso accertamenti della polizia municipale, ma all'origine della tragedia potrebbe esserci un colpo di sonno o un improvviso malore del conducente del fuoristrada.
È scosso Oreste Vellutini, 67 anni, di Bozzano. Seduto su una panchina del pronto soccorso in attesa dei responsi sugli accertamenti nel sangue per verificare il tasso alcolemico: «Da quel punto di vista sono tranquillo. Ho bevuto soltanto un caffè macchiato decaffeinato in tutta la mattinata». È ferito a un braccio, sulla camicia evidenti macchie di sangue. Accanto a lui c'è il figlio avvertito dell'incidente e precipitatosi all'ospedale. La moglie del pensionato - che sedeva accanto al marito nel Suv Toyota Rav 4 grigiometallizzato - è stata riaccompagnata a casa. È sotto choc, non riesce a capacitarsi.
Vellutini racconta la mattinata che gli ha sconvolto la vita: «Con mia moglie ci siamo alzati all'alba per andare in cerca di funghi. Siamo appassionati, iscritti a un gruppo micologico. Erano le 5,20 quando siamo partiti da casa in direzione di Bagni di Lucca. Abbiamo fatto il Quiesa e giunti sul posto ci siamo addentrati in una selva. Contavo di rimanere là sino all'ora di pranzo. Invece non abbiamo trovato nulla e abbiamo deciso di ripartire per trascorrere il pomeriggio al mare».
Ma il destino è in agguato all'altezza di una semicurva sulla via Sarzanese a Maggiano poco dopo il bar della Salute. «Guardi - prosegue scuotendo la testa il pensionato - non so spiegarmi cosa sia realmente successo. La macchina è nuova, andavo piano. All'improvviso mi sono ritrovato sull'altra corsia, come se qualcuno avesse spostato il Suv, e quel povero ciclista mi è piombato sul cofano sfondando il parabrezza. Ho ancora negli occhi il suo volto tumefatto e insanguinato. L'allarme l'ha dato mia moglie con il cellulare. Ma quando siamo usciti dall'abitacolo c'era una persona che vive lì, mi sembra un pompiere, che si è prodigata nei soccorsi e ha avvertito il 118».
Ma per Silvano Carmazzi non c'era più nulla da fare: «L'ho capito subito che quell'uomo era morto. - conclude con un filo di voce Oreste Vellutini - Rantolava, era rigido. I soccorsi sono stati tempestivi, ma è stato tutto inutile. Penso ai suoi familiari e non riesco a darmi pace. Ripeto, non so spiegarmi cos'è accaduto. Forse ho avuto un malore, forse il sole mi ha abbagliato. Ma questa croce dovrò portarmela dietro per sempre».
L.T.

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