Sicurezza
Lucca
Stadio, Valentini frena sui lavori
Nicola Nucci
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Il consiglio comunale durante il dibattito sullo stadio e i nuovi possinili impianti sportivi; a destra l’architetto Giovanni Valentini, socio di maggioranza della Lucchese calcioIl progetto può essere interessante ma devo capire che cosa succede dei terreni a San Donato
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LUCCA. Non è sicuro che la Società Sviluppo Sportivo - proprietaria all'85% della Lucchese - ristrutturerà lo stadio Porta Elisa. L'architetto Giovanni Valentini, titolare del gruppo Valore e socio di maggioranza con il patron Giuliani del sodalizio rossonero, si prende una pausa di riflessione. È possibilista sulla decisione presa dal consiglio comunale di riqualificare l'attuale stadio, senza realizzare il centro polisportivo e di intrattenimento a San Donato. Ma vuole capire che cosa ha in mente il Comune per i terreni a San Donato sui quali la sua srl contava di costruire il nuovo stadio. Come muoversi, comunque, lo deciderà la prossima settimana con gli altri soci.
Architetto, cosa ne pensa della decisione del Comune di effettuare lavori solo al Porta Elisa?
«Non sono né soddisfatto né deluso: solo perplesso. L'incertezza programmatica non appartiene al mio mondo. Prendo atto che c'è l'apertura di un percorso che può portare a prospettive interessanti. Voglio però capire bene cosa si intende per ammodernamento e quali sono i risvolti economici dell'operazione. Siamo davanti a un'opportunità interessante per la Lucchese, con sviluppi positivi per la città, ma non è quello che avevamo proposto al sindaco. Questa decisione, di fatto, è una bocciatura di entrambe le ipotesi prospettate. Il mega-stadio a San Donato non è passato? Si vede che non è stato apprezzato».
Quanto tempo serve per definire i lavori per lo stadio?
«Due-tre settimane per le bozze del progetto e almeno due mesi per la versione definitiva. A breve riuniremo il consiglio d'amministrazione per valutare il testo integrale del documento approvato dal consiglio comunale».
Giuliani ha detto un sì condizionato alle attività da realizzare dentro la nuova struttura e ai possibili introiti commerciali.
«È chiaro che anche l'opzione Porta Elisa deve prevedere strutture commerciali, alberghiere, direzionali ed energetiche che producano un reddito per autofinanziare la Lucchese. Un progetto compatibile con l'ambiente e le caratteristiche dello stadio».
Il Porta Elisa sarebbe di proprietà del club?
«Certamente. È una condizione fondamentale. Capire come è prematuro. Lucca sarebbe una città-pilota, la prima in Italia tra le realtà medio-piccole ad avere uno stadio privato. È l'unica via per fare calcio ad alti livelli».
Qualche tifoso rossonero parla di una soluzione di ripiego.
«Se decideremo di rimettere mano al Porta Elisa posso garantire che sarà bello, moderno e funzionale. Sarebbe valorizzata un'area critica dal punto di vista urbanistico e un impianto vecchio, che è del 1935, e produce solo costi. Oltretutto la tribuna è vincolata dalla Sovrintendenza. Del resto siamo orgogliosi di avere realizzato opere importanti per la città».
Secondo lei si è buttato via un anno?
«Non direi. Abbiamo ripreso da zero una squadra blasonata come la Lucchese e riportata nel calcio vero. Auguro al Pisa di riuscire nella stessa impresa».
Da proprietario della Lucchese può dire se cambierà qualcosa nei progetti sportivi (la serie B in 5 anni)?
«Nel prossimo cda affronteremo l'argomento».
Che cosa prevedeva il progetto per il Porta Elisa presentato al Comune?
«Il risanamento della tribuna centrale vincolata; la realizzazione, in sostituzione dell'attuale gradinata, di una nuova tribuna coperta con spazi commerciali, negozi, ristorante, albergo, sala congressi, centro fitness. C'è anche l'ipotesi di un cinema multiplex (8 sale). Infine, l'eliminazione di una curva per fare posto ad un palco per spettacoli e l'inserimento nell'altra curva di strutture sportive di base (palestre, piscina). Si parla anche di rivestire il tetto dello stadio con impianti fotovoltaici per generare energia (entrate stimate per oltre 1 milione)».
Architetto, cosa ne pensa della decisione del Comune di effettuare lavori solo al Porta Elisa?
«Non sono né soddisfatto né deluso: solo perplesso. L'incertezza programmatica non appartiene al mio mondo. Prendo atto che c'è l'apertura di un percorso che può portare a prospettive interessanti. Voglio però capire bene cosa si intende per ammodernamento e quali sono i risvolti economici dell'operazione. Siamo davanti a un'opportunità interessante per la Lucchese, con sviluppi positivi per la città, ma non è quello che avevamo proposto al sindaco. Questa decisione, di fatto, è una bocciatura di entrambe le ipotesi prospettate. Il mega-stadio a San Donato non è passato? Si vede che non è stato apprezzato».
Quanto tempo serve per definire i lavori per lo stadio?
«Due-tre settimane per le bozze del progetto e almeno due mesi per la versione definitiva. A breve riuniremo il consiglio d'amministrazione per valutare il testo integrale del documento approvato dal consiglio comunale».
Giuliani ha detto un sì condizionato alle attività da realizzare dentro la nuova struttura e ai possibili introiti commerciali.
«È chiaro che anche l'opzione Porta Elisa deve prevedere strutture commerciali, alberghiere, direzionali ed energetiche che producano un reddito per autofinanziare la Lucchese. Un progetto compatibile con l'ambiente e le caratteristiche dello stadio».
Il Porta Elisa sarebbe di proprietà del club?
«Certamente. È una condizione fondamentale. Capire come è prematuro. Lucca sarebbe una città-pilota, la prima in Italia tra le realtà medio-piccole ad avere uno stadio privato. È l'unica via per fare calcio ad alti livelli».
Qualche tifoso rossonero parla di una soluzione di ripiego.
«Se decideremo di rimettere mano al Porta Elisa posso garantire che sarà bello, moderno e funzionale. Sarebbe valorizzata un'area critica dal punto di vista urbanistico e un impianto vecchio, che è del 1935, e produce solo costi. Oltretutto la tribuna è vincolata dalla Sovrintendenza. Del resto siamo orgogliosi di avere realizzato opere importanti per la città».
Secondo lei si è buttato via un anno?
«Non direi. Abbiamo ripreso da zero una squadra blasonata come la Lucchese e riportata nel calcio vero. Auguro al Pisa di riuscire nella stessa impresa».
Da proprietario della Lucchese può dire se cambierà qualcosa nei progetti sportivi (la serie B in 5 anni)?
«Nel prossimo cda affronteremo l'argomento».
Che cosa prevedeva il progetto per il Porta Elisa presentato al Comune?
«Il risanamento della tribuna centrale vincolata; la realizzazione, in sostituzione dell'attuale gradinata, di una nuova tribuna coperta con spazi commerciali, negozi, ristorante, albergo, sala congressi, centro fitness. C'è anche l'ipotesi di un cinema multiplex (8 sale). Infine, l'eliminazione di una curva per fare posto ad un palco per spettacoli e l'inserimento nell'altra curva di strutture sportive di base (palestre, piscina). Si parla anche di rivestire il tetto dello stadio con impianti fotovoltaici per generare energia (entrate stimate per oltre 1 milione)».
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