Attenzione
Il documento. Il prelato al vescovo Castellani: volevo aprire una finestra su nuove sensibilità
«Diversità di vedute, perciò ho lasciato»
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LA LETTERA. Don Marcello Brunini durante una messaDiversità di vedute. Soprattutto rispetto a categorie di persone - sensibilità umane, le chiama don Marcello Brunini - poco rappresentate nella comunità cattolica. Anche per questo motivo, don Brunini ha lasciato l'incarico di Vicario generale del vescovo Castellani.
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LUCCA. Diversità di vedute. Soprattutto rispetto a categorie di persone - sensibilità umane, le chiama don Marcello Brunini - poco rappresentate nella comunità cattolica. Anche per questo motivo, don Brunini ha lasciato l'incarico di Vicario generale del vescovo Castellani. Comunque il sacerdote (che non nasconde di avere problemi di salute) si mette a disposizione per nuovi incarichi.
Possibilmente vicino alle «persone ferite» sulle quali, negli anni, si è concentrata l'attenzione e l'attività di don Brunini.
Nella lettera indirizzata dall'ex vicario generale al vescovo, la posizione viene chiarita con i toni pacati, ma fermi, che appartengono a don Brunini che, prima di dimettersi, ha passato due giorni in preghiera e riflessione con Monsignor Castellani. «Eccellenza Reverendissima - scrive Brunini - la ringrazio di cuore per aver accolto il mio desiderio di essere sollevato dal servizio di Vicario Generale. Se ricorda, già quando mi propose questo incarico, le feci presente diverse difficoltà che, con il passare del tempo, si sono rivelate sempre più stringenti».
«Anzitutto la precarietà della mia salute. In questi anni ho fatto, silenziosamente, quello che ho potuto ma, continuare a rispondere alle maggiori urgenze, che l'incarico di Vicario Generale sta richiedendo, diventa per me troppo arduo».
Ma c'è anche un secondo motivo che porta don Brunini a lasciare l'incarico di braccio destro del vescovo. E lo precisa nella lettera inviata da monsignor Castellani a tutti i parroci della diocesi, con il consenso dell'ex vicario generale: «Avevo accettato l'incarico con il proposito, forse presuntuoso - riprende don Brunini - di aprire, nell'azione di governo della nostra Chiesa, una "finestrella" su sensibilità umane, spirituali, pastorali e sociali, a mio avviso poco rappresentate. Questo mio intento ha evidenziato alcune differenze fra le mie e le sue impostazioni; differenze, devo riconoscere, da lei accolte come importanti e feconde, ma che poi, nella pratica, non siamo sempre riusciti a far diventare ricchezza per tutta la comunità diocesana. Sono convinto che, facendo io un passo indietro, ci siano maggiori possibilità di aprire, per altre vie, quella "finestrella"».
«Ad ogni modo, le sono grato per la ricca esperienza che mi ha fatto fare in questi anni, la quale, tra l'altro, mi ha dato l'opportunità di toccare con mano la complessità del servizio di governo della nostra Diocesi». Detto questo, don Brunini si mette a disposizione per il servizio pastorale che il vescovo vorrà decidere per lui, ricordando, però «che la maggior parte della mia vita presbiterale l'ho trascorsa nell'ascolto non facile di "persone ferite"».
Da parte sua, il vescovo conferma che la decisione di sollevare don Brunini dall'incarico «è maturata serenamente, a partire dal discernimento delle motivazioni addotte, in due mattinate di preghiera vissute insieme in una profonda e fraterna condivisione spirituale. Sento il dovere di ringraziarLo a nome mio personale e della intera Arcidiocesi per tutto il bene fatto a me e alla nostra Chiesa in questi anni di generoso e puntuale servizio».
Non a caso, monsignor Castellani evidenzia che don Marcello Brunini manterrà l'incarico di Direttore dell'Archivio Storico Arcivescovile, continuerà a seguire, a suo nome, il lavoro d'insieme della Causa di Beatificazione di Monsignor Enrico Bartoletti, ed entrerà nel nuovo Consiglio Presbiterale come membro nominato dall'Arcivescovo.
In più, ribadisce il vescovo, don Brunini proseguirà, con più tempo a disposizione, «il servizio mai interrotto dell'ascolto dei presbiteri, consacrati e fedeli laici».
Possibilmente vicino alle «persone ferite» sulle quali, negli anni, si è concentrata l'attenzione e l'attività di don Brunini.
Nella lettera indirizzata dall'ex vicario generale al vescovo, la posizione viene chiarita con i toni pacati, ma fermi, che appartengono a don Brunini che, prima di dimettersi, ha passato due giorni in preghiera e riflessione con Monsignor Castellani. «Eccellenza Reverendissima - scrive Brunini - la ringrazio di cuore per aver accolto il mio desiderio di essere sollevato dal servizio di Vicario Generale. Se ricorda, già quando mi propose questo incarico, le feci presente diverse difficoltà che, con il passare del tempo, si sono rivelate sempre più stringenti».
«Anzitutto la precarietà della mia salute. In questi anni ho fatto, silenziosamente, quello che ho potuto ma, continuare a rispondere alle maggiori urgenze, che l'incarico di Vicario Generale sta richiedendo, diventa per me troppo arduo».
Ma c'è anche un secondo motivo che porta don Brunini a lasciare l'incarico di braccio destro del vescovo. E lo precisa nella lettera inviata da monsignor Castellani a tutti i parroci della diocesi, con il consenso dell'ex vicario generale: «Avevo accettato l'incarico con il proposito, forse presuntuoso - riprende don Brunini - di aprire, nell'azione di governo della nostra Chiesa, una "finestrella" su sensibilità umane, spirituali, pastorali e sociali, a mio avviso poco rappresentate. Questo mio intento ha evidenziato alcune differenze fra le mie e le sue impostazioni; differenze, devo riconoscere, da lei accolte come importanti e feconde, ma che poi, nella pratica, non siamo sempre riusciti a far diventare ricchezza per tutta la comunità diocesana. Sono convinto che, facendo io un passo indietro, ci siano maggiori possibilità di aprire, per altre vie, quella "finestrella"».
«Ad ogni modo, le sono grato per la ricca esperienza che mi ha fatto fare in questi anni, la quale, tra l'altro, mi ha dato l'opportunità di toccare con mano la complessità del servizio di governo della nostra Diocesi». Detto questo, don Brunini si mette a disposizione per il servizio pastorale che il vescovo vorrà decidere per lui, ricordando, però «che la maggior parte della mia vita presbiterale l'ho trascorsa nell'ascolto non facile di "persone ferite"».
Da parte sua, il vescovo conferma che la decisione di sollevare don Brunini dall'incarico «è maturata serenamente, a partire dal discernimento delle motivazioni addotte, in due mattinate di preghiera vissute insieme in una profonda e fraterna condivisione spirituale. Sento il dovere di ringraziarLo a nome mio personale e della intera Arcidiocesi per tutto il bene fatto a me e alla nostra Chiesa in questi anni di generoso e puntuale servizio».
Non a caso, monsignor Castellani evidenzia che don Marcello Brunini manterrà l'incarico di Direttore dell'Archivio Storico Arcivescovile, continuerà a seguire, a suo nome, il lavoro d'insieme della Causa di Beatificazione di Monsignor Enrico Bartoletti, ed entrerà nel nuovo Consiglio Presbiterale come membro nominato dall'Arcivescovo.
In più, ribadisce il vescovo, don Brunini proseguirà, con più tempo a disposizione, «il servizio mai interrotto dell'ascolto dei presbiteri, consacrati e fedeli laici».
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